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    Home » Città di Anagni in Serie D, Emanuele De Vita: «un patrimonio collettivo. Ora investite sui giovani»
    Primo piano

    Città di Anagni in Serie D, Emanuele De Vita: «un patrimonio collettivo. Ora investite sui giovani»

    il delegato provinciale CONI di Frosinone commenta la storica promozione della squadra cittadina: «programmazione, strutture e comunità: ecco la ricetta del successo»
    29 Aprile 20264 Mins Read
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    Emanuele De Vita
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    Il campo non mente mai. E domenica 26 aprile 2026, il Città di Anagni Calcio ha detto la sua verità nel modo più eloquente possibile: la promozione in Serie D, conquistata sul campo al termine di un campionato straordinario, è già entrata negli annali della città. A commentare il traguardo con l’autorevolezza di chi conosce il mondo sportivo da ogni angolazione — atleta, tecnico, dirigente — è l’Avv. Emanuele De Vita, delegato provinciale CONI di Frosinone per il quadriennio olimpico 2025-2028 dal Comitato Regionale CONI Lazio, sotto la guida del neo-eletto presidente Alessandro Cochi.

    De Vita non è un osservatore qualunque. Dal 2020 siede nel Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Nuoto (FIN), presieduto dal Dott. Giampiero Mauretti, dove ha lavorato con costanza alla crescita del movimento sportivo regionale. Un profilo solido, costruito nel tempo, che oggi gli conferisce una prospettiva privilegiata sulle dinamiche dello sport di territorio.

    Delegato, il Città di Anagni conquista la Serie D dopo un campionato straordinario. Che valore ha questo risultato per il territorio?

    «È un risultato di grande valore, non solo sportivo ma anche sociale. Il Città di Anagni ha scritto una pagina importante per la città, conquistando sul campo — con piena meritocrazia — un traguardo che resterà negli annali. Quando una squadra riesce a vincere attraverso il lavoro quotidiano, il sacrificio e la compattezza del gruppo, significa che dietro c’è una struttura solida e una visione chiara.»

    Quanto conta la programmazione in successi come questo?

    «Conta tantissimo. Ancora una volta vediamo come i buoni risultati derivino da una programmazione seria e lungimirante. Nulla arriva per caso: dalla costruzione della squadra alla gestione societaria, fino all’organizzazione del lavoro settimanale. Anagni oggi raccoglie ciò che ha seminato nel tempo.»

    Parole che suonano come un’analisi lucida più che come un elogio di circostanza. De Vita conosce bene i meccanismi che trasformano un sogno sportivo in realtà concreta, e non manca di sottolineare un fattore spesso sottovalutato: le infrastrutture.

    Anche le strutture hanno avuto un ruolo?

    «Assolutamente sì. Anagni può contare su un impianto sportivo all’avanguardia, elemento fondamentale per sostenere la crescita di una società. Le infrastrutture sono la base su cui costruire progetti duraturi, perché consentono di lavorare in maniera professionale e di offrire servizi adeguati ad atleti e staff.»

    Questo successo può avere ricadute anche oltre lo sport?

    «Senza dubbio. Questo risultato sportivo si lega direttamente al concetto di turismo sportivo, sul quale una città come Anagni può e deve puntare. La partecipazione a campionati di livello superiore porta visibilità, movimento di persone, famiglie e tifosi, generando un indotto positivo per il territorio. È un’opportunità concreta per valorizzare la città non solo dal punto di vista sportivo, ma anche culturale ed economico.»

    Un ragionamento che apre scenari interessanti per una città che, oltre alle glorie sportive, può vantare un patrimonio storico e culturale di assoluto rilievo. La Serie D non è soltanto un salto di categoria: potrebbe diventare un volano per l’intera comunità.

    Uno sguardo al futuro: su cosa dovrebbe puntare ora la società?

    «Pur venendo da un’altra disciplina, mi permetto di dare un consiglio: investire con decisione sul settore giovanile. È lì che si costruisce il futuro. Oggi però è fondamentale farlo con una visione moderna: puntare sulla multidisciplinarità, offrendo ai giovani atleti percorsi formativi completi che sviluppino capacità motorie, coordinative e cognitive trasversali. Servono tecnici preparati e costantemente aggiornati, capaci di utilizzare metodologie di allenamento innovative e inclusive. Lo dico anche in qualità di formatore degli operatori sportivi: la qualità della formazione è determinante per la crescita dei ragazzi e per la solidità del progetto sportivo nel lungo periodo.»

    Che segnale arriva dalla città?

    «Il segnale è bellissimo. Sono molto contento di vedere come la popolazione anagnina si sia nuovamente avvicinata alla squadra, tifandola con entusiasmo come forse non accadeva da tempo. Questo è uno degli aspetti più importanti: quando una squadra riesce a coinvolgere la propria comunità, il successo va oltre il risultato sportivo e diventa patrimonio collettivo.»

    Un messaggio finale per il club e per la città?

    «Complimenti al Città di Anagni Calcio per questo straordinario traguardo. È un punto di partenza, non di arrivo. Continuate su questa strada, con serietà e passione: il territorio ha bisogno di esempi così.»

    Un augurio che sa di sfida raccolta. Anagni ha vinto sul campo, adesso tocca costruire. E le parole del Delegato Provinciale CONI sembrano tracciarle già la rotta.

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