Prima una telefonata, poi un campanello. Bastano meno di trenta minuti per svuotare i risparmi di una vita. È accaduto a Sora, dove un’anziana di 80 anni è stata raggirata con la ormai nota truffa del finto perito e ha consegnato ai malviventi 130.000 euro in contanti e diversi oggetti d’oro. Sul caso indaga la Polizia di Stato, che ha avviato gli accertamenti subito dopo la segnalazione.
I fatti risalgono al pomeriggio del 2 novembre. Intorno alle 16, sul telefono fisso di casa, la donna ha risposto a una chiamata anonima. Dall’altro capo del filo c’era un uomo dal tono fermo e autorevole, che si è presentato come collaboratore di un sedicente giudice del Tribunale. Con parole studiate per mettere ansia e timore, le ha detto che una sua vecchia automobile, di cui da tempo non era più in possesso, sarebbe stata coinvolta in una rapina.
Per spingerla ad agire senza avere il tempo di ragionare, il finto funzionario ha paventato il rischio di una perquisizione immediata in casa da parte delle Forze dell’Ordine, facendo leva sul forte imbarazzo che una simile eventualità avrebbe provocato. Una pressione psicologica costante, mantenuta per tutta la telefonata, al termine della quale l’anziana è stata invitata a raccogliere con urgenza tutto il denaro e i preziosi custoditi nell’abitazione: a breve, le è stato spiegato, sarebbe passato un perito incaricato dal Tribunale per prenderli in consegna e svolgere delle verifiche.
La trappola è scattata puntuale. Alle 16:30, appena mezz’ora dopo la telefonata, un complice si è presentato alla porta qualificandosi come l’esperto inviato dall’autorità giudiziaria. Spaventata, confusa e convinta di non avere alternative per chiudere in fretta quella vicenda, la donna gli ha consegnato oro e risparmi, per un totale di 130.000 euro in contanti oltre ai gioielli.
Ora toccherà agli investigatori della Polizia di Stato ricostruire i movimenti dei due e identificare gli autori del raggiro. Al momento le indagini sono in corso.
Episodi come questo si ripetono con schemi sempre uguali e prendono di mira soprattutto le persone anziane, spesso sole in casa. Vale la pena ricordare che nessun magistrato, tribunale o forza di polizia chiede di consegnare denaro o gioielli a un incaricato che si presenta alla porta, e che nessuna procedura giudiziaria si svolge per telefono con richieste di questo tipo. In caso di dubbio, la cosa più saggia è interrompere la comunicazione, non aprire a sconosciuti e chiamare subito il 112, magari coinvolgendo un familiare o un vicino di fiducia.




