Il cambio di gestione dell’Asilo Nido di Ferentino finisce al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare la questione, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, è stato l’avvocato Alfonso Musa, consigliere comunale di minoranza, che ha chiesto con fermezza maggiori tutele per i lavoratori coinvolti nel passaggio di appalto della struttura.
Secondo quanto riferito da Musa in una nota inviata alla redazione, il recente affidamento della gestione del servizio a una nuova ditta avrebbe già generato non poche polemiche, non solo sul piano politico ma anche, e soprattutto, tra le famiglie del personale che dovrebbe essere riassorbito.

Il consigliere ha ricordato come, in casi di questo tipo, il cambio di appalto comporti generalmente l’applicazione della cosiddetta clausola sociale, il meccanismo che impone alla nuova ditta aggiudicataria di riassumere gran parte del personale già impiegato nel servizio, garantendo — nei limiti previsti dalla contrattazione collettiva e dal capitolato d’appalto — gli stessi requisiti occupazionali, in termini di retribuzione, monte ore e anzianità.
È proprio su questo punto che, secondo la ricostruzione fornita da Musa, si concentrerebbero le maggiori criticità emerse durante la seduta consiliare. I lavoratori dell’asilo nido, infatti, non verrebbero assunti direttamente dalla ditta aggiudicataria della gara, bensì attraverso una società di lavoro in somministrazione: una modalità che, secondo il consigliere di minoranza, si porrebbe in contrasto con quanto previsto dal disciplinare di gara, oltre a non offrire alcuna garanzia occupazionale al termine dell’appalto.
Musa ha comunque scelto di non entrare nel merito degli aspetti più strettamente giuridici della vicenda, sottolineando come questi ultimi saranno con ogni probabilità oggetto di valutazione da parte delle organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori.
Nella sua nota, il consigliere ha invece rivolto un appello diretto all’Amministrazione Comunale di Ferentino, invitandola a verificare la legittimità dell’operato della ditta aggiudicataria, sia sotto il profilo del rispetto del capitolato d’appalto sia per quanto riguarda l’applicazione della clausola sociale. L’obiettivo, secondo quanto dichiarato da Musa, è quello di salvaguardare nel modo più adeguato possibile i livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori destinati a essere riassorbiti nel nuovo assetto gestionale.
La vicenda, al momento, resta dunque aperta: da un lato le preoccupazioni sollevate dalla minoranza consiliare, dall’altro l’attesa di un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale sulle modalità con cui il passaggio di appalto verrà effettivamente gestito.




