Una settimana di intenso lavoro sul fronte della sicurezza pubblica ha attraversato il territorio del Frusinate, con Carabinieri e Polizia di Stato impegnati su più fronti: dalle truffe telefoniche ai danni di cittadini residenti a Frosinone e nei comuni limitrofi, fino a un giro di prescrizioni mediche rubate utilizzate per ottenere farmaci salvavita, passando per un provvedimento restrittivo eseguito ad Alatri e i sette Daspo Willy disposti dal Questore della Provincia di Frosinone dopo la rissa che lo scorso 11 luglio aveva sconvolto Fiuggi.
Il capitolo più delicato riguarda Alatri, dove nella mattinata del 27 luglio i militari della Stazione Carabinieri di Ferentino hanno eseguito una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura della Repubblica di Frosinone nei confronti di una donna di 52 anni. L’indagine, avviata dopo la denuncia di una 34enne che aveva scoperto l’uso illecito dei propri dati personali per il ritiro di un farmaco salvavita, si è avvalsa anche delle immagini dei sistemi di videosorveglianza di una farmacia del territorio. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire un meccanismo insidioso: la donna si sarebbe presentata più volte in farmacia esibendo prescrizioni provenienti da un ricettario in precedenza denunciato come rubato a un medico della provincia. Nell’abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato due prescrizioni riconducibili al blocco trafugato, sette ricette in bianco con la firma di un altro sanitario e dodici confezioni del medicinale al centro delle indagini. Il materiale è stato posto sotto sequestro e la vicenda è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Si ricorda che, in base al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la persona coinvolta deve considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva.
Sempre ad Alatri, i militari della locale Stazione hanno rintracciato un uomo di 42 anni, originario di Frosinone ma domiciliato in città, destinatario di un provvedimento di detenzione domiciliare emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura frusinate. Il provvedimento fa seguito a una condanna definitiva per lesioni personali aggravate, reato commesso nel 2019 a Ceccano: l’uomo dovrà scontare la pena residua di un anno nella propria abitazione, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Non si è fermata, intanto, l’ondata di tentativi di truffa telefonica che nella giornata del 29 luglio ha interessato Frosinone e diversi comuni dell’area. Grazie alla prontezza delle vittime e all’intervento delle pattuglie, nessuno dei raggiri messi a segno da falsi appartenenti alle Forze dell’Ordine è andato a buon fine. A Ceccano una donna contattata sul telefono fisso da un sedicente Carabiniere è stata invitata a preparare tremila euro in contanti: l’allarme immediato ha permesso alla Stazione Carabinieri di Ceccano di inviare una pattuglia sul posto prima che il raggiro si concretizzasse. A Pofi un residente ha ricevuto la chiamata di un finto comandante che chiedeva insistentemente informazioni su oro e denaro custoditi in casa, minacciando un controllo imminente: l’uomo ha subito allertato il 112. Analoga la dinamica in Viale Grecia a Frosinone, dove una donna ha intuito l’inganno e interrotto la comunicazione con un falso maresciallo, mentre in Viale America Latina un uomo è stato indotto a lasciare il lavoro con la scusa di una presunta perquisizione per targhe clonate: solo l’intuito dell’ex compagna, che ha allertato il NUE 112, ha permesso alle pattuglie in borghese di presidiare la zona. Un ultimo tentativo, sventato dalla pattuglia di Ripi, ha riguardato un’abitazione isolata di Torrice. Le Forze dell’Ordine rinnovano l’appello alla prudenza, ricordando che nessun operatore di Polizia o Carabiniere chiederà mai per telefono denaro, gioielli o informazioni sui beni custoditi in casa.
A Fiuggi, infine, si chiude un altro fronte aperto lo scorso 11 luglio con la rissa aggravata scoppiata in Piazza Spada. Il Questore della Provincia di Frosinone, al termine dell’istruttoria condotta dalla Divisione Anticrimine su impulso del Commissariato di P.S. di Fiuggi, ha disposto sette D.A.C.U.R. (i cosiddetti Daspo Willy) per complessivi 14 anni, vietando ai destinatari — residenti tra Fiuggi, Trivigliano e Alatri — l’accesso ai locali pubblici della città termale. Nei giorni scorsi lo stesso Questore aveva già sospeso per venti giorni la licenza di un’attività di somministrazione situata nella stessa piazza, i cui frequentatori risultavano coinvolti nella rissa. Anche in questo caso vale la presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Capitolo a parte per Frosinone capoluogo, dove la Squadra Volanti della Polizia di Stato ha identificato e denunciato un uomo di 63 anni ritenuto responsabile del danneggiamento della porta laterale della Chiesa di San Benedetto, in Piazza della Libertà, avvenuto lo scorso 11 luglio. Non si esclude che il gesto sia legato a un tentativo di furto. L’episodio si inserisce in un’attività investigativa che negli ultimi mesi ha permesso di individuare gli autori di diversi reati contro luoghi di culto della zona, restituendo un maggiore senso di sicurezza alla comunità. Anche in questo caso, la posizione dell’uomo dovrà essere definita nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza.




