C’è una data che Ceccano porta impressa nella propria memoria civica come un marchio d’orgoglio: il 2 giugno 1946. Quel giorno, mentre la provincia di Frosinone nel suo complesso e l’intera regione Lazio si orientavano prevalentemente verso la Monarchia, i cittadini di questo comune del Frusinate scelsero invece la Repubblica con una nettezza sorprendente: il 73,2% dei voti. Ottant’anni dopo, quella scelta è stata celebrata con una festa che ha saputo coniugare memoria storica, partecipazione civica e uno sguardo rivolto con fiducia al futuro.

La Festa della Repubblica organizzata dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Querqui ha trasformato la Villa comunale di Ceccano in un grande palcoscenico a cielo aperto. Una piazza di comunità, nel senso più autentico del termine, dove generazioni diverse si sono ritrovate fianco a fianco per celebrare non soltanto un anniversario, ma un’identità collettiva che affonda le radici in una scelta coraggiosa e controcorrente.
La giornata si è aperta con l’esibizione della storica Banda Musicale “Città di Ceccano”, diretta con maestria dal Maestro Adamo Bartolini, le cui note hanno accompagnato l’intera cerimonia conferendole il tono solenne che l’occasione richiedeva. A tenere le fila dell’evento, con stile e competenza, il conduttore Gerardo Gatta.

Il momento più atteso e simbolicamente più intenso è stato la consegna della Costituzione italiana ai neo maggiorenni della città. Un gesto semplice nella forma, profondo nella sostanza: mettere tra le mani dei ragazzi il documento fondativo della convivenza democratica del Paese, proprio nell’anno in cui compiono diciotto anni e diventano cittadini a pieno titolo. Un passaggio di testimone che ha emozionato le famiglie presenti e ha dato all’intera manifestazione il sapore di una vera e propria festa di comunità.

Nel suo discorso, il sindaco Andrea Querqui ha ricostruito con orgoglio il contesto storico di quella tornata referenduale, sottolineando come Ceccano si fosse distinta in modo netto rispetto al territorio circostante. «A Frosinone città votò per la Repubblica il 41%», ha ricordato il primo cittadino. «A Ceccano e Ferentino, invece, si superò il 70%. A Ceccano si arrivò al 73,2%. Guidammo insieme a Ferentino il fronte del cambiamento istituzionale in provincia». Un primato che la città rivendica con legittimo orgoglio, e che ottant’anni dopo assume il valore di una bussola morale.
Ma la celebrazione non si è fermata alla commemorazione. Querqui ha voluto che la giornata avesse anche un messaggio netto e attuale: «Oggi, 80 anni dopo, la democrazia non va mai considerata acquisita, ma difesa». Parole che in un’epoca segnata da crescenti fragilità istituzionali a livello globale suonano come un richiamo alla responsabilità di ciascuno, a partire dai più giovani.
La serata si è poi conclusa in un clima di calore e convivialità, con i ragazzi, le loro famiglie e i tanti concittadini che hanno risposto in massa all’invito dell’Amministrazione comunale, scegliendo di trascorrere il 2 giugno non davanti a un televisore, ma in piazza, insieme. Quasi a voler “rivotare” — simbolicamente — per la Repubblica, esattamente come avevano fatto i loro antenati otto decenni fa.
L’Amministrazione Querqui ha espresso pubblico ringraziamento a tutte le realtà che hanno reso possibile l’evento: la Polizia Locale, la Protezione Civile, i Carabinieri, le istituzioni scolastiche del territorio, i giovani protagonisti della giornata e i numerosi concittadini che hanno garantito la loro presenza e la loro collaborazione. Un riconoscimento che testimonia come dietro ogni festa di comunità riuscita ci sia sempre una rete silenziosa di persone che lavora.
Ceccano, in fondo, non ha fatto altro che essere fedele a sé stessa: una città che ottant’anni fa seppe guardare avanti con coraggio, e che oggi sceglie di tramandare quello stesso coraggio alle generazioni che verranno.




