Basta percorrere pochi metri lungo la strada che si stacca dalla provinciale Anagni-Acuto per raggiungere il quartiere periferico di Porciano di Ferentino per capire che qualcosa non va. Anzi, che qualcosa va avanti da fin troppo tempo. Ai lati della carreggiata, nell’indifferenza più totale, si è andata accumulando nel corso degli anni una quantità impressionante di rifiuti di ogni tipo, trasformando quello che dovrebbe essere un normale tratto viario in una discarica abusiva a cielo aperto.
A segnalarlo alla redazione di anagnia.com sono numerosi residenti della zona, esasperati da una situazione che, a quanto riferiscono, non è certo nuova ma che negli ultimi tempi ha subito una brusca accelerazione. «È sempre successo», racconta chi abita da quelle parti, «ma adesso è notevolmente peggiorato». Una progressione silenziosa e indisturbata, che ha trasformato i margini di quella strada in un catalogo dell’irresponsabilità umana.
Il campionario dell’abbandono
Quello che si trova lungo quel tratto di strada è, a tutti gli effetti, un inventario dell’abbandono. Ci sono i materiali di risulta edilizia — calcinacci, mattoni, cemento, piastrelle — scaricati con tutta probabilità da qualcuno che ha voluto risparmiarsi il costo dello smaltimento legale. Ci sono mobili vecchi: divani sfondati, armadi senza ante, materassi ammuffiti lasciati lì come se quella strada fosse un’appendice del proprio condominio. Non mancano rifiuti ingombranti di vario genere, plastica e imballaggi, lattine e bottiglie di vetro, contenitori di ogni sorta.
Ma l’elenco, purtroppo, non si ferma qui. Tra i rifiuti abbandonati si trovano anche apparecchiature elettroniche fuori uso — computer, televisori, stampanti — e batterie esauste che, se non smaltite correttamente, rappresentano un serio pericolo per il suolo e la falda acquifera sottostante. Ci sono materiali isolanti, guaine bituminose, cartongesso e pannelli, cavi elettrici e rottami metallici, legname trattato o verniciato, tessuti, abiti e scarpe abbandonati come spazzatura. E poi ci sono anche carcasse di veicoli o parti di automobili, abbandonate come fossero reperti di una civiltà che non sa più cosa farsene dei propri scarti.
Il pericolo più grave: l’amianto
Tra tutti i rifiuti presenti, quello che desta maggiore preoccupazione è senza dubbio la presenza di amianto: non solo lastre compatte, ma anche — e questo è il dato più allarmante — amianto friabile, la tipologia più pericolosa perché libera nell’aria fibre microscopiche cancerogene che possono essere inalate senza che nessuno se ne accorga. Parliamo di una sostanza che in Italia è vietata dal 1992 e il cui smaltimento è soggetto a rigide normative. Trovarla abbandonata lungo una strada percorsa quotidianamente da residenti, pedoni e automobilisti è una circostanza che non può essere ignorata.
Due versanti, stesso degrado
La zona maggiormente colpita è quella che ricade sul versante del territorio di Anagni, ma anche il versante ferentinese non è esente dal fenomeno. Una discarica che non rispetta i confini comunali, alimentata da chi — come sottolineano amaramente i residenti — dimostra «una grave mancanza di rispetto nei confronti della società civile». Parole dure, ma difficilmente contestabili di fronte a quello che si trova lungo quella strada.






L’abbandono incontrollato di rifiuti, oltre a costituire un reato perseguibile penalmente ai sensi del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), produce effetti devastanti sul paesaggio, sul suolo e sulla salute pubblica. In assenza di interventi rapidi da parte dei Comuni di Anagni e Ferentino e degli enti preposti al controllo del territorio, la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente, con costi di bonifica destinati a crescere proporzionalmente al ritardo con cui si agirà.
I cittadini hanno fatto la loro parte, segnalando. Ora tocca a chi di dovere raccogliere quella segnalazione e trasformarla in un intervento concreto.




