Ci sono pomeriggi in cui la storia di una comunità sembra risuonare all’unisono, trasportata dal vento e dalle note di ottoni e legni che raccontano radici profonde. È esattamente quello che è accaduto ieri, domenica 12 luglio 2026, in un’atmosfera sospesa tra l’orgoglio del passato e l’energia del presente. La comunità pigliese si è stretta in un grande e caloroso abbraccio attorno alla Banda Città di Piglio, che ha tagliato il prestigioso traguardo dei suoi primi trent’anni di vita, festeggiando una storia iniziata nel lontano 1996 sotto l’ala protettrice del Centro Musicale Culturale Benedetto De Pileo.
A fare da straordinaria ed evocativa cornice a questo compleanno speciale sono state le storiche mura del Palazzo Baronale. Un luogo che trasuda nobiltà e cultura, dove la famiglia De Pileo ha vissuto fino al 1400 e che ha visto come ultimo feudatario proprio quell’umanista e Segretario del Concilio di Costanza del 1414, Benedetto De Pileo, a cui l’istituzione musicale è intitolata. Proprio la figura di questo illustre personaggio storico è stata al centro di una brillante relazione curata da Martina Pirosini, componente dello staff culturale del comune, che ha saputo tratteggiare con precisione e fascino la vita dell’umanista nato intorno al 1365 e scomparso nel 1424.
L’evento ha richiamato una grandissima partecipazione di pubblico e un parterre istituzionale di rilievo. Gli onori di casa sono stati retti dal primo cittadino, il sindaco avv. Mario Felli, affiancato dagli assessori Lucia Ceccaroni, Marco Mapponi e Domenico Franceschetti. Subito dopo i saluti istituzionali, la parola è passata a Giorgio Alessandro Pacetti, primo socio fondatore del sodalizio culturale. Con la voce rotta da un pizzico di nostalgia e tanta fierezza, ha ripercorso le tappe fondamentali di questa avventura trentennale, tributando il giusto riconoscimento a tutte quelle persone che, armate di pura passione, instancabile impegno e spirito civico di volontariato, hanno permesso alla realtà musicale di radicarsi e fiorire nel tempo.
Il motore pulsante dell’iniziativa, Mauro Afilani, ha voluto poi materializzare la gratitudine della banda consegnando speciali attestati di riconoscimento. I diplomi di benemerenza sono andati al sindaco Mario Felli, allo stesso Giorgio Alessandro Pacetti per la sua visione illuminata e la dedizione costante che hanno garantito la nascita dell’istituto, al socio fondatore Domenico Tagliente e ai rappresentanti di tutte le formazioni ospiti.
Il momento più toccante e ad alto tasso emotivo della giornata si è consumato poco prima dell’inizio del concerto. Il maestro Augusto Lupi ha chiesto e ottenuto dal pubblico un solenne minuto di silenzio per onorare il ricordo di Antonio Troia, storico e indimenticato membro della banda e stimato cittadino di Arcinazzo Romano, venuto a mancare di recente. Sul palco del Palazzo Baronale è salito il figlio Adriano, che ha ritirato tra gli applausi commossi della platea una targa alla memoria, simbolo della gratitudine imperitura della comunità per il contributo umano e artistico offerto da suo padre.














La seconda parte del pomeriggio è stata una vera e propria esplosione di arte e armonia. Sul palco si sono alternate le diverse formazioni bandistiche giunte da tutto il comprensorio. I vari direttori d’orchestra si sono passati il testimone della bacchetta con grande maestria, regalando un repertorio vario e impeccabile. L’apice del pathos collettivo è arrivato sulle note finali dell’Inno di Mameli, che ha fatto scattare in piedi l’intero uditorio in un lungo applauso liberatorio.
I festeggiamenti non potevano che concludersi nel modo più genuino e festoso possibile. Nel tardo pomeriggio, le note si sono trasferite nelle strade del centro storico, invaso dall’allegria contagiosa delle bande musicali di Piglio, La Forma, Paliano, Trevi nel Lazio, Cave, Bellegra, Affile e Colonna. Una sfilata di colori e suoni che è confluita nella splendida cornice di Piazza Roma, dove i musicisti e i cittadini si sono ritrovati per un’agape fraterna, brindando a questi primi trent’anni di successi e con lo sguardo già rivolto verso i traguardi del futuro.




