Una collanina d’oro, un bracciale strappato con la forza e l’accusa, del tutto inventata, di aver fatto cadere della droga in terra. È la scena ricostruita dai Carabinieri, che nella serata dell’11 giugno 2026 hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due giovani, entrambi ventenni, residenti a Frosinone e disoccupati, ritenuti responsabili in concorso di rapina aggravata ed estorsione aggravata ai danni di un coetaneo minorenne.
L’operazione, condotta dai militari della Stazione di Giuliano di Roma insieme ai colleghi della Stazione di Ceccano, è stata disposta dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’indagine che ha permesso di ricostruire con precisione una vicenda risalente alla notte del 26 aprile 2026, tra i comuni di Ceccano e Frosinone.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, i due indagati, a bordo di un’auto di colore bianco, avevano avvicinato la giovane vittima nel parcheggio di un noto fast food di Ceccano, dove il ragazzo si trovava in compagnia di un coetaneo. Con tono intimidatorio, lo avevano accusato di aver fatto cadere a terra della sostanza stupefacente, un pretesto per impossessarsi con la forza di una collanina d’oro e di un bracciale in acciaio che il minore portava al collo e al polso.
Non si erano fermati a quello: avevano costretto il giovane a salire in auto con loro, pretendendo 50 euro in cambio della restituzione dei monili. Il minorenne, terrorizzato, era riuscito a consegnare solo una banconota da 20 euro, ottenendo in cambio unicamente il bracciale, mentre la collanina d’oro era rimasta nelle mani dei due aggressori, fuggiti subito dopo a bordo del veicolo.
Determinante per le sorti dell’indagine si è rivelato il lavoro dei Carabinieri, che hanno raccolto testimonianze, effettuato riconoscimenti fotografici da parte della vittima e del coetaneo presente ai fatti, e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza del parcheggio, elementi che hanno permesso di ricostruire senza margini di dubbio la dinamica della rapina e identificare i responsabili.
Concluse le formalità di rito, i due ventenni sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni, con il divieto di allontanarsi senza autorizzazione e quello assoluto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi. Restano ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




