Una misura di equità territoriale
La Regione Lazio corre ai ripari per chi è rimasto fuori dalla ZES
C’è chi è entrato nella Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno — con tutti i vantaggi fiscali e gli incentivi che ne derivano — e chi, per una questione di confini geografici, ne è rimasto tagliato fuori. Per questi ultimi, la Regione Lazio ha deciso di non voltarsi dall’altra parte.
Con la Determinazione Dirigenziale n. G04308 del 1° aprile 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 31 del 16 aprile 2026, la Direzione Ragioneria Generale ha dato attuazione concreta alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 159 del 19 marzo 2026, approvando l’elenco dei Comuni beneficiari e le relative quote di contributo. Una risposta istituzionale a una disparità che rischiava di penalizzare decine di piccole realtà locali già in difficoltà.
Sei milioni di euro in tre anni
Un piano pluriennale per sostenere i territori di confine
La misura prevede uno stanziamento complessivo di 6 milioni di euro, suddivisi in 2 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, a valere sul Fondo per il consolidamento finanziario e la perequazione fiscale dei comuni del Lazio – parte corrente. Le risorse sono iscritte sul capitolo U0000C11924, nell’ambito della Missione 18 – Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali, Programma 01.
Il quadro normativo di riferimento è l’articolo 13, comma 1, della Legge Regionale n. 20/2025 (Legge di stabilità regionale 2026), che ha introdotto — modificando l’articolo 7 della precedente Legge Regionale n. 28/2019 — i nuovi commi 65-bis, 65-ter e 65-quater, espressamente dedicati ai contributi per i Comuni esclusi dalla ZES unica. Quest’ultima era stata istituita dall’articolo 9 del Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2023, n. 162.
Chi sono i Comuni beneficiari
Sessantasette realtà nelle province di Frosinone e Latina
I destinatari dei contributi sono 67 Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, ricadenti nelle province di Frosinone e di Latina, selezionati in base a criteri di prossimità territoriale con il confine della ZES unica — ovvero con i territori di Abruzzo, Molise e Campania già inclusi nel perimetro agevolato.
Tra i Comuni del territorio ciociaro e pontino che riceveranno il contributo più elevato spiccano Pontecorvo (€ 118.411,79 annui), Monte San Giovanni Campano (€ 116.248,92), Isola del Liri (€ 103.320,41) e Fiuggi (€ 99.630,74). Importi più contenuti, ma non per questo meno significativi per le casse locali, vanno invece ai piccoli borghi come Acquafondata, Belmonte Castello, Casalattico, Settefrati e Viticuso, ciascuno dei quali riceverà il contributo minimo fissato a € 10.000,00 annui.
L’elenco completo è riportato di seguito (clicca per ingrandire):

Il percorso amministrativo
Dalla delibera di Giunta alla firma del Direttore
Il provvedimento porta la firma del Dott. Marco Marafini, Direttore della Direzione Regionale Ragioneria Generale, su proposta del Dott. Andrea Sabbadini, Dirigente ad interim dell’Area Tributi, Finanza e Federalismo. L’iter è stato avviato dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 159 del 19 marzo 2026, con la quale erano già state assunte le prenotazioni di impegno sul bilancio regionale (n. 52140/2026 per l’esercizio 2026, n. 2378/2027 per il 2027, n. 702/2028 per il 2028).
Con la determinazione del 1° aprile, tali prenotazioni sono state perfezionate e tramutate in impegni formali a favore dei singoli Comuni, con scadenza delle obbligazioni fissata entro il 30 aprile di ciascun esercizio finanziario di competenza. Un calendario preciso, che lascia poco spazio all’attesa.
Un segnale politico oltre che contabile
La perequazione fiscale come strumento di coesione territoriale
Al di là degli aspetti tecnici e contabili, questa misura porta con sé un messaggio politico chiaro: nessun territorio deve essere lasciato indietro per una questione di confini amministrativi. I Comuni delle province di Frosinone e Latina che confinano con le regioni del Mezzogiorno si trovano spesso a competere con realtà vicine che godono di agevolazioni fiscali, incentivi agli investimenti e semplificazioni burocratiche previste dalla ZES unica, senza però poterne beneficiare.
I contributi approvati dalla Regione Lazio non sostituiscono, ovviamente, i vantaggi strutturali della Zona Economica Speciale, ma rappresentano un primo, concreto tentativo di riequilibrare gli effetti di una linea di confine che, sul campo, produce squilibri economici e sociali tangibili. Un passo nella direzione giusta, che i sindaci dei Comuni interessati attendevano da tempo.




