Prosegue il confronto giudiziario sui due impianti di biometano previsti ad Artena e a Paliano, dopo che lo scorso 25 giugno il Consiglio di Stato ha discusso, in udienze separate, gli appelli presentati contro le rispettive autorizzazioni. Due vicende distinte per iter amministrativo, ma accomunate dalla mobilitazione di cittadini, comitati e associazioni del territorio, che da tempo seguono con attenzione l’evolversi dei due contenziosi.
Per quanto riguarda l’impianto di Artena, che sorgerebbe in località Colubro, al confine tra i territori di Valmontone, Colleferro, Giulianello e Lariano, e che è stato proposto dalla società Green Park Ambiente S.r.l., il Consiglio di Stato ha trattenuto il ricorso in decisione, un passaggio procedurale che, secondo quanto riferiscono i ricorrenti, dovrebbe portare a una sentenza in tempi relativamente brevi. A promuovere l’appello sono stati l’Associazione Genitori di Artena, il Comitato Residenti Colleferro e un gruppo di cittadini attivi, che hanno contestato l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2023 e la successiva determinazione regionale di ottemperanza del 2024, chiedendone l’annullamento. Secondo quanto sostengono i ricorrenti, la decisione di impugnare la precedente pronuncia del TAR, sfavorevole alle loro istanze, si fonderebbe su una presunta omessa pronuncia e su una carenza di motivazione, elementi sui quali ora attendono la valutazione dei giudici di Palazzo Spada.
Diverso, e per certi versi più complesso, il percorso che riguarda l’impianto di Paliano, proposto dalla società Ingegneria Sostenibile Srl, con il progetto successivamente trasferito alla società Retina Op Nove Srl. L’impianto dovrebbe sorgere in località Contrada Colle Carcavella, lungo la Via Casilina al chilometro 56, in un’area residenziale compresa tra le zone di Amasona, Castellaccio e San Bartolomeo, nel territorio di Anagni. In questo caso i ricorrenti, tra cui figurano alcuni proprietari di terreni limitrofi e ancora il Comitato Residenti Colleferro, hanno impugnato la sentenza numero 683 del 2025, con cui il TAR aveva accolto le ragioni della società proponente, annullando due atti adottati dal Comune di Paliano: la nota che disponeva l’annullamento della procedura abilitativa semplificata relativa all’impianto e l’ordine di non dare corso all’intervento. Con l’appello presentato al Consiglio di Stato, i ricorrenti chiedono ora al collegio giudicante di riformare la decisione di primo grado, mentre, come sottolineano gli stessi promotori dell’iniziativa, l’amministrazione comunale di Paliano non avrebbe ritenuto di proseguire autonomamente sulla via del contenzioso amministrativo.
Nel frattempo, per il caso di Paliano, il Consiglio di Stato ha disposto una verificazione tecnica, affidata alla Direzione Provinciale di Frosinone, su alcune questioni giuridiche ritenute controverse e sollevate dai ricorrenti. La procedura consente a tutte le parti coinvolte di nominare propri tecnici di fiducia, che potranno partecipare, insieme ai difensori, ai sopralluoghi previsti e depositare le proprie osservazioni agli atti del procedimento. Si tratta, spiegano i promotori del ricorso, di un passaggio che richiederà tempi non brevi, dovendo prevedere ulteriori fasi istruttorie oltre alla liquidazione del compenso spettante al verificatore. Nel frattempo, pur essendo pendente il giudizio, la società proponente sarebbe stata ammessa alla proroga degli incentivi pubblici erogati dal Gestore dei Servizi Energetici.
I comitati e le associazioni promotrici dei due ricorsi hanno annunciato l’intenzione di continuare a seguire da vicino l’evolversi dei procedimenti, impegnandosi a informare tempestivamente la cittadinanza non appena saranno resi noti gli esiti ufficiali delle due vertenze. Nel comunicato diffuso, i ricorrenti hanno inoltre voluto ringraziare quanti, cittadini e sostenitori, continuano a seguire con attenzione il percorso intrapreso, in particolare coloro che contribuiscono alla raccolta fondi tuttora attiva, destinata a coprire i costi del giudizio amministrativo relativo all’impianto di Artena.




