COLLEPARDO – Un viaggio tra arte, tecnologia e dimensione interiore prende forma nel cuore della provincia di Frosinone. Venerdì 5 giugno alle ore 18.00, nella suggestiva cornice della Certosa di Trisulti, sarà inaugurata “Recoding Human. Sistemi di trascendenza”, una mostra che si propone di interrogare il rapporto tra percezione, coscienza e realtà contemporanea.

L’iniziativa è curata da Labòra Studio in collaborazione con il Ministero della cultura – Direzione regionale Musei nazionali Lazio, a conferma del rilievo istituzionale dell’evento, destinato a rimanere aperto al pubblico fino al 28 giugno 2026.
Un’esperienza immersiva tra codice e contemplazione
Fulcro della mostra è l’installazione audiovisiva “Grande Libro degli Esercizi”, firmata dal collettivo Labòra Studio, composto da Valerio Murat, Antonio Poce e Gabriele Teti. Allestita nella sala del Refettorio, l’opera si presenta come un organismo sensibile capace di mutare in base alla presenza e all’attenzione del visitatore.
Non si tratta di una semplice installazione, ma di un dispositivo percettivo che assume forme diverse: codice, portale e perfino pala d’altare contemporanea. Un linguaggio che intreccia arte digitale, suono e architettura, trasformando lo spettatore in parte attiva dell’opera.
Arte contemporanea e riflessione sul presente
In un’epoca dominata da flussi continui di dati e stimoli, “Recoding Human” si inserisce come una pausa critica, un vero e proprio “frangente spirituale” capace di sottrarre l’individuo alla logica della distrazione permanente.
Come evidenziato nella nota critica, il rischio è che la percezione si riduca a un flusso superficiale di informazioni, incapace di raggiungere la profondità dell’esperienza. La mostra, invece, invita a recuperare una dimensione più autentica e consapevole dello sguardo.
Tra filosofia, scienza e tradizione
Il progetto si muove su un terreno di confine tra discipline diverse. I testi integrati nell’installazione attingono a fonti che spaziano dalle Confessioni di Agostino d’Ippona alla Liturgia di Mithra, fino al Libro dei morti dell’Antico Egitto, costruendo un dialogo tra tradizioni lontane nel tempo ma unite da una comune tensione verso il trascendente.
Sul piano teorico, il lavoro richiama anche gli studi di Roger Penrose, secondo cui l’esperienza cosciente non può essere ridotta a un semplice processo computazionale. Un riferimento che rafforza il legame tra arte contemporanea e ricerca scientifica, sottolineando l’ambizione del progetto.
Il dialogo con la pittura
Accanto all’installazione, la mostra propone anche una selezione di opere su tela di Antonio Poce, che sviluppano le stesse tematiche attraverso il linguaggio pittorico. Un confronto diretto tra media diversi che amplia ulteriormente la riflessione sul rapporto tra visibile e invisibile.
Un evento di rilievo istituzionale
All’inaugurazione interverranno Elisabetta Scungio, Direttore regionale Musei nazionali Lazio, Mauro Bussiglieri, Sindaco del Comune di Collepardo, Ursula Piccone, direttrice della Certosa di Trisulti, Valeria Esposito, curatrice della Certosa, oltre agli artisti Valerio Murat e Antonio Poce.
La presenza delle istituzioni e dei protagonisti del progetto conferma il valore culturale dell’iniziativa, destinata a rappresentare uno degli appuntamenti più significativi della stagione artistica nel Lazio.




