C’è qualcosa di antico e insieme di nuovo nell’aria che soffia sul centro storico di Anagni in questi giorni di fine maggio. È il profumo — ancora solo immaginato — dei fiori che domenica 7 giugno tappezzeranno il corso principale della città, in occasione della solennità del Corpus Domini. Ma quest’anno, più che in passato, quella fragranza ha anche il sapore di qualcosa di raro: l’unità.
Per la prima volta, infatti, un coordinamento spontaneo ha messo attorno a uno stesso tavolo ideale le parrocchie della città, le associazioni, i comitati e i singoli cittadini, con un obiettivo condiviso: realizzare un’unica grande Infiorata lungo l’intero corso, superando la logica dei campanili e delle divisioni territoriali per abbracciare l’intera comunità in un solo, grande disegno floreale.
L’iniziativa non nasce dall’alto, ma dal basso. È figlia di quella voglia di ritrovarsi che, dopo anni difficili, sembra scorrere di nuovo nelle vene di molte città italiane. Anagni non fa eccezione, e chi ha promosso l’idea lo dice chiaramente: l’intento è «camminare insieme, valorizzando la ricchezza di ogni singola realtà», unendo anziani e bambini, giovani e adulti, credenti praticanti e semplici uomini di buona volontà, accomunati dall’orgoglio di appartenere a uno stesso luogo.
L’Infiorata del Corpus Domini è una tradizione profondamente radicata nel centro Italia, dove interi centri storici si trasformano in gallerie d’arte effimera: i petali, il sale, la segatura colorata, i fondi di caffè e la farina diventano materia prima per composizioni elaborate, spesso di soggetto sacro, che durano poche ore prima di essere calpestate dalla processione. Un rito antico, capace di tenere insieme fede e bellezza, sudore e creatività collettiva.
Quest’anno ad Anagni quel rito si rinnova con uno spirito inedito. Nei giorni precedenti il 7 giugno, gli organizzatori auspicano di ritrovarsi in strada per i preparativi, «proprio come si faceva una volta», dice chi ha lanciato l’appello, evocando un tempo in cui il vicinato era ancora un presidio vivo, in cui ci si fermava a chiacchierare sotto casa e si metteva mano insieme ai lavori del quartiere. Un’immagine semplice, quasi domestica, eppure potente.
Per far sì che il progetto prenda forma, c’è bisogno di tutti. Associazioni, comitati e gruppi del territorio sono invitati a portare la propria esperienza e il proprio entusiasmo. Chi non può offrire tempo può contribuire con i materiali: fiori freschi o secchi, verde da potatura, sale, segatura, fondi di caffè, riso, farina e tempere per tingere i vari elementi. In ogni parrocchia di Anagni sarà allestito un punto di raccolta, segno tangibile di una collaborazione aperta e capillare, che non lascia indietro nessun angolo della città.
Il messaggio che arriva da chi coordina l’iniziativa è limpido: non serve essere artisti, non servono competenze particolari. Serve esserci. Ogni minuto di lavoro, ogni mazzo di fiori portato, ogni mano tesa sarà un contributo al mosaico collettivo che domenica 7 giugno colorerà il cuore di Anagni.
Per informazioni e per aderire è possibile contattare Serena al numero 347 125 4389 oppure Roberta al 338 892 9391, o in alternativa raggiungere gli organizzatori tramite i canali social dell’iniziativa.
Appuntamento domenica 7 giugno nel centro storico di Anagni. I punti di raccolta dei materiali si trovano presso le parrocchie della città.




