Il profumo del sugo che si leva dai grandi pentoloni, il brusio delle stoviglie che si mescola alle note musicali e, soprattutto, il calore di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Piazza San Lorenzo a Isola del Liri si è presentata così, viva e pulsante, nella serata del 2 giugno. L’occasione è stata la Pastasciutta Antifascista per la Palestina, un evento capace di trasformare un momento di conviviale condivisione in un potente atto di solidarietà internazionale e di riflessione politica nel giorno in cui l’Italia celebra la nascita della sua Repubblica.
L’iniziativa è stata promossa dal comitato Rompiamo il Silenzio — Isola del Liri per la Palestina, che ha saputo fare rete con importanti realtà nazionali e internazionali come l’ANPI, il network 100 Porti • 100 Città e Freedom Flotilla Italia. Al centro della manifestazione non c’era solo la volontà di ritrovarsi attorno a un piatto simbolo della Resistenza, ma un obiettivo umanitario urgente e concreto: raccogliere fondi per la ricostruzione dell’ospedale Al Awda a Gaza. La struttura sanitaria, situata in una terra martoriata da continui bombardamenti e ridotta allo stremo, rappresenta un presidio vitale per una popolazione civile stremata dalla fame, dalle macerie e dalla sistematica assenza di cure mediche.
La serata ha offerto un fitto programma di interventi e testimonianze dirette. Di grande impatto il collegamento telefonico con Alessandro Mantovani, giornalista de Il Fatto Quotidiano e inviato a bordo della Global Sumud Flotilla, che ha portato la sua viva voce dal fronte dell’impegno umanitario marittimo. Sul palco di Piazza San Lorenzo si sono poi succeduti i contributi di Shokri Hroub, responsabile della logistica, dei porti e delle imbarcazioni di Freedom Flotilla Italia, e di Alessandra Maggiani, Presidente Provinciale dell’ANPI. Il dibattito locale e l’impegno civile sono stati arricchiti dalle parole di Lucio Conte del Comitato Direzione Pace e dall’intervento istituzionale di Stefano Vitale, Assessore alla Cultura del Comune di Isola del Liri. A tessere le fila dei vari contributi, moderando l’incontro con ritmo e attenzione, è stato Giacomo Dell’Unto.
A dare un colpo d’occhio suggestivo alla piazza ci ha pensato anche la presenza del camper della rete 100 Porti • 100 Città. Questo mezzo su quattro ruote ha idealmente collegato la terraferma della provincia ciociara alle rotte delle imbarcazioni che sfidano i blocchi marittimi, simboleggiando la determinazione di una rete di centri urbani e piccole comunità che rifiutano il silenzio complice di fronte all’assedio della striscia di Gaza.
Scegliere la data della Festa della Repubblica per questa mobilitazione ha racchiuso in sé un significato profondo. Gli organizzatori hanno voluto ricordare che la democrazia italiana affonda le sue radici direttamente nella lotta partigiana. L’antifascismo, di conseguenza, non può essere derubricato a un mero ricordo da manuale di storia, ma costituisce un mandato imperativo per il presente. Diventa lo strumento culturale e sociale per riconoscere e contrastare l’oppressione, il colonialismo, il razzismo e la drammatica logica delle vite considerate sacrificabili sullo scacchiere internazionale.
La macchina organizzativa ha funzionato grazie a un grande sforzo collettivo. Dietro la riuscita dell’evento c’è stato il lavoro silenzioso di chi ha cucinato, montato le strutture, servito ai tavoli e ripulito la piazza, donando il proprio tempo in nome di una causa comune. Una mobilitazione che ha spento sul nascere i tentativi di strumentalizzazione e le polemiche che avevano preceduto l’evento nei giorni scorsi. La risposta dei cittadini è stata netta: davanti alla distruzione degli ospedali e alle sofferenze dei civili, la comunità di Isola del Liri ha dimostrato che l’unica domanda legittima non è sull’opportunità di una manifestazione, ma su quanto ancora il mondo possa restare a guardare senza agire.




