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    Truffa da 3,5 milioni di euro e una raffica di arresti: le Forze dell’Ordine blindano Roma e provincia

    un giovane arrestato a Napoli grazie al RIS per la maxi frode con falsi poliziotti, uno stalker in carcere a Nettuno, sei pusher fermati tra centro e periferia, furti sventati sul litorale e il blitz anti-abusivismo a San Pietro: il bilancio degli ultimi giorni di controllo del territorio nella Capitale
    9 Giugno 20267 Mins Read
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    Tre milioni e mezzo di euro sottratti a una donna di 66 anni con una messinscena degna di un film poliziesco, smascherata da un dettaglio minuscolo ma decisivo: un’impronta digitale. È la notizia più eclatante di una settimana intensa sul fronte della sicurezza a Roma e provincia, scandita da arresti, blitz antidroga, operazioni antiabusivismo e misure a tutela delle vittime di violenza di genere.

    La maxi truffa e l’impronta del RIS

    Tutto è cominciato il 21 aprile scorso, quando la vittima — una romana di 66 anni — ha ricevuto una telefonata da soggetti che si spacciavano per agenti della Polizia di Stato. Il numero visualizzato sul telefono sembrava provenire dalla Questura di Roma: un trucco tecnico, il cosiddetto spoofing, usato per rendere credibile l’intera operazione.

    I truffatori avevano costruito uno scenario elaborato: la donna sarebbe risultata coinvolta in un’indagine per rapina in gioielleria, commessa con l’auto del suo defunto padre. Per avvalorare il raggiro, le avevano inviato via WhatsApp falsa documentazione giudiziaria che la indicava come indagata, imponendole il silenzio con il marito e prospettandole la necessità di consegnare gioielli e valori a un sedicente «perito del Tribunale».

    In preda al panico, la donna aveva aperto la cassetta di sicurezza e consegnato ai complici presentatisi a casa sua una scatola di gioielli, 650 euro in contanti, 3.000 dollari, 2.500 franchi svizzeri e una borsa contenente ulteriori monili e preziosi. Il danno complessivo stimato ammonta a circa 3.500.000 euro.

    La svolta è arrivata dai laboratori del R.I.S. — Reparto Investigazioni Scientifiche — di Roma: i militari hanno isolato un’impronta digitale lasciata dall’autore del reato sull’autovettura della vittima, identificando così l’indagato, la cui responsabilità è stata poi confermata anche attraverso un riconoscimento fotografico. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri della Stazione di Roma Salaria — coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli Bagnoli — hanno rintracciato e arrestato a Napoli un 22enne con precedenti, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 3 giugno 2026 dal Tribunale di Roma. L’uomo è stato tradotto presso il carcere di Napoli Poggioreale. Le indagini proseguono per identificare i complici.

    La “maratona telefonica” di 12 ore contro un anziano

    Un copione simile, ma con un finale diverso, era andato in scena nel quartiere Tor Tre Teste, dove un uomo di 82 anni è stato tenuto sveglio per un’intera notte da truffatori che lo avevano agganciato telefonicamente, fingendosi Carabinieri e costringendolo a una serie di prelievi bancomat per «sgravio» da un presunto coinvolgimento giudiziario.

    A fare la differenza è stata la prontezza di un dipendente bancario, insospettito dall’entità dell’ennesimo prelievo richiesto. Le sue domande — seguite da quelle del direttore di filiale — hanno incrinato la narrazione dei truffatori, consentendo all’anziano di rendersi conto del raggiro. Da quel momento è partita una vera e propria controffensiva: con la collaborazione della vittima e il supporto degli agenti del V Distretto Prenestino, è stata tesa una trappola. Quando uno dei complici si è presentato sulla soglia dell’abitazione per ritirare una scatola contenente 8.000 euro in contanti, monili in oro e il bancomat con il pin, si è trovato in manette. L’altro complice è stato intercettato a bordo di un veicolo a noleggio nelle vicinanze. I cellulari sequestrati hanno fornito la prova del loro ruolo. Entrambi — un 63enne catanese e un 34enne napoletano — sono stati arrestati con le accuse di tentata estorsione aggravata, sostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale.

    Tor Bella Monaca: la cassaforte della cocaina e la chiave nell’altro appartamento

    Ingegnoso quanto il raggiro telefonico, ma sul fronte dello spaccio, il sistema scoperto dai Falchi della Polizia di Stato a Tor Bella Monaca: lo stupefacente era custodito in una cassaforte collocata in un appartamento, mentre la chiave per aprirla si trovava in un secondo alloggio, in una scala diversa dello stesso stabile. Due unità abitative apparentemente slegate, in realtà funzionali a un’unica filiera criminale.

    Gli investigatori della VI sezione della Squadra Mobile hanno monitorato i movimenti sospetti tra i due appartamenti fino a decidere di intervenire. Forzata la cassaforte, all’interno sono emersi centinaia di involucri di cocaina già confezionati. Il sequestro finale ha riguardato circa 1,5 kg di cocaina e oltre 6.000 euro in contanti. Arrestati un uomo di 36 anni e una donna di 51, entrambi romani.

    Sei pusher fermati tra centro e hinterland

    Sul fronte dello spaccio al dettaglio, la Polizia di Stato ha eseguito sei arresti tra il centro e la periferia della Capitale. Un 54enne romano è stato bloccato dopo un inseguimento sul G.R.A. durante il quale aveva tentato di liberarsi della cocaina occultata in un calzino; un 62enne di origini colombiane, ricercato in base a una sentenza del Tribunale di Trieste, è stato rintracciato in una struttura ricettiva di Fonte Nuova tramite il sistema Alloggiati web ed è stato associato al carcere di Regina Coeli.

    Nel quartiere Colombo, un 23enne di origine spagnola è stato arrestato con un veicolo usato come deposito mobile di crack, cocaina e hashish già confezionati. Nelle zone dei Commissariati Vescovio e Porta Maggiore, altri due pusher sono stati individuati con nascondigli ricavati rispettivamente nelle radici di un albero e nel cavo orale. Infine, a Genzano, i controlli hanno portato alla scoperta di un monolocale adibito a base per la lavorazione e lo stoccaggio della cocaina, nella disponibilità di un giovane originario di Frascati.

    Roma nord: un arresto e 18 denunciati tra La Storta, Olgiata e La Giustiniana

    I Carabinieri della Compagnia di Roma Cassia, in sinergia con personale del NIL di Roma, dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli e di Areti S.p.A., hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio nei quartieri La Storta, Olgiata e La Giustiniana, seguendo le linee strategiche del Prefetto di Roma, dottor Lamberto Giannini. Il bilancio: un arresto — un 48enne italiano in esecuzione di un ordine di carcerazione per una rapina commessa a Milano — e 18 denunce per reati che spaziano dallo spaccio alla ricettazione, dal porto abusivo di armi alla guida in stato di ebbrezza, fino al possesso di documenti falsi. Quattordici persone sono state segnalate alla Prefettura per uso di stupefacenti. Irregolarità sono emerse anche in due esercizi commerciali, con sanzioni per oltre 30.000 euro.

    Nettuno: stalker in carcere, scatta il Codice Rosso

    A Nettuno, i Carabinieri della Stazione locale hanno arrestato un operaio 55enne residente ad Anzio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri. L’uomo, che non riusciva ad accettare la fine di una relazione durata sei anni — interrotta dalla donna a causa dell’abuso di alcolici — aveva iniziato a perseguitarla con appostamenti sul luogo di lavoro e messaggi minacciosi. L’attivazione immediata delle procedure del Codice Rosso ha consentito di tradurlo in tempi rapidi presso la Casa Circondariale di Velletri.

    Ostia: tre furti sventati sul litorale

    Sul litorale romano, i Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia hanno intensificato i controlli sugli stabilimenti balneari, con un arresto e due denunce. Una 37enne bulgara è stata fermata mentre sottraeva generi alimentari da uno stabilimento in Lungomare degli Abruzzi; un 45enne colombiano è stato denunciato per tentato furto aggravato; un 18enne algerino senza fissa dimora è stato bloccato dopo aver tentato la fuga con due cellulari rubati, uno dei quali geolocalizzato dal proprietario. In serata, i militari hanno sorpreso un quarto individuo intento a smontare cavi e materiale in rame dai pannelli fotovoltaici di un ex stabilimento balneare abbandonato sul Lungomare Lutazio Catulo.

    San Pietro: blitz anti-abusivismo, nove fermati

    Chiude il quadro l’operazione condotta dalla Polizia Locale di Roma Capitale nell’area di San Pietro, dove il personale dell’Unità SPE — Sicurezza Pubblica ed Emergenziale ha fermato nove persone, di nazionalità gambiana e senegalese, sorprese a praticare la tecnica del cosiddetto «finto dono del braccialetto» ai danni dei turisti: una truffa in cui l’ambulante finge di offrire gratuitamente un braccialetto per poi pretendere denaro, facendo leva su presunte difficoltà personali. Sequestrati circa 2.500 articoli, elevate sanzioni per circa 25.000 euro. Per cinque dei fermati, sprovvisti di documenti, sono stati avviati accertamenti in materia di immigrazione.

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