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    Home » Schiuma e pesci morti nel fiume Sacco, il sindaco Andrea Querqui: «probabili scarichi di liquami». Ceccano si mobilita
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    Schiuma e pesci morti nel fiume Sacco, il sindaco Andrea Querqui: «probabili scarichi di liquami». Ceccano si mobilita

    i primi dati dell'ARPA Lazio puntano a una crisi di ossigeno causata da sostanza organica. Il consiglio comunale approva all'unanimità una mozione ambientale e lancia un tavolo interistituzionale con i comuni della Valle del Sacco
    5 Maggio 20265 Mins Read
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    L’acqua che scorreva tra le sponde del fiume Sacco il 7 e l’8 aprile scorsi non aveva l’aspetto di un fiume. La schiuma in superficie, i pesci morti a riva: immagini che si ripetono con una frequenza sempre più insopportabile per i residenti della Valle del Sacco e che, questa volta, hanno spinto le istituzioni a rispondere con una voce sola. Lo ha confermato il sindaco di Ceccano, Andrea Querqui, nella seduta del consiglio comunale di lunedì 4 maggio 2026, dove ha reso pubblici i primi risultati delle analivsi effettuate dall’Arpa Lazio sui campioni raccolti in quei giorni.

    «I dati preliminari», ha dichiarato Querqui, «sono compatibili con una crisi di ossigeno, dovuta a uno sversamento di sostanza organica, con tutta probabilità liquami». Parole pesanti, pronunciate con la cautela di chi sa che le analisi di laboratorio definitivo non sono ancora disponibili, ma che già tracciano un quadro allarmante. Si resta dunque in attesa degli esiti completi per accertare la presenza e la natura di tutte le sostanze inquinanti scaricate nel corso d’acqua. Un fiume, vale la pena ricordarlo, la cui Valle porta con sé un passato di contaminazioni industriali mai del tutto chiuse.

    I campioni erano stati prelevati a seguito degli ennesimi scarichi illeciti documentati nel Sacco: un fenomeno che torna ciclicamente a bersagliare uno dei corsi d’acqua più tormentati del Lazio meridionale. Le immagini della schiuma che galleggiava in superficie e dei pesci esanimi hanno fatto rapidamente il giro della comunità locale, alimentando una rabbia che questa volta ha trovato una risposta politica compatta e inattesa.

    Il consiglio comunale di Ceccano ha infatti approvato all’unanimità una mozione ambientale, frutto di un lavoro condiviso in conferenza dei capigruppo tra maggioranza di centrosinistra e opposizione di centrodestra. Un atto tutt’altro che scontato in un clima politico spesso conflittuale. «È una grande dimostrazione di maturità», ha commentato il sindaco, «che lancia un segnale importante ai nostri concittadini, che giustamente non avrebbero tollerato una spaccatura politica su una questione così importante». E poi, con un tono più diretto: «Lanciamo un messaggio forte e chiaro anche ai delinquenti che continuano a inquinare il nostro territorio».

    Sul piano concreto, l’Amministrazione Querqui ha già messo in campo le prime mosse previste dalla mozione. È stato proposto ai comuni della Valle del Sacco un protocollo d’intesa e l’avvio di un tavolo interistituzionale coordinato dal prefetto: uno strumento che mira a superare i confini comunali e a costruire una risposta coordinata a un problema che non conosce perimetri amministrativi. Accanto a questo, il sindaco ha sottolineato come i dati siano stati ottenuti grazie a un accesso agli atti promosso dall’onorevole Ilaria Fontana, parlamentare del Movimento 5 Stelle: un elemento di trasparenza che l’amministrazione ha voluto evidenziare come parte integrante del proprio approccio.

    A rafforzare il messaggio del sindaco è intervenuto il delegato all’Ambiente, Colombo Massa, che ha espresso soddisfazione per la convergenza raggiunta dall’intero consiglio. La questione ambientale del Sacco, insomma, ha prodotto un risultato politico che raramente si vede: l’aula tutta dalla stessa parte, senza strappi né distinguo.

    Non è la prima volta che il fiume fa notizia per le ragioni sbagliate. La Valle del Sacco è tristemente nota per decenni di contaminazione da beta-esaclorocicloesano — il cosiddetto beta-HCH — legata agli scarichi dell’ex stabilimento chimico di Colleferro, e per i suoi livelli di inquinamento che hanno portato, in passato, a ordinanze sul divieto di consumo di prodotti agricoli locali. Il fatto che gli scarichi illeciti continuino a verificarsi in questo contesto già fragile rende ogni nuovo episodio ancora più grave.

    La seduta consiliare di lunedì ha toccato anche un altro tema di rilievo per la città: il cantiere del Castello dei Conti, fermo da tre anni, si avvicina a una svolta. È prossima la nomina di un nuovo direttore dei lavori, dopo la revoca del predecessore — coinvolto tra i patteggiatori nel processo per corruzione negli appalti delle opere PNRR. Una vicenda giudiziaria che ha imposto all’amministrazione tempi lunghi e passaggi obbligati, dalla consultazione della Procura europea all’acquisizione di pareri legali, prima di poter revocare e riassegnare gli incarichi tecnici. I lavori risultano completati all’81% e sarà il nuovo direttore a stabilire tempi e modalità del completamento.

    Nel cantiere del maniero prenderà forma il Museo Civico di Ceccano — Muce — progetto culturale attorno al quale l’assessore Alessandro Ciotoli, delegato alle Politiche Culturali, Programmazione strategica e Patrimonio, ha annunciato l’ottenimento di un finanziamento di 75mila euro nell’ambito del bando regionale «Lazio digital innovation tourism». Le risorse serviranno a costruire un sistema digitale per la valorizzazione del Castello e della storia cittadina, con un racconto che spazia dall’età romana al Medioevo e oltre. Il resoconto sui lavori pubblici è stato integrato dall’assessore Giulio Conti e dal presidente della commissione competente Emiliano Di Pofi.

    Sul fronte scolastico, l’amministrazione ha centrato nuove risorse e ottenuto un’ulteriore proroga per il completamento della ristrutturazione della scuola «Mastrogiacomo», con il rifacimento del secondo piano che ospita la scuola primaria. Piccoli passi, ma che compongono un quadro in cui la nuova giunta — insediatasi meno di un anno fa — prova a rimettere ordine su un’eredità fatta di cantieri in ritardo, inchieste giudiziarie e un fiume che continua a chiedere attenzione.

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