Una corsa contro il tempo, sotto terra e lontano dagli occhi, che si è chiusa nel migliore dei modi. A Priverno, in provincia di Latina, un cane rimasto intrappolato in un anfratto naturale è stato recuperato vivo dopo circa 20 ore di lavoro ininterrotto da parte dei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con il supporto dei Vigili del Fuoco.

La vicenda ha preso il via nella giornata di giovedì 5 novembre, quando i Vigili del Fuoco hanno avviato i primi tentativi di recupero. Dopo diverse ore di operazioni, però, la complessità della cavità e l’impossibilità di raggiungere l’animale con le tecniche tradizionali hanno reso evidente la necessità di un aiuto più specializzato. È stato così richiesto l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico, abituato a muoversi in ambienti sotterranei dove ogni centimetro si conquista con pazienza.

Sul posto sono arrivati i tecnici disostruttori, figure altamente specializzate nell’ampliamento e nell’apertura di passaggi in ambienti ipogei. Il loro compito era allargare progressivamente la cavità fino a creare lo spazio sufficiente al passaggio degli operatori e delle attrezzature. Per farlo hanno lavorato con martelli demolitori e con l’impiego controllato di esplosivi, procedendo per gradi e con la massima cautela, perché ogni intervento sulla roccia doveva tenere conto della presenza dell’animale in fondo al passaggio.
A rendere l’operazione ancora più significativa è stata la composizione della squadra. Alle manovre hanno partecipato infatti tecnici di soccorso speleologico provenienti da Lazio, Abruzzo, Umbria e Sardegna, accorsi per dare man forte in un intervento definito particolarmente complesso e prolungato. Una vera mobilitazione interregionale, tutta dedicata al salvataggio di un cane.
Il lavoro di squadra ha dato i suoi frutti: grazie alla collaborazione e al coordinamento tra il Soccorso Alpino e Speleologico e i Vigili del Fuoco, dopo circa venti ore l’animale è stato raggiunto e riportato in superficie vivo. Subito dopo è stato affidato ai medici veterinari, che si sono occupati delle cure necessarie.
Una storia a lieto fine che racconta quanto il soccorso, quando è fatto di competenze, esperienza e solidarietà tra territori diversi, non faccia distinzioni: anche per un amico a quattro zampe si possono mettere in campo uomini, mezzi e un’intera notte di fatica.




