La pioggia non ha fermato nessuno. Sabato 16 maggio 2026, alle 17:30, tanta gente a Piazza Cavour nonostante il cielo grigio e gli scrosci che hanno accompagnato — e più volte minacciato — lo svolgimento dell’assemblea pubblica indetta da LiberAnagni.
Al centro del dibattito c’era una questione che divide profondamente la comunità anagnina: il destino dell’ex-Polveriera, i 130 ettari dell’ex sito militare che l’Amministrazione comunale intende cedere in concessione a privati per 35 anni per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Una scelta che LiberAnagni contesta con forza, proponendo in alternativa la trasformazione dell’area in un grande polo sanitario, universitario e verde a servizio dell’intero comprensorio.
L’assemblea e le voci dal palco
Si sono alternati al microfono il consigliere Luca Santovincenzo, Valerio Ponza, Massimo Silvestri, Emanuele Ricchetti, Alessandro Mari, Laura Santovincenzo, Luca Piedimonte, Miriam Fabbrizi, Angela Manunza e Francesco Cinelli. Una platea variegata di voci che ha restituito l’immagine di un gruppo coeso, capace di argomentare tanto sul piano tecnico quanto su quello politico.

L’incontro si è aperto con la presentazione del lavoro già avviato da LiberAnagni presso diversi istituti e la Regione Lazio per valorizzare il reale potenziale dell’ex area militare. Le caratteristiche logistiche parlano da sole: posizione strategica, a pochi minuti dall’autostrada e dalla stazione ferroviaria, e una superficie enorme, destinabile pressoché a qualsiasi funzione. Non solo: grazie alla “mozione Sanità” presentata dal gruppo e alla recente modifica del DUP comunale, l’area è oggi formalmente individuata come sede per un ospedale.
Il nodo della bonifica
È stato ricordato come quasi tre milioni di euro siano stati stanziati da tempo per la bonifica dell’ex-Polveriera — fondi che, per vent’anni, non sono stati toccati. Su questo punto, il tono dell’assemblea si è fatto più netto: proporre tre decenni e mezzo di fotovoltaico su un’area contaminata, è stato detto, «non è una soluzione alternativa alla bonifica, ma rappresenta il suo esatto opposto». Una posizione ribadita anche richiamando lo Statuto del Coordinamento ambientale dei Sindaci della Valle del Sacco, che esprime il «rifiuto di tutto ciò che pregiudica la salute, la memoria e la dignità del territorio».
A rendere ancora più amara la pillola, la storia recente della politica locale: chi oggi governa Anagni aveva promesso ai cittadini l’apertura dell’ospedale e del pronto soccorso già nel 2018, per poi ripresentarsi alle elezioni del 2023 con promesse sostanzialmente identiche. Una narrazione, quella dell’inevitabilità della rinuncia ai servizi, che l’assemblea ha respinto con chiarezza: «La rassegnazione non è concepita per noi, ma soprattutto non lo è per le generazioni future».
Il paradosso economico
Uno dei momenti più efficaci della serata è stato quello dedicato ai conti. L’ex-Polveriera fu acquistata dal Comune quindici anni fa con un mutuo da 6 milioni di euro. Oggi, quella stessa area verrebbe ceduta ai privati per 35 anni — il che significa che il territorio potrebbe tornare nelle mani della collettività solo dopo mezzo secolo dall’acquisto. Dal palco, l’analogia è arrivata puntuale: è come comprare un’auto a rate, tenerla in garage per 15 anni e poi prestarla ad altri per 35, potendo usarla di fatto solo dopo 50.
Sul versante opposto, è stato sottolineato come la realizzazione di un nuovo ospedale a nord della Ciociaria consentirebbe di recuperare i milioni di euro che ogni anno lasciano la regione a causa della mobilità sanitaria passiva — risorse che potrebbero essere reinvestite direttamente sul territorio.
La voce della piazza
Particolarmente significativo è stato il contributo arrivato direttamente dal pubblico: un cittadino ha preso la parola per esprimere sostegno all’iniziativa, definendo LiberAnagni «un gruppo interessantissimo, di capacità tecniche e propositive», in grado di elaborare progetti validi e concreti. Un apprezzamento spontaneo che ha accompagnato la chiusura dell’assemblea, dedicata a costi e fattibilità dell’opera: quando esiste la reale volontà politica, realizzare un progetto del genere è possibile. È questo il messaggio con cui LiberAnagni ha salutato la piazza — bagnata, ma presente.




