Se n’è andato in punta di piedi, questa mattina, nella sua casa di Velletri, un uomo che di rumore ne aveva fatto tanto, ma sempre per una buona causa. Maurizio Caschera aveva 65 anni e tra pochi giorni, a Ferragosto, avrebbe soffiato sulla sua sessantaseiesima candelina. Una notizia che ha lasciato senza parole quanti lo conoscevano, a partire dalla redazione di anagnia.com, che lo considerava un caro amico.
La sua storia è di quelle che restano impresse, perché nasce da un dolore che nessun genitore dovrebbe mai provare. Nel 2016, dopo la scomparsa del figlio Lorenzo, per tutti “Lollo“, morto a soli quattordici anni al termine di una lunga malattia, Maurizio decise di non lasciare che quella ferita restasse solo un lutto privato. Insieme alla moglie Severina e alla figlia Giulia, trasformò il dolore in un progetto di amore concreto, dando vita all’associazione di volontariato “Lollo10“, con sede a Velletri.
Da allora, “Lollo10” è diventata una presenza costante e preziosa nei reparti pediatrici di diversi ospedali del Lazio, a cominciare dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli e dall’IRCCS San Raffaele Pisana, per poi estendersi ad altre strutture sanitarie della regione, comprese quelle della ASL Roma 6, come gli ospedali di Velletri e dei Castelli Romani. Un impegno fatto di piccole e grandi cose: giornate dedicate ai bambini ricoverati, momenti di svago organizzati insieme ad altre associazioni di volontariato, sorrisi regalati a chi, in un letto d’ospedale, ne ha più bisogno di chiunque altro.
Chi lo ha conosciuto ricorda un uomo dal cuore grandissimo e da un’energia instancabile, capace di mettersi in gioco in prima persona per ogni iniziativa dell’associazione. Maurizio era originario di Colleferro, città dove per tanti anni aveva gestito un negozio di telefonia ed era molto conosciuto, prima di legarsi profondamente a Velletri, dove ha costruito la sua nuova vita e il progetto che più di tutti gli stava a cuore.
La sua generosità non si è mai fermata al ricordo del figlio: è diventata un impegno quotidiano, capace di portare speranza a centinaia di famiglie che, come la sua, hanno dovuto affrontare la paura e la fatica di una malattia grave in un bambino. Un’eredità che oggi, nel giorno del suo addio, continua a vivere in ogni sorriso che “Lollo10” ha saputo regalare in questi anni.
Alla moglie Severina, alla figlia Giulia, ai familiari e agli amici tutti, giungano le più sentite condoglianze da parte della redazione di anagnia.com e di tutti i nostri lettori, che ringraziano Maurizio per l’esempio di umanità e dedizione lasciato in eredità a questo territorio.




