Tredici persone che non torneranno a casa, 460 che portano sul corpo i segni di un impatto. Sono i numeri, asciutti e pesanti, con cui il Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone chiude il bilancio dei primi sei mesi del 2026 sull’infortunistica stradale nella provincia. Un bilancio che non lascia spazio a letture consolatorie, anche quando i dati, confrontati con lo stesso periodo del 2025, mostrano qualche piccolo segnale di miglioramento.
Nel corso del primo semestre dell’anno, le pattuglie delle Stazioni e le gazzelle dei Nuclei Operativi e Radiomobili sono intervenute per il rilievo di 544 incidenti stradali: un numero in crescita rispetto ai 510 sinistri registrati nei primi sei mesi del 2025, con un incremento di 34 eventi. A fronte di questo aumento, i dati sulle conseguenze per le persone coinvolte restituiscono però una lieve attenuazione: le vittime sono 13, contro le 14 del semestre precedente, mentre i feriti scendono da 483 a 460. Numeri che i militari definiscono senza esitazione un bilancio umano inaccettabile, a prescindere dal segno algebrico del confronto.
Sul territorio provinciale, alcuni episodi si sono impressi con particolare durezza nella memoria di queste settimane. Il più devastante è lo scontro verificatosi a Sora il 9 giugno, sulla SS690: tre persone hanno perso la vita, una quarta è rimasta ferita in quello che rimane l’incidente più grave del semestre per numero di vittime. Non meno drammatico quanto accaduto il 22 febbraio ad Anagni, sulla via Anticolana: due morti e sette feriti in un sinistro che ha scosso profondamente la comunità locale. Ulteriori lutti si sono consumati a Sant’Elia Fiumerapido il 28 maggio, dove uno scontro frontale-laterale ha ucciso una persona e ferito un’altra; a Morolo il 10 giugno, con una vittima lungo la via Morolense; e a Cassino il 25 aprile, sulla SR6, dove un ulteriore scontro tra veicoli è costato la vita a un automobilista.
Il quadro delle cause conferma tendenze già note, ma non per questo meno allarmanti. L’attività ispettiva condotta dai militari ha portato alla contestazione di numerose violazioni al Codice della Strada, riconducibili a comportamenti che tornano con una regolarità sconfortante: la velocità non commisurata alle caratteristiche della carreggiata, il mancato rispetto delle precedenze, le carenze documentali — veicoli non revisionati o privi di copertura assicurativa — e, dato che i Carabinieri definiscono “estremamente allarmante”, la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Una combinazione di fattori che racconta non solo di distrazione o sfortuna, ma di una cultura della strada ancora largamente da costruire.
Sul fronte della distribuzione temporale, l’analisi dei 544 interventi evidenzia come la grande maggioranza degli incidenti avvenga nelle ore diurne, un dato che smentisce l’idea che la notte sia il momento più pericoloso sulle strade provinciali. In questo contesto, il contributo delle Polizie Locali nei centri urbani di competenza viene riconosciuto dai Carabinieri come determinante, grazie a una sinergia operativa che permette di presidiare il territorio in modo più capillare. È proprio su questo fronte che il Comando Provinciale formula un auspicio esplicito: un potenziamento degli organici dei Corpi di Polizia Locale consentirebbe di rafforzare ulteriormente le attività di prevenzione e di innalzare i livelli di sicurezza su una viabilità provinciale che, per estensione e complessità strutturale, continua a rappresentare una delle sfide più ardue per chi è chiamato a presidiarla ogni giorno.




