Anagni, la storia secolare del Monastero di Santa Chiara si scontra con l’urgenza della sicurezza pubblica
Le pietre antiche del Monastero di Santa Chiara, incastonate nel cuore del centro storico di Anagni, oggetto – da circa 40 giorni – di una minaccia silenziosa ma concreta. Quelle stesse mura che per secoli hanno ospitato la vita contemplativa delle Clarisse oggi rappresentano un pericolo per chi abita e transita nelle vicinanze. Un rischio che il Comune di Anagni non può permettersi di ignorare.
Come ricorderanno i nostri lettori, il pomeriggio del 13 marzo scorso, la Polizia Locale di Anagni e i Vigili del Fuoco di Frosinone erano intervenuti, in vicolo Ponente, nella zona di San Pancrazio, per un’operazione di evacuazione precauzionale. Il motivo dell’intervento era stato il rilevamento di un problema strutturale al quarto piano (annesso al convento che ospita le suore) di un palazzo abitato da tre famiglie, per un totale di almeno dieci persone,tra cui alcuni bambini.
Il Sindaco firma l’ordinanza: sgombero immediato e messa in sicurezza
Provvedimento contingibile e urgente adottato ai sensi dell’art. 54 del D.Lgs. 267/2000
Oggi, 23 aprile 2026, il Sindaco di Anagni, Avv. Daniele Natalia, ha firmato l’Ordinanza n. 30 — Registro Generale n. 91 — con la quale viene intimato al Monastero di Santa Chiara lo sgombero immediato dell’ala nord dell’immobile sito in Via Largo del Tufo, identificato catastalmente al Foglio 123, particella 413. Il provvedimento, adottato dal Servizio Sindacale del Comune di Anagni, ha carattere di urgenza assoluta e si fonda sui poteri straordinari attribuiti al Sindaco dalla normativa vigente in materia di sicurezza urbana e pubblica incolumità.
Tutto nasce da un’ordinanza già disattesa
A marzo 2026 era già stato fissato un termine di 30 giorni, rimasto senza risposta
La vicenda ha radici in un atto precedente. Con l’Ordinanza Dirigenziale n. 46 del 20 marzo 2026, il Comune aveva già imposto al Monastero di Santa Chiara lo sgombero e la messa in sicurezza del medesimo immobile, concedendo un termine di 30 giorni per l’esecuzione degli interventi necessari. Un lasso di tempo ragionevole durante il quale, però, nessun cantiere è stato avviato, nessuna misura concreta è stata adottata. Il pericolo è rimasto lì, intatto, incombente sulle abitazioni e sulle aree pubbliche circostanti. Eppure sarebbe ingeneroso leggere questa immobilità come semplice negligenza o indifferenza. Le Clarisse di Anagni vivono – infatti – secondo la Regola di Santa Chiara d’Assisi, che ha nella povertà assoluta uno dei suoi pilastri fondamentali: nessun reddito fisso, soltanto il frutto dei loro piccoli lavori artigianali e la generosità della comunità anagnina, che da sempre le sostiene con donazioni e offerte.
Reperire in tempi brevi le risorse economiche necessarie ad affrontare un intervento strutturale su un edificio antico e ammalorato rappresenta, per una comunità religiosa di questo tipo, una sfida oggettivamente difficile, se non quasi impossibile senza un aiuto esterno. Una realtà che l’amministrazione comunale con a capo il sindaco Daniele Natalia conosce bene, ma che non può — sul piano della responsabilità pubblica e della sicurezza dei cittadini — giustificare ulteriori attese.
Il rischio crollo è reale: in pericolo anche le abitazioni vicine
Gli accertamenti comunali confermano una situazione critica per la pubblica e privata incolumità
Gli accertamenti effettuati dagli uffici comunali e dai Vigili del Fuoco hanno confermato ciò che si temeva: permane una situazione di pericolo attuale e concreto, con un rischio di crollo, anche parziale, del fabbricato. Un eventuale cedimento strutturale potrebbe coinvolgere non soltanto le aree pubbliche adiacenti, ma anche le abitazioni limitrofe, mettendo a rischio l’incolumità dei residenti. Una prospettiva che ha spinto il primo cittadino ad agire senza ulteriore indugio, ricorrendo agli strumenti più incisivi previsti dall’ordinamento.
Cosa ordina il Comune: quattro obblighi precisi per il Monastero
Dal rilascio dei locali alla perizia giurata, fino all’avvio dell’iter per la ristrutturazione e l’agibilità
Il provvedimento firmato dal Sindaco è chiaro e articolato. Al Monastero di Santa Chiara viene imposto, in primo luogo, lo sgombero immediato dell’ala nord dell’edificio, qualora non fosse già stato effettuato. Contestualmente, devono essere avviati senza ritardo tutti gli interventi di messa in sicurezza necessari a eliminare ogni situazione di pericolo. Una volta completati i lavori, il convento dovrà trasmettere all’Ufficio Tecnico Comunale una Perizia Tecnica Giurata che attesti l’avvenuta eliminazione dello stato di rischio. In prospettiva, dovrà inoltre essere avviato l’iter tecnico-amministrativo finalizzato alla ristrutturazione edilizia, alla verifica sismica e al conseguimento del certificato di agibilità. Tutti i lavori, precisa l’ordinanza, dovranno essere eseguiti sotto la direzione di tecnici abilitati, nel rispetto delle normative vigenti.
La diffida del Comune: in caso di nuova inadempienza, intervento d’ufficio e addebito delle spese
Il Municipio si riserva di agire autonomamente, anche affidando i lavori a ditte specializzate
Il tono del provvedimento si fa più severo nella parte finale. Il Comune di Anagni diffida formalmente il Monastero di Santa Chiara a provvedere senza ulteriore ritardo, avvertendo che, in caso di persistente inottemperanza, sarà il Municipio stesso a intervenire direttamente, per il tramite dei propri Uffici Tecnici, anche affidando i lavori a ditte specializzate esterne. E lo farà a spese del soggetto inadempiente, con recupero coattivo delle somme. Non è esclusa, infine, la segnalazione all’Autorità Giudiziaria per le eventuali responsabilità penali e civili del caso.
Come impugnare il provvedimento: i termini per ricorrere
Sessanta giorni per il TAR, centoventi per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
L’ordinanza, pubblicata all’Albo Pretorio Comunale dal 23 aprile all’8 maggio 2026 (Registro Pubblicazioni n. 551), è stata firmata digitalmente dall’Avv. Daniele Natalia nella sua qualità di Sindaco e Responsabile della pubblicazione. Il provvedimento è impugnabile entro 60 giorni davanti al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), oppure entro 120 giorni con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La notifica è stata disposta nei confronti del Monastero di Santa Chiara, con trasmissione al Comando di Polizia Locale, alla Prefettura di Frosinone e al Comando dei Vigili del Fuoco. Sarà la Polizia Locale a vigilare sull’esecuzione dell’ordinanza.




