Un boato squarcia il silenzio di Aquino poco dopo le tre del mattino, tra mercoledì 15 e giovedì 16 luglio. Nella centralissima piazza San Tommaso d’Aquino, cuore pulsante della cittadina, una banda di malviventi sceglie l’ora più buia per colpire lo sportello bancomat della filiale locale della Banca Popolare del Cassinate. Non un’esplosione soltanto, ma due, a distanza di pochi secondi l’una dall’altra: il segno di una tecnica ormai purtroppo nota alle cronache italiane, quella della cosiddetta “marmotta”, l’ordigno rudimentale ma devastante che i topi d’appartamento delle casseforti inseriscono negli sportelli automatici per farne saltare il vano interno.
Il fragore sveglia di soprassalto un intero quartiere. Le persiane si aprono una dopo l’altra, le voci si rincorrono nel buio, qualcuno si affaccia d’istinto per capire cosa sia successo. Ed è proprio in quel gesto, tanto naturale quanto imprudente, che si consuma il momento più drammatico della notte: una residente, richiamata dal boato, si sporge dal proprio balcone e viene colpita, con ogni probabilità da schegge o detriti sollevati dalla deflagrazione. Le sue condizioni, per fortuna, non desterebbero preoccupazioni gravi, ma l’episodio racconta bene quanto pericoloso possa rivelarsi un assalto di questo tipo anche per chi, quella notte, un ruolo non lo aveva scelto: quello di semplice testimone involontario.
Sul fronte tecnico, le prime ricostruzioni parlano di un ordigno probabilmente calibrato in modo imperfetto, tanto da far saltare anche il muro di protezione che circondava la cassaforte del bancomat, oltre alla struttura dello sportello stesso. Un dettaglio che potrebbe aver contribuito a rendere l’esplosione più violenta del previsto e a spiegare la ferita riportata dalla donna affacciata al balcone.
Immediata la mobilitazione delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo insieme ai militari della Stazione di Aquino, affiancati dai Vigili del Fuoco del distaccamento di Cassino, chiamati a mettere in sicurezza un’area diventata in pochi istanti un piccolo cratere di lamiere contorte e calcinacci. Tra i primi ad accorrere in piazza, richiamato anch’egli dal boato, anche il sindaco di Aquino, a testimonianza di quanto la notizia si sia diffusa rapidamente tra i cittadini nel cuore della notte.
Dopo il colpo, per i malviventi è scattata la fuga, ma non senza intoppi. I Carabinieri, giunti a ridosso dell’esplosione, sono riusciti a intercettare l’auto della banda dando vita a un inseguimento concitato lungo le strade della zona, con la vettura dei fuggitivi lanciata anche contromano pur di seminare la pattuglia alle calcagna. Nella foga della fuga, secondo quanto ricostruito, dall’abitacolo sarebbe stato lanciato persino un estintore contro l’auto dei militari, nel disperato tentativo di rallentarne l’inseguimento. Una Saab di colore bianco, il mezzo utilizzato dal commando, è stata infine ritrovata abbandonata in aperta campagna, nei pressi dell’autostrada A1, già in territorio della provincia di Caserta: segno che i banditi, una volta seminati gli inseguitori, si sono dileguati a piedi facendo perdere ogni traccia.
Resta ancora da chiarire l’esito materiale del colpo. Se da un lato alcune fonti riferiscono che il bottino sarebbe tuttora in fase di quantificazione da parte degli investigatori, altre ricostruzioni indicano che la cassaforte dello sportello avrebbe retto all’esplosione, costringendo i malviventi ad allontanarsi a mani vuote nonostante la violenza dell’assalto. Sarà l’istituto di credito, insieme alle forze dell’ordine, a fare chiarezza nelle prossime ore su quanto realmente sottratto, se sottratto è stato.
Non è la prima volta che sportelli del gruppo Banca Popolare del Cassinate finiscono nel mirino di bande specializzate in assalti con esplosivo: nei mesi scorsi altri tre bancomat dello stesso istituto erano stati presi di mira con modalità simili, tanto da spingere la banca ad adottare una misura precauzionale ormai diffusa nel settore, quella di svuotare gli sportelli automatici al termine di ogni giornata lavorativa, lasciando all’interno solo la disponibilità media necessaria a coprire la sera, per poi ricaricarli il mattino seguente.
Nelle prossime ore toccherà agli inquirenti ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’assalto, anche attraverso le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti in piazza e nei dintorni, strumento che negli ultimi anni si è rivelato spesso decisivo per risalire all’identità delle bande specializzate in questo tipo di colpi. Resta, sullo sfondo, l’immagine di una piazza storica squarciata nel sonno da un boato, e di una comunità che si interroga ancora una volta sulla sicurezza dei propri sportelli bancomat, sempre più spesso bersaglio di organizzazioni criminali capaci di muoversi con rapidità tra una provincia e l’altra.




