Un bivio drammatico, una scelta che ha il sapore amaro di un’imposizione calata dall’alto e che sta trasformando le vite di decine di famiglie in un limbo di angoscia. Prendere una valigia, lasciare la Ciociaria e trasferirsi negli stabilimenti del Nord Italia, lontano dai propri affetti e dalla propria terra, oppure perdere definitivamente il posto di lavoro. Questo è il dramma silenzioso che si consuma in queste ore all’interno della zona industriale di Anagni, dove ottanta lavoratori della Prima Components, storica azienda della componentistica automotive, stanno vivendo giorni di profonda incertezza per il proprio futuro professionale e personale.
La vertenza affonda le sue radici in un passato recente e doloroso per il tessuto industriale locale. Già nel duemilaventiquattro il gruppo consiliare INSIEME di Paliano, per mano delle consigliere Campoli, Moroni e Imperoli, aveva sollevato il problema proponendo un tavolo istituzionale permanente. Quell’appello, volto a coinvolgere l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Domenico Alfieri, l’azienda e i sindacati, cercava di arginare una crisi che ha poi portato alla chiusura definitiva del sito di Paliano nel duemilaventicinque. Oggi, nel duemilaventisei, quegli stessi operai che erano stati assorbiti dallo stabilimento di Anagni si ritrovano punto e a capo, schiacciati da un esubero strutturale che mette in ginocchio altre ottanta famiglie del territorio.
Nel mirino dei dipendenti della Prima Components è finita anche la gestione sindacale della crisi lavorativa, con una dura presa di posizione nei confronti della Cisl. I lavoratori denunciano apertamente di non aver ricevuto il sostegno sperato dal sindacato, il quale avrebbe addirittura consigliato di accettare il trasferimento oltre Po anziché dare battaglia. Il clima all’interno dei capannoni industriali viene descritto come una pentola a pressione. Le maestranze parlano di un esodo forzato gestito alimentando la paura, con decisioni repentine che non lasciano alle persone nemmeno il tempo di confrontarsi con i propri cari, ignorando le enormi difficoltà economiche e logistiche che un trasloco improvviso comporta.
Il ritorno della crisi della Prima Components riaccende inevitabilmente il dibattito politico locale sulle occasioni perdute. Le consigliere del Gruppo INSIEME hanno espresso la massima solidarietà ai lavoratori, rimarcando come un intervento preventivo della politica due anni fa avrebbe potuto evitare questo epilogo. Resta ora da capire se le istituzioni locali, a partire dal comune di Anagni, raccoglieranno l’estremo grido d’aiuto dei lavoratori o se permetteranno l’ennesimo svuotamento industriale di una provincia già duramente colpita dalla crisi del settore dell’auto.




