Due episodi, un solo filo conduttore: la sicurezza del territorio sorano finita, negli ultimi giorni, sotto la lente attenta delle forze dell’ordine. Da un lato un vasto servizio di controllo interforze che ha setacciato la città, dall’altro un’indagine lampo che ha portato alla denuncia di un uomo ritenuto responsabile di un furto messo a segno ai danni di un’attività commerciale.
Il primo intervento si è svolto nella giornata di ieri, quando Sora è stata teatro di un servizio straordinario di controllo del territorio a cui hanno preso parte, fianco a fianco, agenti della Polizia di Stato, con il supporto di un’unità cinofila, militari della Guardia di Finanza e operatori della Polizia Locale. L’obiettivo dichiarato dell’operazione era duplice: da un lato prevenire e reprimere i cosiddetti reati predatori e quelli legati al traffico di sostanze stupefacenti, dall’altro verificare la regolarità degli esercizi pubblici cittadini. I controlli si sono concentrati in particolare nelle zone considerate più esposte a una recrudescenza della criminalità, secondo una mappatura del rischio elaborata dalle forze dell’ordine.
Il bilancio dell’attività racconta di una macchina organizzativa messa a pieno regime: sono stati verificati 19 veicoli, con una sola contestazione al Codice della Strada, mentre le persone identificate nel corso della giornata sono state complessivamente 67. Non meno significativo il fronte commerciale, con 13 esercizi pubblici sottoposti a controllo e 5 contestazioni elevate dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale. Le forze dell’ordine hanno inoltre annunciato che il dispositivo straordinario non si esaurirà con questa giornata: nei prossimi giorni sono infatti previsti ulteriori servizi interforze, destinati a estendersi anche ad altre realtà della provincia.
Parallelamente, un secondo episodio ha visto protagonisti gli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sora, impegnati in un’indagine che si è chiusa con la denuncia in stato di libertà di un uomo di 63 anni, nato a Napoli e residente nella città di Sora, già gravato da precedenti penali e di polizia, in particolare per reati contro il patrimonio. A far scattare gli accertamenti è stato un furto compiuto ai danni di un’attività commerciale, dove erano stati sottratti 2.000 euro e un personal computer.
Determinanti, ai fini dell’identificazione del presunto responsabile, sono stati alcuni dettagli apparentemente marginali ma decisivi per gli investigatori: l’uomo, una volta fermato, indossava infatti gli stessi indumenti che portava al momento del furto. Nello zaino in suo possesso, inoltre, i poliziotti hanno rinvenuto un cacciavite lungo 13 centimetri, uno strumento che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato verosimilmente impiegato per forzare l’accesso all’attività commerciale presa di mira. Per il 63enne è scattata così la denuncia per furto aggravato e per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.
Due vicende diverse per dinamica e natura, ma che restituiscono la fotografia di un impegno costante delle forze dell’ordine sul territorio sorano, tra prevenzione capillare e repressione puntuale dei reati contro il patrimonio.




