Un pomeriggio che doveva essere di svago e relax si è trasformato in una tragedia senza parole. Un bambino di sette anni ha perso la vita annegato nella piscina delle Terme Vescine, struttura termale situata a Suio Terme, nel comune di Castelforte, in provincia di Latina. Uno dei parchi termali più moderni e attrezzati dell’area, diventato suo malgrado teatro di un dramma che ha sconvolto l’intera comunità.
Le circostanze esatte della morte sono ancora al vaglio degli investigatori, ma una delle ipotesi più accreditate è che il piccolo possa essere stato risucchiato da uno dei bocchettoni dell’impianto termale, una dinamica agghiacciante che richiama alla memoria un episodio analogo avvenuto appena due anni fa.
I soccorsi e le indagini
L’allarme è scattato nel giro di pochi minuti. Sul posto sono arrivati i mezzi del 118 con un’ambulanza e un’auto medica, seguiti poco dopo da un’eliambulanza che ha trovato spazio per atterrare nei campi adiacenti alla struttura. Nonostante la rapidità dell’intervento, per il bambino non c’era ormai più nulla da fare. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.
I Carabinieri della Compagnia di Formia sono intervenuti per i rilievi del caso e stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. La salma del piccolo è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Cassino, con il pubblico ministero Alfredo Mattei titolare del fascicolo.
Un dramma che si ripete
Ciò che rende questa vicenda ancora più straziante è il suo tragico precedente. Due anni fa, in provincia di Roma, un altro bambino di otto anni, Stephan, aveva perso la vita in circostanze drammaticamente simili presso le Terme di Cretone. In quel caso, il piccolo era caduto in acqua mentre gli addetti stavano provvedendo allo svuotamento della piscina principale del complesso turistico: il sistema di drenaggio lo aveva trascinato sul fondo, senza lasciargli scampo.
Due storie diverse, due famiglie distrutte, una sola terribile costante: le bocchette di aspirazione e i sistemi di scarico delle piscine, elementi tecnici che, se non adeguatamente protetti e manutenuti, possono trasformarsi in trappole mortali, soprattutto per i più piccoli. Una questione di sicurezza negli impianti natatori e termali che torna prepotentemente al centro del dibattito, chiedendo risposte urgenti a chi gestisce queste strutture e a chi è chiamato a vigilare.




