Il litorale di Ostia è ancora al centro di una stretta senza precedenti sulla legalità degli stabilimenti balneari. Nella giornata di oggi le autorità hanno eseguito altri due sequestri, colpendo strutture che operavano in assenza di valida concessione demaniale marittima: nel mirino sono finiti i lidi “Bagni Vittoria” e “La Vecchia Pineta”, entrambi noti ai frequentatori del litorale romano.
A condurre le operazioni è stata la consueta task force multiistituzionale che negli ultimi mesi sta scandagliando il demanio marittimo della Capitale: la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, specializzata nel contrasto ai reati urbanistici, la Polizia Locale del X Gruppo “Mare”, il 6° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto di Roma, il tutto in stretta sinergia con il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale.
Il primo intervento della giornata ha riguardato i “Bagni Vittoria”: ricevuta la segnalazione che il lido fosse sprovvisto di una concessione valida, gli investigatori hanno effettuato un sopralluogo trovando la struttura regolarmente aperta e in piena attività. Una circostanza che ha immediatamente portato al sequestro probatorio di iniziativa dell’intera struttura.
Nel primo pomeriggio è toccato invece a “La Vecchia Pineta”, su cui è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto d’urgenza dal Pubblico Ministero: anche in questo caso la società che gestisce il lido è risultata priva della necessaria concessione demaniale, circostanza sufficiente a giustificare il provvedimento cautelare.
Entrambe le operazioni si inquadrano in un disegno investigativo ben più ampio, diretto dall’VIII Dipartimento della Procura della Repubblica di Roma, che ha avviato uno studio sistematico e il monitoraggio di ben 67 concessioni demaniali marittime sul litorale romano. Un lavoro certosino, che vede l’amministrazione comunale svolgere un ruolo attivo: attraverso un apposito Ufficio di scopo, il Comune di Roma ha avviato una ricognizione puntuale dei titoli edilizi e demaniali presenti nei vari archivi, sottoponendone i risultati agli investigatori, oggi al vaglio della Procura.
Alla base di questa intensa stagione di controlli vi sono le recenti sentenze del Tribunale di Roma, che hanno portato alla luce un sistema di corruzione nella gestione del demanio marittimo capitolino, emerso a seguito delle indagini condotte dalla stessa Sezione di Polizia Giudiziaria specializzata nei reati urbanistici. Un quadro che ha spinto le autorità ad accelerare il processo di riordino, con l’obiettivo dichiarato di ricondurre alla legalità la gestione delle spiagge pubbliche romane.
L’operazione è tuttora in corso e nuovi sviluppi potrebbero emergere nelle prossime settimane, man mano che l’esame delle concessioni ancora sotto esame produrrà i suoi esiti.




