Un lungo applauso virtuale, ma soprattutto una compattezza amministrativa che mette al centro il bene più prezioso del territorio: l’acqua. Si è chiusa con un voto unanime la cruciale Conferenza dei Sindaci dell’ATO 5, andata in scena martedì scorso 26 maggio 2026. Sul tavolo della discussione, guidata dal Presidente dr. Luca Di Stefano, c’erano i punti strategici presentati dall’Egato 5 Lazio Meridionale di Frosinone, l’ente di governo dell’ambito idrico provinciale che sta ridisegnando la mappa delle infrastrutture del territorio.
I lavori si sono aperti con la ratifica formale delle variazioni del Bilancio 2026-2028, un passaggio tecnico fondamentale per recepire le ultime novità economico-finanziarie, seguito dalla parallela variazione al Documento Unico di Programmazione, il cosiddetto DUP 2026-2028. La platea dei primi cittadini ha poi dato il via libera definitivo al rendiconto d’esercizio del 2025 e ha confermato la fiducia al Revisore dei conti dell’ente, il prof. dr. Carmelo Intrisano, la cui proroga garantirà la necessaria continuità nella vigilanza finanziaria.
A illustrare nel dettaglio i numeri di questa manovra è stato il ragionier Gianluigi Mignogna, stimato professionista dell’ente, che ha offerto una relazione esaustiva ai sindaci presenti. L’approvazione all’unanimità di tutti gli atti non rappresenta solo un successo burocratico, ma costituisce la linfa vitale che permetterà all’Egato 5 di dare continuità alle attività pregresse e, contemporaneamente, di blindare la programmazione dei cantieri imminenti.
Il piatto forte della giornata è rappresentato senza dubbio dai finanziamenti esterni intercettati nel DUP 2026-2028. Spicca, per l’impatto sul quadrante nord della provincia, lo stanziamento della Regione Lazio pari a 2.100.000,00 euro. Queste risorse saranno destinate interamente a interventi cruciali sulla depurazione nel territorio comunale di Anagni e sul contenimento delle perdite idriche. Per la città dei Papi si tratta di una boccata d’ossigeno straordinaria, un investimento mirato che punta a sanare l’atavico problema della rete idrica locale, storicamente segnata da condotte obsolete, carenze di pressione nei mesi estivi e la necessità di un ammodernamento complessivo degli impianti di depurazione.
Ma il respiro della pianificazione diventa monumentale se si guarda alle risorse provenienti da Roma. L’ente ha blindato l’accesso ai fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, legati al colossale programma del P.N.I.I.S.S.I., ovvero il Piano Nazionale Interventi per la messa in Sicurezza del Settore Idrico. Parliamo di una torta finanziaria complessiva di circa 113.000.000,00 euro. Di questa somma faraonica, 16 milioni di euro sono già stati materialmente incassati e sono attualmente al lavoro per la realizzazione del nuovo collettore idrico Frosinone-Ferentino. Altri 35 milioni di euro sono in dirittura d’arrivo, in attesa del decreto di copertura finanziaria da parte del ministero per opere capillarmente diffuse nei vari comuni, mentre la restante quota di 62 milioni di euro fa parte del pacchetto di recenti richieste formali per le quali è in corso l’istruttoria tecnica.
La strategia della presidenza e della tecnostruttura di Frosinone risponde a una logica economica chiarissima: andare a caccia di risorse extra-tariffarie. Riuscire a finanziare le grandi opere pubbliche attraverso canali ministeriali o regionali significa, infatti, alleggerire i costi interni del servizio. In parole povere, i grandi lavori non graveranno sulle bollette pagate dalle famiglie e dalle imprese ciociare, migliorando al contempo lo standard del Servizio Idrico Integrato. Per tagliare questi traguardi, l’ente ha beneficiato del supporto operativo e specialistico garantito dal dr. Paolo Soave e dall’ing. Matteo Pontone Gravaldi.
Dietro la facciata dei grandi numeri c’è però il motore silenzioso della macchina amministrativa. Per questa ragione, il dirigente dell’ente, ing. Luigi Urbani, ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico e sentito a tutti i dipendenti dell’Egato 5, che quotidianamente operano con responsabilità ed efficacia dietro le quinte di una materia complessa come quella idrica.
Un ringraziamento istituzionale è stato esteso anche a tutti i sindaci della provincia per la collaborazione assidua e costante dimostrata, in modo particolare nel corso degli ultimi due anni. La presenza dei primi cittadini ai numerosi tavoli tecnici attivati nella sede dell’Egato 5 ha permesso di superare le vecchie logiche di frammentazione. Proprio sulla base dei verbali e dei confronti di questi tavoli, l’ente ha annunciato che a breve verrà approvato il nuovo Piano d’Intervento, il documento programmatico definitivo che fisserà le priorità dei prossimi anni.
Prima dello scioglimento dell’assemblea, tuttavia, l’ente ha inviato anche un chiaro sollecito di natura finanziaria. È stato infatti rivolto un invito perentorio a quei Comuni che non sono ancora in linea con l’emissione delle fatture relative agli oneri concessori degli anni passati. Si tratta di spettanze già maturate dall’Egato 5 e già oggetto di precedenti solleciti, per le quali i municipi ritardatari sono ora chiamati a provvedere con la massima urgenza, al fine di garantire il perfetto equilibrio dei conti di quello che si conferma essere uno degli enti più dinamici del Lazio Meridionale.




