Dieci anni e non sentirli
La Casa del Cinema di Roma si accende per una serata di gala entrata nella storia
C’è un momento, ogni anno, in cui la Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma smette di essere un luogo e diventa qualcosa di più: un palcoscenico di memoria e futuro, dove il talento viene celebrato senza sconti e senza politica. È accaduto ancora, con la decima edizione del Premio internazionale “Alberto Sordi Family Award 2026”, l’evento ideato e diretto da Igor Righetti — giornalista, conduttore Rai, cugino e biografo dell’attore romano per antonomasia — che nel 2017 ha scelto di onorare il grande Alberto Sordi non con la nostalgia, ma con il merito di chi oggi è capace di lasciare un segno.
La sala era gremita, e tra il pubblico spiccava una presenza significativa: tanti giovani, lì a testimoniare che certi valori non tramontano. Un segnale che non è sfuggito agli organizzatori.
Un premio che ha conquistato Hollywood
Quattro Premi Oscar nell’albo d’oro: da Helen Mirren a Colin Firth
Non è un riconoscimento qualunque. Nel corso degli anni, l’Alberto Sordi Family Award ha saputo attraversare l’Atlantico e approdare fino a Hollywood, con quattro Premi Oscar iscritti nel suo prestigioso albo d’oro: gli attori Helen Mirren e Colin Firth, e i registi Taylor Hackford e Robert Moresco. Nomi che basterebbero da soli a raccontare il peso specifico di questa manifestazione, che nel tempo ha premiato anche Gina Lollobrigida, Matt Dillon, Mark Strong, Pupi Avati, Simona Ventura e molti altri protagonisti della cultura italiana e internazionale.
Il premio in sé è un’opera d’arte: un prezioso bassorilievo dorato realizzato dal maestro orafo Massimo Palombo di Onivars, che raffigura il vigile Otello Celletti, il celebre personaggio interpretato da Sordi nel 1960. Un oggetto che vale quanto la storia che rappresenta.
Ventidue storie di eccellenza
Dal cinema alla moda, dalla tv all’imprenditoria: il meglio dell’Italia che lavora
La decima edizione ha premiato 22 protagonisti in rappresentanza di mondi diversi, accomunati da un unico filo conduttore: l’eccellenza. Per il cinema sono saliti sul palco gli attori e registi Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Edoardo Leo, Massimiliano Bruno e l’attore statunitense Daniel McVicar; per la televisione è stata premiata la conduttrice e attrice Carolina Rey; per la comicità il cabarettista e attore Gabriele Cirilli.
Il mondo della moda e della sartoria ha trovato rappresentanza con lo stilista Anton Giulio Grande e con Gianluca Isaia, presidente e amministratore delegato di Isaia, eccellenza della sartoria napoletana nel mondo. Per la cultura e le politiche culturali il riconoscimento è andato all’onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati.
Nel campo dell’education è stata premiata Elisa Zambito Marsala, responsabile della Direzione Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo. Per il giornalismo televisivo il premio è andato a Incoronata Boccia, direttrice dell’Ufficio stampa Rai; per l’innovazione radiofonica e podcast a Gianfranco Zinzilli, direttore delle radio digitali, specializzate e Podcast Rai; per l’intrattenimento e la tv dei ragazzi a Roberto Genovesi, direttore di Rai Kids.
Spazio anche all’imprenditoria: premiati Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro – Confederazione nazionale piccole e medie imprese, Elena Aceto di Capriglia, presidente di Medspa (brand Miamo e Nutraiuvens), Loredana Arcangeli, direttrice generale di Originaltour, Giuseppe Marchese, Ceo del Gruppo alberghiero RHC, e l’imprenditore Antonio Valentino. Riconoscimenti anche per Rita Lofano e Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell’Umbria e dei quotidiani del Gruppo Corriere.

Il Premio Speciale “Amico di Alberto Sordi” per la direzione artistica e la produzione culturale è andato al manager, produttore ed editore musicale Massimo Bonelli, consegnato dalla critica televisiva Carmela De Rose.
Le targhe “Amici di Alberto Sordi”
Un’immagine inedita fuori dal set per un riconoscimento che emoziona
Accanto al premio principale, la serata ha visto l’assegnazione delle targhe “Amici di Alberto Sordi”, realizzate dal maestro orafo Michele Affidato e arricchite da un’emozionante immagine inedita fuori dal set del film “Il Marchese del Grillo”, scattata dal leggendario fotografo di scena Enrico Appetito.
Tra i destinatari: i giornalisti e autori televisivi Tommaso Martinelli e Luigi Miliucci, la rivista Forbes (ritirata da Alice Iadecola), il direttore di Askanews Gianni Todini, la giornalista e conduttrice di Tg2 Storie su Rai 2 Adriana Pannitteri, i fondatori di PuraNatura Elisabetta e Nicola Dalla Grana, il direttore di SpotAndWeb.it Mario Modica, il giornalista Fabrizio Pacifici, il docente dell’Università Tor Vergata di Roma Carlo Maria Bolzan, il componente del Consiglio di amministrazione del Parco archeologico del Colosseo Claudio Togna, il presidente del Festival “Tulipani di Seta Nera” Diego Righini e la giornalista Sara Manfuso. Tutti i premiati hanno ricevuto anche un elegante accessorio Piquadro.
“Come Zorro, il merito lascia un segno”
Le parole di Igor Righetti: meritocrazia al centro, senza se e senza ma
A chi gli chiede perché, dopo dieci anni, continui a crederci, Igor Righetti risponde con una metafora che vale più di mille spiegazioni. “In un’epoca in cui parlare di meritocrazia può sembrare controcorrente — dice — scegliamo invece di metterla al centro. L’Alberto Sordi Family Award è un premio apolitico e apartitico che si fonda su un unico criterio: il merito. Viene assegnato a chi ha saputo lasciare un segno concreto del proprio passaggio, contribuendo in modo significativo alla crescita e al benessere della collettività. Proprio come Zorro, simbolo di chi incide la realtà con coraggio e identità, premiamo coloro che hanno saputo distinguersi, lasciare un’impronta riconoscibile e offrire qualcosa di utile alla società. Perché il vero valore non è solo emergere, ma fare la differenza.”
Un omaggio alla contessa Patrizia de Blanck
La grande amica di Righetti ricordata con affetto e commozione
La serata ha riservato anche un momento di autentica commozione: un omaggio alla contessa Patrizia de Blanck, scomparsa di recente, grande amica di Igor Righetti fin dagli anni Ottanta. Insieme avevano condiviso progetti televisivi e radiofonici, la sua unica canzone “VaffanVip” e la sua ultima apparizione nel docufilm “Alberto Sordi secret”, dove aveva raccontato la sua storia d’amore con l’Alberto nazionale vissuta nel 1970. Anche la de Blanck aveva ricevuto il premio nel 2021: un cerchio che si chiude, con tenerezza.
Il docufilm su Sordi arriva in tutto il mondo
Da PrimeVideo UK e USA fino all’Australia e alla Cina
Proprio alla Casa del Cinema, due anni fa era stato presentato “Alberto Sordi secret”, il primo e unico docufilm internazionale — disponibile anche in inglese e spagnolo — sulla vita privata del grande attore, scritto e diretto da Igor Righetti e tratto dal suo omonimo libro edito da Rubbettino, arrivato alla dodicesima ristampa. L’opera ha già ricevuto 35 premi tra Italia ed estero ed è stata presentata alla Festa del Cinema di Roma e al Senato della Repubblica. “Adesso — ha annunciato il produttore Massimiliano Filippini — il docufilm è in onda su PrimeVideo UK e PrimeVideo USA e stiamo ultimando una versione in lingua portoghese. A breve sarà trasmesso anche in Nuova Zelanda, Australia e Cina.”
Una serata da ricordare
Palazzo Montemartini e una torta monumentale: il gran finale
La cerimonia, con la regia di Emanuele Massari e organizzata dalla società Loro Comunicazione, si è conclusa in bellezza con una cena nel suggestivo Palazzo Montemartini – Radisson Collection Hotel e con una torta monumentale creata dal maestro pasticciere del ristorante “Rinaldi 1957”. Il Premio si è avvalso del patrocinio della Regione Lazio, della Calabria Film Commission e degli auspici del presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati. Media partner dell’evento sono stati Forbes e SpotAndWeb.it. Un ringraziamento particolare è stato rivolto dall’ideatore all’onorevole Fabrizio Santori, vice presidente della Commissione Roma Capitale, “sempre presente nel ricordare Alberto Sordi.”
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