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    Roma e provincia blindate: arresti, sequestri e blitz in tutta l’area metropolitana. Le Forze dell’Ordine non si fermano

    dalla caccia al latitante sul litorale di Ostia alla confisca da 1,8 milioni a un clan sinti, passando per i pusher di Trastevere e i borseggiatori del centro storico: un'ondata di operazioni mette a segno decine di interventi in pochi giorni
    20 Maggio 202610 Mins Read
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    Non c’è angolo di Roma e della sua provincia che, negli ultimi giorni, sia rimasto fuori dalla morsa delle Forze dell’Ordine. Una serie di operazioni coordinate — condotte dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dai Carabinieri Forestali — ha restituito un’immagine di presidio capillare del territorio, con risultati che spaziano dagli arresti per reati predatori fino ai sequestri antimafia, passando per la chiusura di locali abusivi e il contrasto al narcotraffico su larga scala.


    Latitante acciuffato a Ostia: il cerchio si chiude lungo via del Mare

    La fuga di un cittadino cileno di 27 anni, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Tivoli per rapina, è terminata sul litorale romano. L’uomo si era reso irreperibile rifugiandosi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ad Arezzo. A incastrarlo è stata un’attività di indagine incrociata tra la Squadra Mobile capitolina e quella aretina: l’analisi degli spostamenti del veicolo, sovrapposta ai dati di aggancio alle celle telefoniche, ha consentito ai Falchi della Polizia di Stato di seguirne la rotta fino a Ostia.

    Il blitz è scattato lungo via del Mare, dove l’auto sospetta è stata intercettata. Al posto del passeggero sedeva un secondo uomo che, al momento del controllo, ha cercato di nascondere la propria identità esibendo un passaporto argentino privo del timbro d’ingresso in Italia. Le verifiche documentali hanno smascherato l’inganno: si trattava di un connazionale cileno di 34 anni, anch’egli destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Terni nel 2021 per una serie di furti in abitazione commessi insieme ad alcuni complici. Entrambi sono stati arrestati e associati alle case circondariali di Regina Coeli e Rebibbia.


    Ladispoli: centro estetico abusivo chiuso, titolare denunciata per falso

    Un attestato “clonato”, una clientela fidelizzata e la copertura del passaparola: bastava questo, apparentemente, per gestire uno dei centri estetici più frequentati di Ladispoli. Dietro la facciata, però, si celava un laboratorio di bellezza completamente irregolare, gestito da una donna di origini cinesi priva di qualsiasi qualifica professionale. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ladispoli, nel corso di un’attività di controllo, hanno scoperto che il titolo abilitativo esibito era stato rilasciato da una struttura fantasma, non autorizzata né alla formazione né al rilascio di certificazioni professionali. Messa alle strette, la donna ha confessato di aver acquistato il documento nel 2024 da un connazionale, dietro pagamento di una somma di denaro, al solo scopo di ottenere l’autorizzazione comunale all’esercizio della professione. Il locale è stato chiuso, la documentazione sequestrata e la titolare denunciata per esercizio abusivo della professione e falsità materiale.


    Esquilino, otto arresti tra rapine lampo, borseggi e droga: sospeso un fast food

    Il quadrante Esquilino è tornato al centro di un’intensa attività di controllo che, nel giro di pochi giorni, ha prodotto otto arresti e circa 5.000 euro di sanzioni amministrative a carico di due fast food in via Lamarmora. Uno dei due esercizi, dove le verifiche effettuate insieme agli operatori della ASL Roma 1 hanno rilevato gravi carenze igienico-sanitarie e la presenza di blatte nelle aree di cucina, deposito e celle frigorifere, è stato sospeso immediatamente.

    Sul fronte della criminalità di strada, le operazioni hanno avuto ritmi incalzanti. In una gelateria di via Principe Eugenio, un cittadino algerino ha sottratto lo zaino a un cliente ed è stato bloccato sul posto da due agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza Esquilino presenti all’interno del locale. In Piazza San Francesco di Paola, un uomo ha strappato un POS dal bagagliaio di un veicolo, aggredendo le vittime e resistendo agli agenti: per lui le accuse sono di rapina e resistenza a Pubblico Ufficiale. Altri due arresti sono maturati tra via Turati, Piazza Manfredo Fanti e l’area dei Fori Imperiali: un cittadino tunisino è stato fermato dopo aver rapinato con strappo uno zaino, un secondo connazionale è invece finito contro lo sportello dell’auto di servizio nel tentativo di fuggire con una collana d’oro del valore di circa 6.000 euro.

    Nell’area archeologica tra via Cavour e Largo Gaetano Agnesi, tre cittadini rumeni sono stati smascherati dopo una lunga attività di osservazione: operavano in modalità “team play”, con ruoli distribuiti tra il palo, il disturbatore e l’esecutore materiale, colpendo i flussi turistici fino al borseggio ai danni di una turista americana. Un cittadino gambiano, fermato nel corso di un controllo di routine, è stato invece trovato in possesso di cocaina, crack e MDMA già suddivise in dosi.


    Porta Portese: discoteca abusiva sequestrata, rischi per la sicurezza dei giovani avventori

    Serate pubblicizzate sui social, dj set e decine di giovani attratti da un locale trasformato abusivamente in discoteca, a due passi da Porta Portese. Gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma hanno posto sotto sequestro preventivo la struttura, strutturata su più piani, dopo aver documentato un quadro di gravi irregolarità: assenza delle autorizzazioni per i trattenimenti danzanti, materiali privi di certificazione ignifuga, cavi elettrici pendenti e multiprese installate in modo non sicuro. L’unica uscita di emergenza, coincidente con l’ingresso principale, era ostruita da un nastro di delimitazione che ne comprometteva l’effettiva funzionalità. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il sequestro, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica di Roma.


    Clan sinti, confiscato un patrimonio da 1,8 milioni: truffe agli anziani, auto di lusso riciclate e prestanome

    Un ventennio di attività criminale, ricostruito pazientemente dalla Divisione Anticrimine della Questura di Roma: è questo il lavoro che sta alla base della confisca di beni per circa 1,8 milioni di euro, eseguita nei confronti di tre componenti di un clan sinti, su decreto del Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Roma. Il gruppo — stabilitosi prima nel basso Lazio e poi nella Capitale — era dedito a furti e rapine in abitazione su scala nazionale, truffe agli anziani, produzione di documenti falsi e riciclaggio di veicoli di lusso. Per coprire i propri movimenti finanziari, i tre si avvalevano di una fitta rete di prestanome ai quali intestare auto, utenze telefoniche e carte prepagate. I proventi illeciti erano stati reinvestiti in società, immobili, orologi di lusso e preziosi. Il decreto di confisca ha colpito quote societarie di due società e un’impresa — operanti nel commercio di veicoli e nella ristorazione —, una villa con piscina a Tivoli, numerose polizze di pegno e undici autovetture. Nei confronti della donna trentaquattrenne e del cognato cinquantaduenne è stata inoltre irrogata la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.


    Droga a Trastevere e sulla Colombo: il cameriere con le dosi negli ovetti e l’auto con il doppiofondo

    Due scenari distinti, due sistemi di occultamento inventivi, un unico denominatore: la rete dello spaccio che si mimetizza nella quotidianità. A Trastevere, un cameriere diciannovenne di origini colombiane arrotondava lo stipendio cedendo droga tra i tavolini del ristorante dove lavorava. Gli agenti del I Distretto Trevi Campo-Marzio lo hanno colto in flagrante durante uno scambio. Nelle tasche aveva due dosi, nello spogliatoio altra sostanza nascosta in ovetti di cioccolata. La perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di hashish, cocaina, materiale per il confezionamento e 23.000 euro in contanti.

    Diverso il metodo, stessa professionalità criminale, per un cittadino di origini pakistane fermato dagli agenti del IX Distretto Esposizione mentre percorreva via Cristoforo Colombo a bordo di una utilitaria. L’uomo aveva ricavato un vano segreto all’interno di una spazzola per capelli, sul lato passeggero: all’interno, cinquanta involucri di stupefacente distinti per peso e tipologia tramite elastici. Ulteriori dosi erano nascoste negli indumenti; in un thermos, tenuto “al fresco”, circa 200 euro in contanti.


    Casal Morena, tre romani fermati vicino all’ufficio postale con grimaldelli e coltelli

    Un’autovettura ferma nei pressi di un ufficio postale nel quartiere Casal Morena di Roma ha insospettito i militari della Tenenza di Ciampino, dipendente dalla Compagnia Carabinieri di Castel Gandolfo. La perquisizione ha restituito un arsenale da scasso: smerigliatrice, cesoia, scalpelli, cacciavite, chiave a croce, guanti tecnici, coltelli e taglierini. I tre — un uomo di 43 anni, uno di 34 e una donna di 37, tutti romani — non sono stati in grado di giustificare il possesso degli oggetti e sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. L’attività si inserisce in un piano di prevenzione della criminalità predatoria avviato dalla Compagnia anche in risposta ai recenti episodi nazionali che hanno coinvolto istituti di credito.


    Santa Marinella: doppiofondo nell’auto, sequestrati 4 kg di hashish e oltre 1 kg di cocaina

    Un veicolo modificato con un sofisticato vano nascosto sotto la pedana: è bastato questo ad attirare l’attenzione dei militari della Stazione Carabinieri di Santa Marinella durante un servizio di controllo del territorio. L’auto apparteneva a un 39enne del posto, già noto alle forze dell’ordine. La successiva perquisizione — estesa all’abitazione e alla persona — ha portato al sequestro di circa 4 kg di hashish suddivisi in 53 panetti, oltre 1 kg di cocaina già confezionata in 511 dosi, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 12.200 euro in contanti. L’uomo è stato arrestato. Secondo gli investigatori, il quantitativo recuperato avrebbe potuto alimentare per giorni il mercato dello spaccio sul litorale nord della provincia di Roma. Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con una rete distributiva più ampia.


    Faleria, strutture abusive per cani in area vincolata: denunciato dai Forestali

    Cinque strutture edili abusive — adibite a ricoveri e sgambatoi per cani — sono state sequestrate in località Paterno, nel comune di Faleria, in provincia di Viterbo. A scoprirle sono stati i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Civita Castellana, in collaborazione con altri reparti dell’Arma e il Servizio Veterinario della ASL di Viterbo. L’area è soggetta a vincolo paesaggistico e archeologico e riconosciuta di notevole interesse pubblico. Il presunto responsabile è stato denunciato a piede libero per intervento edilizio in assenza di permesso di costruire e per sversamento di rifiuti liquidi sul suolo. In caso di condanna, rischia l’arresto fino a due anni per la violazione urbanistica e fino a un anno per la gestione illecita dei rifiuti, oltre alla demolizione e al ripristino dei luoghi.


    Centro storico di Roma: sette arresti in poche ore tra furto, borseggio e insolvenza

    I Carabinieri della Compagnia Roma Centro, seguendo le linee strategiche tracciate dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, hanno identificato 173 persone e controllato 61 veicoli nel corso di servizi di pattugliamento nel cuore della città, con il risultato di sette arresti e due denunce in poche ore.

    In via del Corso, due cittadini stranieri sono stati bloccati dopo aver rubato abiti da un negozio di abbigliamento: un cittadino iracheno di 42 anni e un romeno di 38 anni, quest’ultimo con merce del valore di 429 euro. In Piazza del Colosseo, a bordo di un autobus della linea 87, due giovani cileni di 21 e 19 anni hanno sfilato lo smartphone a un passeggero italiano di 73 anni. In Largo Gaetana Agnesi, tre cittadini algerini hanno invece preso di mira turisti stranieri, sottraendo borsello e smartphone. Nel rione Ponte, una cittadina svedese senza fissa dimora è stata denunciata per insolvenza fraudolenta dopo essersi rifiutata di pagare il conto in un ristorante di via dell’Orso. Al Colosseo, infine, una cittadina russa di 51 anni è stata sorpresa mentre svolgeva abusivamente attività di guida turistica: sanzione di 400 euro e Daspo urbano di 48 ore dall’intera area archeologica.

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