La chiusura temporanea del plesso scolastico “Raffaele Ambrosi De Magistris” di Anagni, disposta con l’ordinanza n. 29 del 23 aprile 2026 per consentire lavori di rifunzionalizzazione finanziati con fondi PNRR, ha acceso un vivace dibattito politico in città. Da un lato la difesa convinta del vicesindaco Riccardo Ambrosetti, dall’altro l’attacco frontale del consigliere comunale di opposizione Luca Santovincenzo, capogruppo di LiberAnagni. Il tutto innescato da un post pubblicato sui social da una madre, preoccupata per la continuità didattica dei propri figli.
Ambrosetti: «Una scelta seria, messa al centro la sicurezza»
Il vicesindaco Riccardo Ambrosetti non ci gira intorno. La chiusura del plesso, concordata con il dirigente scolastico del 1° Comprensivo, è definita una decisione «seria e responsabile», presa con un unico obiettivo: la sicurezza degli alunni. L’intervento, spiega, è finanziato con risorse PNRR che il Comune di Anagni ha conquistato dopo un lungo iter burocratico, e che oggi permettono di ampliare concretamente la scuola: circa 60 nuovi posti per il nido, ambienti più moderni per l’infanzia e la primaria, adeguamenti strutturali profondi.
«Non sono promesse», sottolinea il vicesindaco, «è il futuro dei nostri figli che prende forma». Ma proprio questo futuro, avverte, ha regole precise: scadenze nazionali ed europee non derogabili, con giugno come termine vincolante. Rinviare i lavori, o peggio ancora eseguirli con i bambini presenti, non era un’opzione percorribile. «Su questo non ci saranno mai compromessi», taglia corto Ambrosetti.
Il vicesindaco si difende anche dall’accusa di scarsa programmazione. Con i fondi PNRR, ricorda, il cronoprogramma non è stabilito liberamente dall’ente locale, ma risponde a scadenze rigide imposte dall’alto. Ogni ritardo rischierebbe di far perdere all’intera comunità risorse preziose e difficilmente recuperabili. Conclude con un appello alla responsabilità collettiva: capisce i disagi delle famiglie, li rispetta, ma non può accettare che una questione così delicata diventi strumento di attacco politico.
Santovincenzo: «Non è responsabilità, è negligenza»
Ben diversa la lettura del consigliere Luca Santovincenzo. Per il capogruppo di LiberAnagni, la risposta del vicesindaco «non chiarisce, ma aggrava il problema». I toni utilizzati da Ambrosetti — i richiami enfatici al «futuro dei figli», l’accusa alla madre di «distorcere la realtà» — vengono giudicati fuori luogo e, soprattutto, insufficienti a coprire quella che Santovincenzo chiama apertamente «assenza di programmazione».
L’argomento è puntuale: i fondi PNRR destinati a questi interventi sono attivi dal 2022. Arrivare ad aprile 2026 a pochi mesi dalla scadenza, costringendo le famiglie a fare i conti con una chiusura improvvisa a fine anno scolastico, non è — secondo il consigliere — il segnale di una macchina amministrativa efficiente. «Dire che lo impone l’Europa è una semplificazione ingannevole», attacca Santovincenzo. «Le scadenze europee sono note da anni: l’Amministrazione aveva tutto il tempo per programmare i lavori in periodi meno impattanti sulla didattica».
Il consigliere allarga poi lo sguardo al contesto cittadino più ampio. La chiusura del plesso De Magistris non sarebbe un episodio isolato, ma l’ultima di una serie di criticità che negli ultimi mesi hanno messo a dura prova la pazienza dei cittadini di Anagni: sospensioni idriche, cantieri aperti in ritardo, e — ricorda Santovincenzo — opere avviate a metà dicembre che hanno stravolto senza preavviso la viabilità cittadina, con lavori imponenti cominciati di fatto solo a gennaio, accomunati dalla stessa impellente scadenza di giugno. «Questa ordinanza è, per molti, la goccia che fa traboccare il vaso», conclude il capogruppo di LiberAnagni. «Un’Amministrazione seria avrebbe già chiesto scusa».
Il confronto tra i due esponenti politici restituisce, in filigrana, una frattura più profonda: da una parte chi rivendica il coraggio di scegliere «qualche disagio oggi per una scuola migliore domani»; dall’altra chi contesta non il merito degli interventi, ma i tempi e i modi con cui sono stati gestiti. Al centro, come sempre, ci sono i bambini — e le loro famiglie.






