Trentasei mesi di silenzio istituzionale, una gara da oltre undici milioni di euro già in corsa e una scadenza che incalza: l’8 giugno 2026. È questo il quadro che ha spinto FILT CGIL Frosinone-Latina e FIT CISL Frosinone ad alzare la voce sul futuro del trasporto pubblico locale del capoluogo, denunciando quello che definiscono un metodo inaccettabile nella gestione di una procedura ad alto impatto sociale e occupazionale.
La procedura europea — pubblicata dalla Provincia di Frosinone nella sua veste di Stazione Unica Appaltante — ha un valore complessivo di 11,6 milioni di euro e coprirà un periodo di cinque anni. Un appalto di peso rilevante per un servizio che ogni giorno accompagna cittadini, studenti, lavoratori e le fasce più vulnerabili della popolazione. Eppure, stando a quanto denunciato dai sindacati, le organizzazioni dei lavoratori ne hanno appreso i dettagli quasi esclusivamente attraverso i giornali.
“Riteniamo grave e inaccettabile”, dichiarano congiuntamente FILT CGIL e FIT CISL, “che una procedura così delicata, con evidenti ricadute occupazionali e sociali, venga portata avanti senza alcun confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori”. Le due sigle ricordano di aver inviato richieste formali di incontro già il 25 marzo e il 5 maggio, rimaste entrambe senza risposta.
Il nodo più critico riguarda i tempi: il disciplinare di gara concede agli operatori economici interessati appena trenta giorni per presentare le offerte. Una finestra che, per procedure di questa complessità tecnica, economica e organizzativa, rischia di scoraggiare la partecipazione e comprimere la concorrenza reale. “Il tempo concesso”, sottolineano le organizzazioni sindacali, “appare estremamente limitato rispetto agli standard normalmente previsti per garantire piena trasparenza, concorrenza e partecipazione”.
A rendere il quadro ancora più delicato, nelle ultime settimane sarebbero emerse presunte incongruenze ed errori nella documentazione di gara, aspetti su cui i sindacati chiedono un immediato approfondimento istituzionale. FILT CGIL e FIT CISL contestano inoltre il mancato rispetto delle previsioni contenute nella Delibera ART n. 154/2019, che prevede l’attivazione di una preventiva consultazione dei portatori di interesse — tra cui, appunto, le organizzazioni sindacali — prima dell’avvio di procedure di questo tipo.
Tra i punti rimasti in sospeso emerge anche la questione dell’ascensore inclinato cittadino, richiamato nella documentazione come semplice opzione all’interno della concessione, ma senza una disciplina chiara sui costi di gestione, sulle modalità operative e sulla sua integrazione con il sistema di trasporto pubblico locale. Un’ambiguità che, secondo i sindacati, rischia di generare incertezza sull’intero perimetro dell’affidamento, con possibili ripercussioni sia sulla qualità del servizio sia sulle condizioni dei lavoratori coinvolti.
Sul fronte occupazionale, le sigle sindacali prendono atto della presenza di una clausola sociale nel bando, ma insistono sulla necessità di andare oltre: “Occorre assicurare continuità lavorativa, salvaguardia salariale e tutela dei diritti acquisiti”. Un monito che, nel settore del trasporto pubblico, si traduce in garanzie concrete per chi ogni giorno sale in cabina.
Per queste ragioni, FILT CGIL Frosinone-Latina e FIT CISL Frosinone — rappresentate rispettivamente da David Guidi e Mauro Musa — chiedono la convocazione immediata di un tavolo di confronto con il Comune di Frosinone e con tutti gli enti coinvolti nella procedura. “In assenza di risposte rapide e concrete”, avvertono le organizzazioni sindacali, “saranno valutate tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori, della trasparenza amministrativa e della qualità del servizio pubblico cittadino”.
Il Comune di Frosinone non ha rilasciato, al momento della pubblicazione, alcuna dichiarazione in merito alle richieste avanzate dai sindacati.




