Il quarto giorno di Presidio Permanente davanti alla Casa della Salute di Ceccano non ha fatto abbassare i toni, nonostante le rassicurazioni arrivate nel frattempo dalla Regione Lazio. Il sindaco Andrea Querqui ha ribadito con fermezza la volontà di proseguire la mobilitazione avviata a tutela dei servizi sanitari del territorio, respingendo con decisione gli inviti a “smontare la tenda” giunti da alcuni ex amministratori.

Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, quegli inviti non riguarderebbero soltanto l’amministrazione comunale, ma rappresenterebbero una mancanza di rispetto verso l’intera comunità che sostiene la battaglia per la salvaguardia del presidio sanitario.

Querqui ha inoltre sottolineato come l’attuale iniziativa punti a colmare un vuoto lasciato dall’amministrazione precedente, che a suo dire avrebbe dovuto intervenire già nel 2022 senza però farlo.

Il sindaco ha annunciato anche i prossimi passi della mobilitazione: la richiesta di un incontro con tutti i sindaci del comprensorio, finalizzato all’organizzazione di una grande manifestazione di protesta, e l’annuncio di una futura “Manifestazione di Comunità“. Punto centrale delle rivendicazioni resta l’assenza, allo stato attuale, di un atto formale che disponga la trasformazione della Casa della Salute in Casa della Comunità, processo che secondo Querqui trae origine dal Decreto Ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022 e che richiederebbe, a suo avviso, un monitoraggio costante a livello locale.

Di segno diverso la ricostruzione fornita dal consigliere regionale Daniele Maura, che al termine di un confronto svoltosi presso la ASL di Frosinone ha parlato di impegni confermati per il futuro del presidio sanitario ceccanese. Secondo quanto riferito da Maura, dal 1° agosto 2026 sarà attivato un servizio di presenza medica e continuità assistenziale operativo dalle 8 alle 20, sette giorni su sette, con il supporto del personale infermieristico, in continuità con le funzioni finora garantite dal PAT.
Il consigliere regionale ha inoltre assicurato il mantenimento di tutti i servizi attualmente presenti nella struttura, tra cui URP, RECUP, Centro Prelievi, Poliambulatorio multispecialistico, Radiologia, Centro di Salute Mentale, Consultorio Familiare, i servizi di neuropsichiatria e riabilitazione dell’età evolutiva, la Riabilitazione Territoriale, l’Odontoiatria Sociale, il Servizio Vaccinale, l’Assistenza Domiciliare Integrata e il Corso di Laurea in Infermieristica, precisando che nessuna di queste funzioni sarebbe destinata alla soppressione durante il percorso di riorganizzazione. A questo si aggiungerebbe, entro la metà di settembre, l’apertura del nuovo Ospedale di Comunità da 20 posti letto, che andrà a sostituire l’attuale Unità di Degenza Infermieristica, insieme a interventi di riqualificazione della struttura, tra cui la sistemazione delle aree esterne, del parcheggio e un primo intervento sulla facciata.
Nel suo intervento, Maura ha voluto ringraziare il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, e l’onorevole Massimo Ruspandini per il lavoro svolto sul dossier, sostenendo che le garanzie fornite renderebbero ormai superate le ragioni che avevano portato all’istituzione del presidio permanente. Da qui l’invito, rivolto al sindaco di Ceccano, a disporne la conclusione, affinché il confronto prosegua nelle sedi istituzionali.
Una lettura, quella del consigliere regionale, che al momento non trova riscontro nella posizione del sindaco Querqui, deciso a proseguire la protesta fino a quando non arriverà un atto formale che traduca in impegni concreti e verificabili le assicurazioni finora soltanto annunciate. Una partita, quella della sanità territoriale ceccanese, che nelle prossime settimane promette di restare al centro del confronto tra istituzioni locali e regionali.




