Un’emergenza che ha mobilitato mezzi aerei e squadre specializzate: attorno alle 18.30 di sabato 18 aprile, una donna di 38 anni originaria di Cori, in provincia di Latina, è caduta mentre percorreva una via alla falesia dell’Eremo di San Michele, nel Comune di Poggio Catino, in provincia di Rieti. L’impatto con la parete rocciosa è stato violento, causando diversi traumi che hanno reso necessario un intervento tecnico e sanitario di notevole complessità.

La centrale operativa ha attivato immediatamente il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) Lazio, che ha disposto l’invio di una squadra di terra composta da tecnici specializzati e personale sanitario, affiancata dall’eliambulanza con a bordo il Tecnico di Elisoccorso del CNSAS e l’équipe medica del 118. Raggiunta sul posto, l’infortunata è stata valutata, stabilizzata e immobilizzata. Il recupero è avvenuto tramite verricello: la paziente è stata imbarellata e issata a bordo dell’elicottero, che l’ha trasportata al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove è stata ricoverata in condizioni serie ma non in pericolo di vita. Sul luogo dell’intervento erano presenti anche i sanitari del 118, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco.
La falesia dell’Eremo di San Michele è una delle mete di arrampicata sportiva più frequentate della Sabina e dell’intera provincia di Rieti. Immersa nei boschi vicino a Poggio Catino, a circa 660 metri di quota, offre una ventina di monotiri su roccia calcarea di buona qualità, con gradi prevalenti tra il 6a e il 7c della scala francese, rendendola particolarmente apprezzata dagli arrampicatori di livello intermedio e avanzato. Attrezzata originariamente da Alfredo Smargiassi e successivamente riattrezzata da Gianni De Marchi e collaboratori, la falesia è considerata una delle più suggestive del centro Italia, tanto da figurare nelle principali guide e piattaforme dedicate al climbing. La sua popolarità crescente, specie nelle mezze stagioni — primavera e autunno — la rende una destinazione di riferimento per appassionati provenienti da tutta la regione e non solo.
L’incidente di sabato ricorda ancora una volta come l’arrampicata in falesia, pur praticata su vie attrezzate e con materiali omologati, non sia esente da rischi. La rapidità dell’intervento del CNSAS Lazio e la professionalità delle squadre impegnate sono state decisive per portare in salvo l’infortunata nel minor tempo possibile.




