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    Home » Morolo, politica e territorio uniti sull’emergenza rifiuti: «ora bonifica senza rinvii»
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    Morolo, politica e territorio uniti sull’emergenza rifiuti: «ora bonifica senza rinvii»

    dopo l'ordinanza regionale per le 13.700 tonnellate di scarti illeciti in località Vado San Pietro, arrivano le voci della vicesindaca Giuseppina Neri e del vicepresidente della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale, Daniele Maura
    24 Giugno 20264 Mins Read
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    La firma del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in calce all’ordinanza contingibile e urgente n. Z00002 del 22 giugno 2026 ha messo in moto una macchina istituzionale che il territorio di Morolo attendeva da tempo. Come già riportato da anagnia.com, il provvedimento dispone l’avvio delle procedure straordinarie per la messa in sicurezza, la caratterizzazione e la rimozione di oltre 13.700 tonnellate di rifiuti accumulati illecitamente nel sito di stoccaggio in località Vado San Pietro, nei pressi della stazione ferroviaria del comune frusinate. Un deposito abusivo, già sotto sequestro penale, che presenta un elevato rischio di autocombustione e che da mesi tiene con il fiato sospeso residenti, agricoltori e amministratori locali.

    A fare sentire la propria voce, a stretto giro dall’uscita della notizia, sono stati due esponenti politici del territorio: la vicesindaca di Morolo Giuseppina Neri e il vicepresidente della Commissione Agricoltura e Ambiente del Consiglio Regionale del Lazio, Daniele Maura (Fratelli d’Italia).

    Neri ha scelto toni personali e diretti, aprendo la sua dichiarazione con un riferimento al peso storico del SIN — il Sito di Interesse Nazionale legato alla contaminazione da betaesaclorocicloesano nella Valle del Sacco — che per anni ha paralizzato decine di imprese nell’area. «Abbiamo avuto titoloni sui giornali e tante chiacchiere al vento sull’inquinamento che ha bloccato ogni attività in un’area vastissima», ha detto la consigliera, sottolineando come molte aziende abbiano rinunciato a investire nel territorio a causa di un blocco che, a distanza di anni, sembra ancora irrisolto. «Bloccare tutto è facile — ha aggiunto — tornare indietro non si sa perché è sempre difficile.»

    Un preambolo che serve a Neri per inquadrare l’urgenza della nuova emergenza: la discarica abusiva di Morolo rischia, a suo giudizio, di replicare lo schema già vissuto con il SIN, con conseguenze potenzialmente devastanti per le comunità locali. La consigliera ha quindi espresso il suo ringraziamento all’assessore regionale all’ambiente Fabrizio Ghera, al governatore Rocca e ai tecnici regionali, «che grazie ai recenti provvedimenti hanno avviato l’iter per la bonifica del sito». Un plauso va anche al sindaco di Morolo, Gino Molinari, che secondo Neri «ha fatto il giusto pressing in Regione per scongiurare il grave pericolo» di autocombustione.

    Sul versante regionale, Daniele Maura ha adottato un registro più istituzionale, ma non meno netto. Il vicepresidente della Commissione Ambiente ha dichiarato di accogliere l’ordinanza «con grande soddisfazione», rivendicando di aver seguito personalmente la vicenda fin dall’inizio, mantenendo «costanti interlocuzioni» con l’assessore Ghera, con gli uffici della Direzione Ambiente della Regione Lazio e con il sindaco Molinari, e raccogliendo le preoccupazioni del territorio anche su sollecitazione del Circolo di Fratelli d’Italia Morolo e del suo presidente Pierluigi Pietropaoli.

    Maura ha voluto ringraziare, oltre al presidente Rocca e all’assessore Ghera, anche la Direzione Regionale Ambiente guidata dall’ingegnere Wanda D’Ercole, la Prefettura di Frosinone, ARPA Lazio, la ASL di Frosinone e le Forze dell’Ordine: un sistema di istituzioni che, ha sottolineato, ha lavorato in modo coordinato per rendere possibile l’adozione del provvedimento. «Oggi non è il tempo delle rivendicazioni personali ma della responsabilità istituzionale», ha precisato, pur ricordando che il risultato «è frutto di un lavoro costante di sensibilizzazione e interlocuzione tra il territorio e la Regione Lazio».

    Il vicepresidente ha infine chiarito che l’ordinanza non rappresenta un punto d’arrivo, bensì «l’inizio della fase più delicata»: quella della messa in sicurezza dell’area, della prevenzione del rischio incendi e della successiva rimozione dei rifiuti verso impianti autorizzati. Ha assicurato che continuerà a seguire «con la massima attenzione ogni fase dell’intervento, affinché i lavori procedano con rapidità, trasparenza ed efficacia».

    Il cantiere delle bonifiche è ancora tutto da aprire. Ma dopo anni di emergenze ambientali silenziose — dalla Valle del Sacco a Vado San Pietro — il territorio di Morolo sembra questa volta poter contare su una risposta istituzionale concreta e tempestiva.

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