Ottant’anni non sono pochi, soprattutto quando si tratta di una storia che riguarda tutti. Il 2 giugno 2026 l’Italia celebra il compleanno della Repubblica Italiana con il rito laico che ogni anno trasforma via dei Fori Imperiali in una cattedrale a cielo aperto: la parata militare, i sindaci con la fascia tricolore, le note dell’Inno di Mameli e il rombo delle Frecce Tricolori che chiudono in bellezza una mattinata densa di significato.

Prima ancora della parata, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato all’Altare della Patria per l’omaggio al Milite Ignoto, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, con il quale ha passato in rassegna i picchetti delle Forze Armate e delle Forze di polizia. Poi la deposizione della corona d’alloro, il silenzio, il rispetto dovuto a chi non ha nome ma rappresenta tutti.
Il Capo dello Stato è quindi giunto ai Fori a bordo della storica Lancia Flaminia, scortata dai Corazzieri a cavallo — un’immagine che sembra uscita da un’altra epoca, ma che ogni anno riesce ancora a emozionare. Sul palco d’onore, accanto a lui, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, Mattarella ha scelto parole che guardano insieme al passato e al presente: «Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti». Un atto reso possibile, vale la pena ricordarlo, anche dalla partecipazione di circa 13 milioni di donne che per la prima volta in una consultazione nazionale esercitarono il diritto di voto: fu allora che la Monarchia fu archiviata e la Repubblica scelse il suo futuro con il 54,27% dei consensi.
Nel messaggio completo, il Presidente non ha eluso le inquietudini del tempo presente: ha ricordato che «non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia» e che l’Italia, insieme all’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale. Le Forze Armate, ha sottolineato, sono «pilastro della Repubblica e presidio dei principi alla base della pacifica convivenza tra i popoli».






Presente alla manifestazione anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: «il 2 giugno 1946 rappresenta uno dei passaggi fondamentali della nostra storia, il giorno in cui il popolo italiano ha scelto la Repubblica e ha avviato il percorso da cui nascerà la Costituzione, guida della vita democratica del Paese. Sono trascorsi 80 anni da quel referendum e dal primo voto delle donne in Italia, conquista che ha aperto la strada verso una piena parità che dobbiamo ancora raggiungere. La Festa della Repubblica – ha concluso Rocca – è l’occasione per rinnovare l’impegno a mantenere vivi i valori su cui si fonda la nostra convivenza civile: la libertà, la dignità della persona, la partecipazione democratica, la giustizia sociale, la solidarietà, la pace».
Ad aprire la sfilata, simbolicamente, non sono stati i militari ma le istituzioni di prossimità: circa 280 sindaci e amministratori con la fascia tricolore, in rappresentanza degli ottomila colleghi delle città e dei comuni di tutta Italia. In prima fila il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Tra le regioni più rappresentate figurano Lazio, Piemonte e Lombardia. Una scelta che racconta qualcosa: la Repubblica non è solo Roma, è ogni municipio, ogni piazza, ogni consiglio comunale che funziona.
L’edizione di quest’anno ha assunto un valore aggiunto: coincide con il ventesimo anniversario della prima storica calata del Tricolore dal Colosseo, realizzata nel 2006 dagli specialisti SAF — Speleo Alpino Fluviale — del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Quest’anno i Vigili del Fuoco hanno srotolato sull’anfiteatro flavio una bandiera da record: 2.000 metri di tessuto, 400 chili di peso, 50 metri di larghezza e 40 di altezza. Un’immagine che da sola vale più di mille discorsi.
A chiudere la cerimonia, come da tradizione, il passaggio delle Frecce Tricolori nel cielo di Roma: il verde, il bianco e il rosso che si dispiegano sull’aria come promessa rinnovata.
Anche la premier Meloni ha affidato ai social il suo pensiero: «Ottanta anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale». E ha ricordato che non sono solo «le grandi storie» a fare un Paese, ma «le piccole scelte quotidiane» di ciascuno.
Ottant’anni fa l’Italia scelse cosa voleva essere. Ogni 2 giugno, almeno per qualche ora, prova a ricordarselo.
foto gentilmente messe a disposizione dall’ufficio stampa del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ringraziamo




