Anche Frosinone è scesa in piazza per chiedere maggiore attenzione verso chi ogni giorno garantisce la sicurezza dello Stato. Nei giorni scorsi, davanti alla Prefettura del capoluogo, si è tenuto un presidio sindacale che ha visto protagonisti gli operatori del comparto sicurezza e difesa, in un’iniziativa che ha replicato quanto accaduto contemporaneamente in altre città italiane. A promuovere la mobilitazione sono stati i sindacati Silp Cgil, che rappresenta la Polizia di Stato, Siam, espressione dell’Aeronautica Militare, e Lrm, sigla legata all’Esercito, uniti in un’unica voce di protesta accompagnata da un volantinaggio rivolto ai cittadini di passaggio.
Al centro delle rivendicazioni, secondo quanto dichiarato dai rappresentanti sindacali, c’è anzitutto la richiesta di maggiore considerazione da parte dell’esecutivo. I sindacati hanno infatti sostenuto che il tema della sicurezza, pur ritenuto fondamentale, finirebbe troppo spesso per essere relegato a semplice argomento di propaganda, più che a oggetto di politiche concrete. Da qui la richiesta di stipendi adeguati alla professionalità richiesta a chi opera quotidianamente per la prevenzione e la tutela dell’ordine pubblico.
Il nodo economico resta, in effetti, il cuore della protesta. Le sigle sindacali hanno denunciato risorse a loro avviso “totalmente inadeguate” destinate al nuovo contratto 2025-2027, parlando di una perdita di potere d’acquisto superiore al 10 per cento per le forze dell’ordine. Un divario, spiegano i sindacati, che si spiega con un’inflazione che avrebbe superato il 17 per cento a fronte di aumenti reali fermi a poco più del 5 per cento.
A tracciare il quadro della situazione è intervenuta anche la segretaria locale del Silp, secondo cui le forze dell’ordine si troverebbero in una condizione di oggettiva difficoltà nel fronteggiare le esigenze di territori complessi, specialmente nei periodi di maggiore afflusso turistico e durante le festività, quando le città si trovano a gestire numeri straordinari di presenze. Un problema che, ha aggiunto la sindacalista, si intreccia anche con quello abitativo: per gli operatori delle forze dell’ordine risulterebbe infatti sempre più difficile stabilirsi nelle città in cui prestano servizio, in assenza di una vera e propria politica abitativa dedicata. Per questo motivo, dalla protesta è arrivato un appello diretto al Prefetto, chiamato a farsi mediatore con il Governo per sopperire alle carenze strutturali che riguardano l’alloggio del personale in uniforme.
Non meno sentito, tra le richieste dei manifestanti, il tema della previdenza. I sindacati hanno parlato apertamente di un “cronico ritardo” nell’avvio della previdenza complementare e di risorse giudicate insufficienti per la previdenza dedicata al comparto, una condizione che, a loro dire, rischia di condannare migliaia di donne e uomini in divisa a una vecchiaia priva delle tutele necessarie dopo una vita di servizio.
Una giornata di mobilitazione, dunque, che ha portato anche nel cuore della provincia di Frosinone un tema di rilevanza nazionale, riportando l’attenzione sulle condizioni di lavoro di chi, ogni giorno, è chiamato a vegliare sulla sicurezza dei cittadini.




