Alle sette di mattina, sessanta persone già in fila davanti al Centro Unico Prenotazioni (CUP) dell’ex ospedale di Anagni. I terminali per l’emissione dei numeri non funzionano. Non ci sono numeri cartacei di riserva. La gente si organizza come può, chiedendo a voce chi è l’ultimo, cercando di costruire una coda che non riesce a tenersi in piedi da sola. È il ritratto di un disservizio che si ripete troppo spesso e che continua a creare disagi a cittadini e utenti.
Una delle persone presenti stamattina racconta con amarezza di aver rinunciato alle analisi previste presso la struttura pubblica, costretta a rivolgersi a un centro privato pagando il doppio. «I terminali erano rotti, non c’erano numeri cartacei, la gente non riusciva a mettersi in fila», spiega ad anagnia.com. Una scelta obbligata, non una libera preferenza.
Il nodo del totem e dei disservizi che si trascinano da mesi
anagnia.com ha raccontato più volte, negli ultimi mesi, le criticità che interessano il servizio CUP in diverse sedi della provincia. Problemi organizzativi, malfunzionamenti tecnici e carenze operative che sembrano continuare a ripresentarsi senza una soluzione definitiva.
Da quanto risulta, nelle ultime settimane vi sarebbe stato un cambio del soggetto esterno incaricato della gestione del servizio. Un passaggio che, inevitabilmente, richiede tempi di assestamento, ma che non può tradursi in disagi continui per i cittadini, soprattutto quando si parla di un servizio essenziale come quello delle prenotazioni sanitarie.
Resta il fatto che, quando i terminali per l’emissione dei numeri smettono di funzionare, dovrebbero essere previste procedure alternative in grado di garantire ordine e continuità nell’erogazione del servizio. Numeri cartacei, gestione manuale delle code o altre soluzioni di emergenza rappresentano strumenti semplici ma indispensabili per evitare situazioni di confusione come quelle registrate anche questa mattina.
L’auspicio è che le nuove aziende coinvolte nella gestione del servizio e il responsabile aziendale dell’appalto possano intervenire rapidamente per risolvere criticità che si trascinano da troppo tempo e che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
Toner esauriti, stampanti mute, pazienti senza ricevuta
Se il totem rappresenta il problema più visibile, ce n’è un altro che continua a manifestarsi con frequenza e che appare altrettanto difficile da comprendere nel 2026: la mancanza di toner e materiali di consumo necessari per stampare documenti essenziali.
Più utenti segnalano infatti episodi nei quali le postazioni non sono state in grado di rilasciare ricevute, documentazione sanitaria o altri attestati necessari ai pazienti. Una situazione che appare paradossale nell’era della digitalizzazione e che assume contorni ancora più gravi considerando la delicatezza del servizio erogato.
Una signora invalida, presente stamattina al CUP di Anagni, descrive una situazione che definisce «orrenda e scandalosa»: dopo aver atteso il proprio turno e pagato oltre 76 euro di ticket, si è sentita dire che non era possibile rilasciarle né la ricevuta di pagamento né il foglio per il ritiro degli esami online. «La ricevuta serve per la dichiarazione dei redditi, serve per chi ha un fondo sanitario e deve recuperare i soldi. Senza ricevuta, adesso come recupero i miei soldi?», si chiede.
Incolpevoli, anzi spesso costretti a gestire situazioni estremamente complesse con professionalità e disponibilità, gli operatori agli sportelli, che si trovano quotidianamente a fronteggiare le conseguenze di problemi organizzativi e tecnici che non dipendono dalla loro attività.
La mancata possibilità di stampare non riguarda soltanto le ricevute, ma può avere ripercussioni anche su altra documentazione necessaria ai pazienti. Circostanze che generano inevitabili rallentamenti e ulteriori disagi per utenti già costretti ad affrontare lunghe attese.
Un problema che non riguarda solo Anagni
Sarebbe riduttivo leggere quanto accade ad Anagni come un episodio isolato. Le segnalazioni raccolte nelle ultime settimane confermano infatti come problematiche analoghe siano state riscontrate anche in altre sedi CUP della provincia: terminali non funzionanti, difficoltà operative e servizi che procedono a rilento.
In alcune realtà la situazione sembra essere migliore, ma il quadro generale continua a evidenziare criticità che meritano risposte rapide e concrete.
Nel frattempo, come spesso accade, sono soprattutto gli utenti più fragili — anziani, persone con disabilità e cittadini affetti da patologie croniche — a subire le conseguenze maggiori di una situazione che richiede interventi urgenti e risolutivi.
L’auspicio è che il recente avvicendamento nella gestione del servizio possa rappresentare l’occasione per superare definitivamente queste problematiche, restituendo ai cittadini un CUP efficiente, organizzato e all’altezza dell’importante funzione che svolge ogni giorno sul territorio




