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    Monte San Giovanni Campano: la UIL Pensionati chiede azioni concrete per la non autosufficienza

    incontro al teatro comunale con il segretario regionale UIL Pensionati Oscar Capobianco: istituzioni e sindacati a confronto sulle necessità degli anziani
    4 Aprile 20257 Mins Read
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    Un incontro per sensibilizzare istituzioni e cittadini

    Si è svolta questa mattina, venerdì 4 aprile 2025, presso il teatro comunale di Monte San Giovanni Campano, un’importante iniziativa promossa dalla UIL Pensionati di Frosinone sud, dall’ADA di Frosinone sud e dall’Ufficio H della UIL Pensionati. L’evento, che ha visto la partecipazione del segretario generale regionale della UIL Pensionati, Oscar Capobianco, ha rappresentato un’occasione di confronto sulle problematiche della non autosufficienza, della disabilità e del disagio sociale, con un focus specifico sul ruolo delle RSA e dell’assistenza agli anziani.


    La non autosufficienza: una questione di civiltà

    La non autosufficienza è una condizione che colpisce numerose persone, impedendo loro di svolgere le attività quotidiane in maniera indipendente. Questo problema coinvolge migliaia di famiglie, spesso lasciate sole a gestire difficoltà economiche e psicologiche. L’assenza di un adeguato supporto pubblico rende indispensabile un’azione concreta da parte delle istituzioni, per garantire dignità e diritti ai soggetti più fragili.


    Un patto intergenerazionale per il futuro

    Durante l’incontro, la UIL Pensionati di Frosinone sud ha ribadito l’importanza di un patto intergenerazionale, richiamando il mito di Enea, Anchise e Ascanio, come simbolo della collaborazione tra generazioni. Un concetto che il segretario generale Carmelo Barbagallo ha sempre sostenuto con forza: solo attraverso un dialogo tra giovani, adulti e anziani si potranno costruire politiche sociali efficaci e lungimiranti.


    Le richieste della UIL Pensionati ai sindaci

    Per affrontare il problema della non autosufficienza, la UIL Pensionati di Frosinone sud ha avanzato una serie di richieste ai sindaci e alle istituzioni locali, tra cui:

    • L’assunzione di responsabilità attraverso azioni mirate e precise;
    • Convocazione di consigli comunali straordinari con all’ordine del giorno l’applicazione dei decreti attuativi sulla legge della non autosufficienza;
    • Istituzione di un assessorato specifico, con compiti operativi e risolutivi;
    • Coinvolgimento dei servizi sociali per informare le famiglie sulle risorse disponibili;
    • Creazione di tavoli di lavoro permanenti, con la partecipazione di anziani, giovani, famiglie e istituzioni;
    • Maggiore attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche, per garantire abitazioni accessibili a tutti;
    • Organizzazione di un’assemblea unitaria con CGIL e CISL, per mettere al centro il ruolo dei pensionati nella società.

    Un appello alle istituzioni: agire subito

    La manifestazione di Monte San Giovanni Campano si è conclusa con un appello forte e chiaro alle istituzioni locali e nazionali: non si può più rimandare un’azione concreta sulla non autosufficienza. La UIL Pensionati di Frosinone sud, con il supporto dell’ADA di Frosinone sud e dell’Ufficio H UIL Pensionati, continuerà a battersi per il riconoscimento dei diritti degli anziani e per una società più equa e solidale.


    “Quando si parla di salute – dichiara il responsabile provinciale dell’Ufficio H Lucio Tatangelo – si possono prendere diverse strade.  Noi abbiamo scelto quella di ascoltare, riflettere insieme per essere al fianco di quelle persone che vivono e quelle famiglie che convivono con lo stato della non autosufficienza, disabilità, disagio e realtà delle residenze sanitarie per anziani. Occorre quindi prevenire l’esclusione sociale, intervenendo sui principali fattori di rischio. Migliorare le condizioni del mondo delle RSA quali luoghi di cura e recupero fisico e massima autonomia per la persona. Fornire corsi di formazione alle famiglie affinché conoscano la malattia per poterla gestire e condividerla con chi ha gli stessi problemi. Prevedere un rilevante investimento infrastrutturale, finalizzato alla prevenzione attraverso soluzioni alloggiative e dotazioni strumentali innovative che permettano di conseguire la continuità della assistenza medico specialistica, infermieristica, fisioterapica e riabilitativa e l’effetto benefico per la autostima della persona malata e per la famiglia”.

    “E’ il momento di riflessione, confronto e azione su un problema ancora troppo sommerso – spiega Bruno Frattali responsabile dell’Ada Frosinone sud – il disagio e il dramma che vive non soltanto la singola persona, bensì la famiglia e tutte le persone che sono vicine a chi si trova in uno stato di disabilità, a chi fa uso di droghe, all’alcolista e al ludopatico. E bisogna farlo con azioni mirate e ben precise per ridare dignità alle persone interessate e a tutti i loro familiari”.

    “Come pensionati Uilp – dichiara Antonio Cadoro responsabile della Uilp Cassino – siamo fermamente al fianco delle persone e delle famiglie che vivono e gestiscono lo stato della non autosufficienza, disabilità, disagio e Rsa. Siamo qui per accendere i riflettori su un tema che misura lo stato civico della nostra terra. E soprattutto per cercare insieme alle istituzioni di costruire una società più unita e più solidale”.

    “Per rendere le Rsa più funzionali e vicine agli utenti – aggiunge Pancrazio Cipriani responsabile Uilp Sora – occorre investire in strutture con aumento di posti letto pubblici. Investire sulla assunzione e formazione sociale integrata alle competenze, sensibilità umana, all’ascolto e alla comunicazione. E puntare sulla socializzazione con il mondo della scuola con le scolaresche che si recano nelle Rsa con l’obiettivo di mantenere e stimolare le capacità residue delle persone ospitate nelle strutture”.

    “Abbiamo voluto questa giornata – commenta il coordinatore della Uil Pensionati Frosinone Sud Emilio Lucidi  – per trovare una speranza, una via d’uscita dalle paure del “dopo di noi “. Spesso ci domandiamo e ci domandano se abbiamo fatto tutto ciò che sarebbe stato necessario fare per evitare che ciò accadesse. E per questo abbiamo voluto oggi presentare una proposta ufficiale ai sindaci e a tutti gli amministratori locali che sono quelli che hanno sul territorio gli strumenti adatti per poter agire nella giusta direzione. Guardare dal di dentro il mondo della non autosufficienza, disabilità’, disagio e rsa non è solo un impegno ma un dovere. Sindaci insieme possiamo dare speranza e forza alle persone che vivono queste difficoltà, spesso tragedie per le stesse famiglie che convivono quasi sempre da sole con le difficoltà economiche e psicologiche”.

    “I problemi che riguardano gli anziani e in particolare quelli che afferiscono alla disabilità e alla non autosufficienza – spiega il segretario generale regionale della Uil Pensionati Oscar Capobianco – vanno affrontati tutti insieme, ed in particolare noi del sindacato siamo sempre in prima linea nell’ascoltare i problemi delle persone, recepirli e insieme trovare le giuste soluzioni. E in tutti i tavoli politici ed istituzionali noi siamo portavoce delle tante problematiche che riguardano la terza età. In particolare noi pensiamo che il livello di civiltà di un Paese si misuri soprattutto dalla qualità della sanità e dei servizi sociali, e per questo lanciamo oggi qui un monito a tutti i rappresentanti delle istituzioni affinché mettano in atto tutte le azioni necessarie per rendere la nostra società più giusta ed equa, e nella fattispecie contribuiscano a rendere più agevole la vita di quanti combattono con le tante difficoltà quotidiane delle disabilità, del disagio e della non autosufficienza”.

    La Uil Pensionati per l’occasione ha voluto anche ricordare i dati della problematica presa in esame nel convegno riguardante il nostro territorio. In particolare per quanta riguarda il comprensorio di Sora secondo i dati del Consorzio pubblico Aipes risultano presenti 5 case famiglia, 8 case di riposo e 2 Rsa. Mentre gli anziani over 65 presi in carico dall’Ambito AIpes sono: anziani non autosufficienti assistiti tramite il servizio di assistenza domiciliare 360, anziani con disagio seguiti dal servizio sociale professionale 460 e anziani con disabilità gravissima 70. Mentre per il consorzio pubblico del cassinate  le case famiglia sono 13 e i centri attivi 5, più l’Alzheimer sovrambito di Atina per un totale di 6.   Con l’assistenza domiciliare per 390 anziani, di cui 240 autosufficienti e 150 non autosufficienti, 120 con disabilità  gravissima e 66 con Hcp, per un totale di 576 anziani.   Anziani con disagio seguiti dal servizio sociale professionale: disagio adulti 2650 e con segretariato 3300 per un totale di 5950. Mentre gli anziani con disabilità gravissima sono 136 con 46 in lista di attesa.

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