Una notte, un coltello e duecento euro sottratti con la minaccia. Ma anche un deposito alimentare svaligiato dall’interno, una collana strappata a un’anziana in sedia a rotelle, turisti raggirati nella piazza più fotografata del mondo, e un gruppo di giovani che si aggira per la Stazione Termini con l’obiettivo dichiarato di fare del male.
Roma, nelle ultime settimane, è stata teatro di una serie di episodi criminali che le Forze dell’Ordine hanno affrontato con tempestività e determinazione, restituendo alla cronaca non soltanto il volto oscuro della metropoli, ma anche quello della risposta istituzionale.
Rapina con coltello nella notte romana
Era appena passata la mezzanotte quando, in via delle Tuberose, un giovane bangladese di 21 anni si è trovato di fronte due uomini che lo hanno avvicinato e minacciato con un’arma bianca. L’obiettivo erano duecento euro in contanti, consegnati sotto coercizione. I due aggressori — cittadini marocchini di 38 e 37 anni, entrambi senza fissa dimora e con precedenti — hanno tentato la fuga, ma i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma li hanno bloccati a breve distanza dal luogo del delitto. L’arresto è stato poi convalidato dal Tribunale di Roma.
I “topi d’appartamento” con un metodo quasi cinematografico
Più sofisticato, e per certi versi inquietante nella sua logica, il modus operandi scoperto dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina e della Stazione Roma Alessandrina. Due cittadini cileni di 23 e 25 anni — anche loro senza fissa dimora e con precedenti — erano stati notati aggirarsi con fare sospetto in via Mar della Cina a bordo di un’auto a noleggio. Seguiti a distanza dai militari, i due sono stati bloccati mentre uscivano dal portone di un complesso residenziale.
La ricostruzione ha svelato un piano articolato: dopo aver forzato l’auto di una 34enne romana, si erano impossessati delle chiavi di casa trovate nell’abitacolo. Grazie ai documenti di circolazione rinvenuti nel cruscotto, avevano risalito l’indirizzo della vittima e tentato di accedere all’appartamento con le chiavi appena rubate. L’intervento tempestivo ha sventato il colpo. Agli arrestati sono stati trovati anche arnesi da scasso. Il processo si è svolto con rito direttissimo a piazzale Clodio.
Il magazziniere infedele di Ciampino
Un caso di criminalità “dall’interno” è quello scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo, che hanno denunciato tre uomini per furto aggravato ai danni di un deposito commerciale di Ciampino. A tradire la fiducia dell’azienda è stato il capo magazziniere, un 53enne romano, che ha deliberatamente consentito l’ingresso di un autocarro con a bordo due complici — un padre e un figlio di 67 e 23 anni originari di Fonte Nuova — fornendo loro indicazioni operative per caricare merce precedentemente isolata: generi alimentari del valore di circa 7.900 euro.
Sprezzante delle telecamere di sorveglianza e ignaro di essere osservato dai militari, il magazziniere ha continuato a svolgere le proprie mansioni come se nulla fosse, mentre i complici tentavano di rivendere la refurtiva a un cash and carry nel quartiere Prenestino. Fermati prima di completare l’operazione, i tre sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e tutta la merce è stata recuperata e restituita all’azienda, che ha immediatamente avviato le procedure disciplinari nei confronti del dipendente.
La collana strappata a una 79enne: trovato un deposito di merce rubata
Nel pomeriggio, intorno alle 17:00, in piazza De Cristoforis, una donna di 79 anni costretta su una sedia a rotelle è stata derubata della collana che portava al collo. Una 37enne l’ha strappata di netto e si è data alla fuga a bordo di un’auto guidata da un complice. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno individuato il veicolo, identificato la ladra — trovata ancora in possesso della refurtiva — e il 31enne alla guida.

Le indagini hanno poi portato a una perquisizione in via Vitaliano Ponti, dove un 38enne custodiva un vero e proprio deposito di merce sospetta: numerose confezioni di sigarette elettroniche, diversi smartphone, orologi da polso, oggetti di bigiotteria e — dettaglio che non passa inosservato — una pistola giocattolo priva del tappo rosso, fedele riproduzione di un’arma vera. Tutto il materiale è stato sequestrato. I tre indagati, di origini rom e con precedenti, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.
Fontana di Trevi: venti denunce e duemila euro sequestrati
Il turismo è anche questo: una platea di potenziali vittime per chi sa come approfittarsene. La Polizia Locale di Roma Capitale ha intensificato i controlli nelle zone del centro storico, con particolare attenzione alla cosiddetta “truffa delle tre campanelle” — il classico gioco-truffa con i bossoli — e ad altre forme di illegalità che prendono di mira cittadini e visitatori. Solo nelle ultime due settimane, gli agenti del I Gruppo Centro Storico hanno fermato e denunciato oltre venti persone, sequestrando circa 2.000 euro ritenuti provento di attività illecite.

L’ultimo intervento ha riguardato l’area di Fontana di Trevi, dove due uomini di 53 anni di nazionalità romena sono stati bloccati mentre organizzavano il gioco-truffa. Per uno dei due è scattata anche la denuncia per furto: stando alla ricostruzione degli agenti, l’uomo aveva individuato due turisti in procinto di entrare in un bar con delle banconote in mano e, con un gesto fulmineo, aveva sottratto il denaro. I caschi bianchi, appostati nelle vicinanze, hanno interrotto la fuga. Nei confronti di entrambi è stato disposto anche il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale. Nei giorni precedenti, sempre nell’ambito degli stessi servizi, un altro individuo era stato denunciato per porto illegale di un manganello estensibile in metallo e trovato in possesso di cocaina.
Raina, sette anni e tanta paura: la polizia ritrova la bimba svizzera
Non tutto ciò che accade per le strade di Roma ha un volto minaccioso. A piazza della Rotonda, nel cuore pulsante del centro storico, una famiglia di turisti svizzeri si era fermata per fotografare il Pantheon quando la piccola Raina, sette anni, si era allontanata tra la folla in un attimo di distrazione. I genitori, in preda all’angoscia, si sono rivolti agli agenti Antonio e Alessandra del I Distretto Trevi, che hanno immediatamente attivato le pattuglie della zona.

In pochi minuti, la bambina è stata ritrovata in via Quattro Novembre, visibilmente disorientata ma in buone condizioni. A rassicurarla sono stati gli agenti Giovanni e Angela del Commissariato di P.S. Porta Pia. Il ricongiungimento con i genitori, il sorriso liberatorio, e poi un dono inaspettato: le figurine delle Volanti della Polizia di Stato, un ricordo dolce per una giornata che avrebbe potuto concludersi ben diversamente.
Ostia: 22 arresti in un mese, tra spaccio, furti e resistenza
Sul litorale romano, il Distretto di P.S. Lido di Roma ha registrato un bilancio di 22 arresti nel solo X Municipio nell’arco dell’ultimo mese. Nove sono avvenuti in esecuzione di provvedimenti definitivi dell’Autorità Giudiziaria, due in fase cautelare, undici in flagranza. Tra questi ultimi spiccano cinque arresti legati allo spaccio di stupefacenti — con pusher che, alla vista degli agenti, hanno tentato di disfarsi della droga lanciandola dal finestrino — oltre a un arresto per tentato furto in abitazione, due per resistenza a pubblico ufficiale e due per rapina impropria degenerata da tentativi di furto in negozi.
In un’abitazione sono stati trovati circa un etto di marijuana e materiale riconducibile all’attività di spaccio. Sul fronte della prevenzione, il territorio ha ospitato la tappa conclusiva del progetto “Scuole Sicure – #SceglilastradaGIUSTA” della Questura di Roma, con una giornata dedicata agli studenti del litorale.
Termini, la notte del 7 febbraio: aggressioni a sfondo razziale
Il quadro si chiude con uno degli episodi più gravi per la sua connotazione ideologica. La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un minorenne e perquisizioni a carico di altri due maggiorenni, ritenuti responsabili di almeno cinque aggressioni a sfondo razziale consumate nella notte del 7 febbraio nei pressi della Stazione Termini.

Le indagini, condotte dalla Digos della Questura capitolina e coordinate dalle Procure presso il Tribunale Ordinario e per i Minorenni di Roma, hanno preso avvio dalla denuncia di un cittadino di origini nigeriane. Le immagini di videosorveglianza hanno ricostruito una vera e propria “caccia all’uomo”: i tre indagati — due dei quali appartenenti alla componente giovanile di un’organizzazione di estrema destra — percorrevano la zona in auto, armati di sfollagente telescopico e armi improprie, prendendo di mira persone di origine extracomunitaria e senza fissa dimora selezionate casualmente.

Durante le perquisizioni sono stati trovati la spranga usata nelle aggressioni, i capi d’abbigliamento indossati quella notte, un coltello, materiale propagandistico di estrema destra e una copia del “Mein Kampf”. Il minorenne tra gli indagati, già gravato da precedenti per apologia del fascismo e accusato di aver imbrattato la Sinagoga di via Garfagnana con simboli nazisti il 7 giugno 2025, è stato collocato in comunità. Gli altri due sono stati denunciati per lesioni personali aggravate dall’odio razziale e porto di armi.




