Un fine settimana che ha visto le forze dell’ordine del Lazio operare su più fronti contemporaneamente, con un dispiegamento di uomini e mezzi che ha interessato l’intera regione: dalla Capitale al litorale, dalle province del nord fino al confine con la Campania. Il bilancio è pesante — nel senso migliore del termine — per chi lavora ogni giorno per garantire sicurezza e legalità.

A Roma, la Polizia Locale di Roma Capitale ha condotto una maxi operazione antidegrado e anti-abusivismo commerciale che ha interessato il centro storico, i mercati rionali e il litorale di Ostia. Le pattuglie, coordinate dal Comando Generale del Corpo attraverso le Unità Speciali della Direzione Sicurezza Urbana, Sociale ed Emergenziale, hanno setacciato il “Tridente“, Tor Bella Monaca, Porta Portese, via Severini e le spiagge ostiensi. Il risultato: oltre 30mila euro di sanzioni amministrative e più di 20mila articoli sequestrati, tra merce contraffatta, prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione, souvenir abusivi e persino costumi da centurioni esposti irregolarmente sul suolo pubblico. Sequestrati anche carrelli metallici, banchi improvvisati e ombrelloni utilizzati per la vendita illegale.
Sul fronte del narcotraffico, la Squadra Mobile della Questura di Roma e il X Distretto Lido hanno smantellato una vera e propria base operativa di spaccio ad Ostia Ponente. Tutto è partito dall’osservazione discreta di un appartamento dove una donna — apparentemente insospettabile — custodiva un ingente quantitativo di sostanze. Dopo giorni di appostamenti, gli investigatori l’hanno fermata in piazza Gasparri mentre portava a passeggio il cane, per poi accompagnarla in casa e trovarsi davanti a oltre due chili di cocaina e crack, in parte già suddivisi in 300 dosi singole, e un chilo e mezzo di hashish. Non un semplice deposito: la presenza di una macchina per il sottovuoto, bilance di precisione e materiale da confezionamento raccontava di un centro di smistamento attivo. Durante l’operazione è stata fermata anche una seconda donna, sorpresa a citofonare all’appartamento con quasi 70 grammi di cocaina e 6mila euro in contanti nella borsa. Entrambe sono state arrestate e la misura è stata convalidata.
La stessa determinazione ha caratterizzato le operazioni condotte dalla Polizia di Stato tra il centro, le periferie e il litorale della Capitale, che hanno portato a otto arresti. Tra i casi più significativi, quello di un giovane intercettato lungo viale Marconi con un vero e proprio kit dello spaccio itinerante — dosi di metanfetamina ed eroina già pronte, materiale da taglio e cartucce per arma da fuoco — e quello di un uomo fermato sulla Cassia con dosi preconfezionate di crack e cocaina e tremila euro in tasca. Nel quartiere Alessandrino e nei pressi di Porta Maggiore, altri tre pusher sono stati neutralizzati tra parchi e fermate della metropolitana. Sul litorale nettunense, gli investigatori del Commissariato di Polizia Anzio-Nettuno hanno invece scoperto una family drug-house gestita da madre e figlia, con un terzo soggetto arrestato per resistenza a pubblico ufficiale nel tentativo di favorirne la fuga.

Nel quartiere Quadraro, i Carabinieri della Stazione Roma Quadraro hanno arrestato una 21enne domiciliata nel campo nomadi di via di Salone, sorpresa insieme a due complici all’interno dell’appartamento di una coppia di coniugi che, rientrando a casa, ha messo in fuga i ladri. La ragazza è stata bloccata a pochi metri dall’abitazione; recuperata l’intera refurtiva — due orologi e oggetti di bigiotteria — immediatamente restituita ai proprietari.
Spostandosi verso Passo Corese, i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a due ordinanze di detenzione domiciliare: la prima a carico di un 53enne che, condannato per bancarotta fraudolenta, aveva reiteratamente violato le prescrizioni dell’affidamento in prova ai servizi sociali; la seconda nei confronti di un anziano di quasi ottant’anni, condannato per gestione non autorizzata di rifiuti, al quale è stata concessa — in ragione dell’età — l’espiazione domiciliare di una pena residua di circa nove mesi.
Nella provincia di Frosinone, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cassino hanno arrestato un giovane residente in città, fermato in via San Bartolomeo a bordo di un’auto a noleggio. L’atteggiamento sospetto ha spinto i militari ad approfondire i controlli: addosso al ragazzo mezzo grammo di hashish, ma è stata la perquisizione domiciliare a svelare il quadro completo — circa 7,50 grammi di cocaina già suddivisi in dosi termo-sigillate, 20 grammi di hashish, 190 euro in contanti e due bilancini di precisione. Il Tribunale di Cassino ha convalidato l’arresto disponendo l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

Sempre nel cassinate, si è conclusa con un lieto fine la vicenda di un’anziana truffata mesi fa: la Polizia di Stato ha riconsegnato i gioielli in oro sottratti alla donna con artifizi e raggiri, recuperati durante l’inseguimento dei tre responsabili risalente allo scorso aprile. I malviventi, fermati sulla SP 275, avevano tentato la fuga contromano prima di perdere il controllo del veicolo; dall’auto era stato gettato un involucro bianco con i monili, poi recuperato dagli agenti. Il riconoscimento era avvenuto grazie alla collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Teramo.
Nella provincia di Latina, il fine settimana ha registrato due episodi distinti. A Fondi, i Carabinieri della Tenenza hanno arrestato un 40enne di origine indiana, già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da un’ordinanza del GIP del Tribunale di Latina per maltrattamenti in famiglia aggravati. L’uomo, che a maggio aveva aggredito la moglie con pugni e schiaffi al culmine di una lite per futili motivi, non era in grado di indicare un domicilio alternativo distante almeno un chilometro dall’abitazione delle vittime: è finito direttamente alla Casa Circondariale di Latina. A Roccagorga, invece, i Carabinieri della Stazione locale hanno arrestato in flagranza tre uomini — di 59, 35 e 32 anni — sorpresi a bruciare rifiuti speciali in una buca di circa quattro metri cubi scavata con un escavatore nel terreno adiacente all’abitazione del più giovane. Materiale ferroso e plastico in fiamme, una colonna di fumo nero visibile a distanza: l’area e il mezzo sono stati sequestrati, i tre sono finiti agli arresti domiciliari in attesa della convalida con rito direttissimo.
Un fine settimana che restituisce la fotografia di un territorio presidiato, dove le forze dell’ordine continuano a lavorare su più livelli: dalla microcriminalità di strada al narcotraffico strutturato, dalla tutela delle vittime vulnerabili alla lotta all’illegalità ambientale.




