Bastano pochi minuti di silenzio insolito, un telefono che squilla a vuoto, una luce accesa e la televisione in sottofondo, per innescare quella catena di preoccupazione e senso di responsabilità che, nei giorni scorsi, ha portato a un intervento provvidenziale della Polizia di Stato a Fiuggi.
Tutto è iniziato da una telefonata alla sala operativa della Questura di Frosinone. A comporla era la moglie di un uomo anziano, rimasta lontana dalla città termale a causa di propri problemi di salute e sempre più in ansia per il marito, che aveva smesso di rispondere al telefono. Una situazione apparentemente banale, eppure capace di raccontare, in poche righe, tutta la fragilità della solitudine in età avanzata.
Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fiuggi sono intervenuti senza perdere tempo presso l’appartamento indicato dalla donna. Sul posto, il quadro era quello tipico dei momenti di incertezza: la luce di una stanza era accesa, la televisione trasmetteva, ma ai ripetuti tentativi di contatto dall’esterno non arrivava alcuna risposta. Nessuna voce, nessun rumore di passi.
Anziché fermarsi alle porte chiuse, i poliziotti hanno fatto quello che si fa quando si sospetta che qualcuno possa essere in pericolo: hanno cercato un altro modo per entrare. Spostandosi sul retro dell’abitazione, hanno captato una flebile voce, quel filo sottile che può fare la differenza tra il trovare qualcuno in tempo e non trovarlo affatto. A quel punto non c’erano esitazioni possibili: gli agenti hanno alzato manualmente la serranda e si sono introdotti nell’appartamento.
L’anziano era lì, in difficoltà, incapace di chiedere aiuto a voce alta. I poliziotti gli hanno prestato i primi soccorsi rimanendo al suo fianco fino all’arrivo del personale medico del 118, che ha potuto prendere in carico il paziente in condizioni stabili.
Una storia che si chiude con un lieto fine, come non sempre accade. Ma che pone, ancora una volta, l’attenzione su un tema che riguarda l’intero Paese: quello degli anziani soli, spesso lasciati senza una rete di supporto quotidiana, la cui incolumità dipende — talvolta — da un campanello d’allarme lanciato in tempo e da chi, dall’altra parte, sa raccoglierlo. In questo caso, ci ha pensato la Polizia di Stato.
A commentare l’operazione è Gianmarco Cori, Segretario Provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia, che ha voluto rivolgere un plauso esplicito ai colleghi impegnati sul campo: «episodi come questo dimostrano ancora una volta la straordinaria capacità di reazione delle donne e degli uomini in divisa, pronti a intervenire con professionalità e tempestività anche di fronte a situazioni che si sviluppano nel giro di pochi minuti. Il lavoro quotidiano delle pattuglie sul territorio è spesso silenzioso, fatto di attenzione costante e di una dedizione che raramente viene raccontata. Questo risultato è il frutto di quella dedizione: va a loro il nostro più sincero riconoscimento».




