Questa mattina, 26 febbraio 2026, nella prestigiosa Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, si è aperta la prima delle due giornate di audizioni dedicate alle dieci città finaliste in corsa per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Tra le protagoniste, alle ore 9.00, Anagni, Ferentino, Alatri e Veroli chiamate a presentare il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”.
Un’ora intensa, carica di significato, in cui la città ha illustrato alla giuria di esperti la propria visione strategica, il progetto culturale e le prospettive di sviluppo legate alla candidatura condivisa con Alatri, Ferentino e Veroli. Le audizioni proseguiranno domani, 27 febbraio, e al termine dei lavori la commissione formulerà la proposta da sottoporre al Ministro della Cultura Alessandro Giuli. L’annuncio ufficiale della città vincitrice è previsto entro il 27 marzo 2026. In palio, oltre al prestigio nazionale, un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle iniziative previste nel dossier.
L’emozione del sindaco Natalia
A rappresentare il territorio è stato il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, che al termine dell’audizione ha affidato alle parole un sentimento autentico e profondo. «È difficile descrivere quello che ho provato», ha dichiarato, sottolineando l’emozione e la responsabilità di portare a Roma la voce di un intero territorio. Non solo un progetto tecnico, ma una visione condivisa, capace di mettere al centro la cultura come motore di crescita e futuro.
Il primo cittadino ha voluto ringraziare i colleghi sindaci di Alatri, Ferentino e Veroli, evidenziando il valore di una candidatura unitaria. Un passaggio significativo è stato dedicato allo scultore Jago, intervenuto per testimoniare come il talento possa partire da questa terra e scegliere di tornarvi, trasformandosi in identità e prospettiva. Parole di apprezzamento anche per il giornalista Vittorio Macioce, capace di raccontare con intensità l’anima più autentica del territorio.
Non è mancato un tocco simbolico e concreto insieme: i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Veroli hanno presentato la fettuccina alla ciociara, piatto che racchiude memoria, tradizione e cultura viva delle comunità locali.
Il sostegno delle istituzioni
Alla presentazione erano presenti numerose personalità istituzionali. L’Assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini ha ribadito il sostegno della Regione al percorso intrapreso, mentre il Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, ha rappresentato idealmente i 91 comuni del territorio.
Un ringraziamento è stato rivolto anche ad Alessandro Betori, Soprintendente ai beni culturali di Frosinone e Latina, e all’Assessore comunale alla Cultura e al Bilancio, oltre al direttore del progetto, Prof. Ribezzo, e al coredattore del dossier, Ing. Scerrato, protagonisti del lavoro tecnico e progettuale.
L’intervento dell’arcivescovo Marcianò
A chiudere la serie degli interventi è stato l’arcivescovo Santo Marcianò, presente all’audizione finale insieme ai sindaci delle quattro città. Nel suo contributo, l’arcivescovo ha parlato di «straordinaria unicità», riferendosi a un territorio capace di coniugare testimonianze culturali e religiose in modo originale e originante.
Un riconoscimento che va oltre il singolo progetto e che restituisce l’immagine di un’area coesa, consapevole della propria storia e pronta a metterla a sistema in chiave contemporanea.
Un titolo che vale sviluppo e identità
La Capitale italiana della Cultura è un’iniziativa promossa dal Ministero della cultura – Dipartimento per le attività culturali, nata per valorizzare il patrimonio nazionale e incentivare la progettualità urbana nel segno della cultura come leva di innovazione e coesione sociale.
Per Anagni e per le città partner, l’audizione romana non è stata soltanto una tappa amministrativa, ma il racconto pubblico di un’identità condivisa. «Oggi non abbiamo semplicemente presentato un dossier. Abbiamo raccontato una visione», ha ribadito Daniele Natalia.
Ora resta l’attesa. Con la consapevolezza di aver portato a Roma non soltanto un progetto, ma la storia, il cuore e la determinazione di un territorio che ha scelto di credere nella cultura come strada di crescita.




