C’è un quartiere di Roma che da nove decenni è insieme laboratorio urbanistico, vetrina internazionale e luogo dove si vive. È l’EUR, a cui è dedicata la mostra “EUR – Una storia lunga 90 anni”, presentata a Roma e ospitata dal 6 novembre 2026 al 7 febbraio 2027 al Palazzo Uffici dell’EUR, capolavoro dell’architettura razionalista e prima opera permanente completata nel grande progetto dell’Esposizione Universale di Roma.
Il percorso, curato da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, parte dalle origini: la decisione di realizzare l’Esposizione Universale del 1942 nell’area delle Tre Fontane. Da lì accompagna il visitatore attraverso le trasformazioni del quartiere fino ai giorni nostri, dando spazio alle figure che ne hanno costruito l’identità. Fotografie, documenti storici, progetti, bozzetti, materiali d’archivio, filmati d’epoca e installazioni immersive compongono un racconto che va oltre la storia di un quartiere. Attraverso l’EUR, infatti, la mostra ripercorre come è cambiata l’Italia nel corso del Novecento.
L’esposizione è promossa e co-prodotta da EUR SpA e organizzata da COR – Creare Organizzare Realizzare. Hanno collaborato il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, Roma Capitale, l’Archivio Luce Cinecittà e l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, con la partnership speciale dell’Archivio Centrale dello Stato. Un impianto istituzionale ampio, che spiega la ricchezza dei materiali, molti dei quali inediti.
A dare il senso dell’operazione è il presidente di EUR SpA, Enrico Gasbarra: “L’EUR è una parte della città nata per parlare al mondo”. La mostra, ha spiegato, ne ripercorre le tappe fondamentali e gli eventi che l’hanno segnata, “quelli prestigiosi ma anche quelli più difficili”, ma lo sguardo resta rivolto in avanti. Gasbarra ha annunciato un’ambizione precisa: l’esposizione resterà aperta fino a febbraio, ma l’idea è di trasformarla in un museo permanente, per custodire la memoria di queste opere e di questi documenti e farne anche un luogo di scambio internazionale. Il presidente ha ricordato che oggi l’EUR, grazie ai suoi eventi, richiama circa un milione e mezzo di visitatori e che questa vocazione “deve continuare a crescere”.
Per Alessandro Nicosia, curatore e organizzatore, che presiede il Gruppo COR, la scelta è stata quella di celebrare i novant’anni attraverso “un racconto completo e integrato”, che parte dalle origini e arriva all’oggi. Tra i pezzi che catturano di più lo sguardo, Nicosia ha indicato il plastico della Nuvola di Fuksas, simbolo dell’EUR contemporaneo, “una presenza di grande impatto”.
Sul valore urbanistico del quartiere si è soffermato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che ha definito l’EUR “una forma urbanistica dinamica”. Da archetipo urbanistico e architettonico, con un’architettura razionalista ancora oggi studiata nelle università di tutto il mondo, è diventato a suo dire un progetto urbano in continua evoluzione, grazie alle nuove presenze architettoniche ma soprattutto alle funzioni mantenute nel tempo: grande quartiere residenziale, snodo di attraversamento della città, sede di importanti uffici nazionali. Un luogo, ha aggiunto, di qualità della vita che esprime una visione urbanistica ancora valida, dai nomi di Bottai e Del Debbio a quello di Piacentini e degli altri architetti razionalisti che vi hanno lavorato. Da qui l’applauso a EUR SpA per aver inaugurato con questa mostra “i primi 90 anni dell’EUR, e chissà quanti altri”.
Non è mancato il tono del ricordo personale, con Francesco Rutelli, già sindaco di Roma e abitante del quartiere. Ha evocato i grandi nomi della cultura che l’EUR ha ospitato: Giuseppe Ungaretti, a cui fu dedicata una targa in via di Sierra Nevada, Pier Paolo Pasolini, che viveva con una parte della famiglia in via Eufrate, ed Ennio Morricone, che trascorse qui gli ultimi anni della sua vita all’ultimo piano di un grattacielo affacciato sul laghetto, scelto perché dal terrazzo si vedevano le cupole di Roma e il mare. Rutelli ha ricordato poi come tutto questo si svolga nel piazzale dove da sindaco decise di realizzare la Nuvola di Massimiliano Fuksas: l’unica area rimasta inedificata, tra l’Hotel dei Congressi e la Cristoforo Colombo, dove un tempo c’erano mercatini abusivi e attività piuttosto disordinate. Oggi la Nuvola, ha sottolineato, è un elemento cruciale per le prospettive economiche e per la vocazione congressuale e direzionale del quartiere.
Alla presentazione hanno partecipato anche Antonio Saccone, presidente di Cinecittà SpA, Alessandro Cochi, presidente del CONI Lazio, e Glenda Furini dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. I lavori sono stati chiusi da Claudio Carserà, amministratore delegato di EUR SpA.




