Una settimana densa di operazioni, arresti e sequestri. Roma e la sua area metropolitana tornano al centro del dibattito sulla sicurezza pubblica dopo una serie di interventi delle Forze dell’Ordine che, per varietà e portata, restituiscono l’immagine di un territorio complesso, dove la criminalità si adatta, si mimetizza e trova sempre nuovi metodi per sfuggire ai controlli. Ma dove, al tempo stesso, lo Stato risponde con professionalità e determinazione.
Pronto soccorso nel caos: aggredita la guardia giurata al Sant’Eugenio
Poco dopo le 21.30 di giovedì sera, il Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma si è trasformato in un teatro di violenza. Un uomo di 57 anni, di origini nordafricane e già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti specifici, si è presentato al triage in evidente stato di alterazione alcolica. Infastidito dai tempi di attesa — quelli ordinari, inevitabili in ogni pronto soccorso — ha perso il controllo, interrompendo l’attività del personale sanitario e creando una situazione di pericolo per operatori e pazienti. Nel corso dell’escalation, ha aggredito fisicamente anche la guardia giurata in servizio. I Carabinieri, intervenuti rapidamente, lo hanno denunciato in stato di libertà per interruzione di pubblico servizio.
Kalashnikov, Skorpion e cocaina: la DDA smantella un’organizzazione criminale
Ben più grave il quadro emerso dall’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina. Il G.I.P. del Tribunale di Roma aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone gravemente indiziate — a vario titolo — di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi e sfruttamento della prostituzione.
Durante le perquisizioni, il bilancio è risultato pesantissimo. Nell’abitazione di uno degli indagati i militari hanno rinvenuto un fucile d’assalto AK-47, una mitraglietta Skorpion, un fucile a canne mozze, una pistola, un giubbotto antiproiettile e 650 grammi di cocaina. In un secondo appartamento, altri 100 grammi di cocaina, 170 grammi di hashish e 35 grammi di mannite. Non solo: tre orologi di lusso e 15.000 euro in contanti sono stati sequestrati nelle abitazioni dei presunti promotori dell’organizzazione. Nel corso delle operazioni, altre due persone — non destinatarie delle misure cautelari — sono state arrestate in flagranza perché trovate in possesso di armi e droga.
Magliana, maxi discoteca abusiva sequestrata: gravi carenze igienico-sanitarie
Mercoledì 27 maggio è scattato il blitz che ha portato al sequestro di una struttura di 400 metri quadrati nella zona della Magliana, adibita abusivamente a discoteca e ristorante. Al suo interno si svolgevano serate con musica dal vivo, ballo e somministrazione di alimenti, tutto rigorosamente senza le autorizzazioni amministrative e urbanistiche necessarie. L’operazione è stata condotta dagli agenti del XI Gruppo “Marconi” della Polizia Locale di Roma Capitale, in collaborazione con il personale della Polizia di Stato dell’XI Distretto “San Paolo”.

Il dettaglio che ha colpito maggiormente gli ispettori sanitari racconta meglio di qualsiasi atto ufficiale lo stato del locale: i piatti puliti erano impilati a meno di un metro di distanza da un bagno privo di porta. Il gestore, un cittadino italiano di 65 anni, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e sanzionato amministrativamente per oltre 5.000 euro. Sequestrata anche una tettoia in policarbonato di ulteriori 80 metri quadrati.
Abusò di una giovane disabile: condannato nel 2022, fuggì in Perù. Ora è a Lima in attesa di estradizione
Questa è forse la vicenda più lunga e dolorosa del bilancio settimanale. Un sessantaduenne peruviano, condannato a 6 anni di reclusione dal Tribunale di Roma per violenza sessuale ai danni di una giovane donna affetta da una grave disabilità congenita, aveva fatto perdere le proprie tracce dopo aver scontato una prima misura cautelare, guadagnandosi — secondo quanto ricostruito — un’uscita clandestina dall’Italia attraverso i Paesi Bassi.

I fatti risalgono alla fine del decennio scorso. La vittima, all’epoca poco più che ventenne, si trovava a Roma per cure specialistiche. L’uomo, amico di famiglia, aveva approfittato di quel rapporto di fiducia e della sua temporanea presenza in casa di alcuni parenti nella Capitale per abusare di lei. La giovane aveva trovato il coraggio di parlare solo una volta rientrata in Toscana, confidandosi con la zia. Da quel momento, gli investigatori della Squadra Mobile di Roma e del Servizio Centrale Operativo, coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Roma, non hanno mai smesso di cercarlo.
Dopo anni di indagini condotte anche con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e delle Autorità peruviane, l’uomo è stato rintracciato a Lima. Resterà ora a disposizione della magistratura, in attesa di estradizione.
Spaccio a Roma: sette arresti e tecniche sempre più sofisticate
Chiude il resoconto settimanale una serie di sette arresti messi a segno dalla Polizia di Stato sul fronte del contrasto allo spaccio nella Capitale. Ciò che colpisce, al di là dei numeri, è la creatività con cui i pusher tentano di eludere i controlli.
A San Basilio, un uomo che avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari in un’altra abitazione aveva trasformato la propria cucina in una vera e propria base di preparazione e confezionamento: nel vano dispensa, 500 grammi tra crack e cocaina, con tanto di attrezzatura per il taglio, il peso e l’assemblaggio. In tasca, circa 3.000 euro in contanti. Per lui, le accuse di evasione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Ancora più ingegnoso il sistema escogitato da un romano di 48 anni: aveva trasformato i coprimozzi delle ruote della propria auto in piccole casseforti mobili, nascondendovi 38 involucri di cocaina. Gli agenti del Commissariato P.S. Celio lo hanno fotografato nell’atto di aprire il nascondiglio per effettuare una consegna.
In zona Tor Pignattara, altri due arrestati: il nascondiglio, in questo caso, erano i sedili dell’auto, alterati artigianalmente per custodire decine di dosi di crack. Smartphone inclusi nel sequestro, con conversazioni che documentavano la gestione degli ordinativi dei clienti. Un altro pusher è stato intercettato in un parcheggio usato come punto di consegna rapida, con dosi di cocaina nascoste in un pacchetto di sigarette e appunti cartacei di rendicontazione. Stesso schema a Ponte Milvio, dove uno scambio lampo tra conducente e cliente è stato bloccato sul nascere: 26 dosi di cocaina per il primo, sanzione e segnalazione alla Prefettura per il secondo. L’ultimo arresto è avvenuto nei pressi della fermata metropolitana Ponte Mammolo: mezzo chilo di hashish in cinque panetti, custoditi nel marsupio. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.




