Se ne va uno dei padri della canzone d’autore italiana. Francesco Guccini è morto questa mattina nella sua amata Pavana, il borgo dell’Appennino tosco-emiliano che per decenni ha rappresentato il rifugio e la fonte d’ispirazione della sua opera, circondato dall’affetto della moglie Raffaella e della figlia Teresa. Aveva 86 anni. L’EspressoOpen
Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini trascorse gran parte dell’infanzia sull’Appennino tosco-emiliano, prima di intraprendere un percorso professionale tutt’altro che scontato: ha lavorato come insegnante, ma anche come giovane cronista alla Gazzetta di Modena e come pubblicitario, prima che la musica diventasse la sua strada principale. Il trasferimento a Bologna negli anni Sessanta segnò una svolta decisiva, aprendo la collaborazione con formazioni storiche come gli Equipe 84 e i Nomadi, per cui scrisse brani destinati a entrare nella memoria collettiva come Auschwitz e Dio è morto, quest’ultimo tanto controverso da essere censurato dalla Rai per blasfemia. WikipediaWikipedia
Il successo da solista arrivò a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, con dischi che sono oggi considerati pietre miliari del genere: da Radici del 1972, passando per Via Paolo Fabbri 43 del 1976 (che regalò al pubblico il graffiante manifesto d’indipendenza artistica de L’avvelenata), fino ad Amerigo del 1978. Negli anni successivi la sua vena compositiva non si è mai fermata, tra l’album Guccini dell’83 e D’amore di morte e di altre sciocchezze del 1996. Brani come La locomotiva ed Eskimo lo hanno consacrato come una delle voci più ascoltate e amate del Novecento musicale italiano, capace di intrecciare impegno civile, ironia e una scrittura di rara profondità letteraria.
Accanto alla musica, Guccini ha coltivato con altrettanta passione l’attività di scrittore, firmando romanzi e opere di narrativa che gli hanno permesso di essere riconosciuto anche fuori dal mondo discografico come una delle penne più originali della cultura italiana contemporanea.
Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia, che ha reso nota la volontà del cantautore di celebrare esequie strettamente private nei prossimi giorni, ringraziando anticipatamente quanti vorranno unirsi al lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere a tutti coloro che lo hanno amato di ricordarlo e salutarlo, la famiglia ha annunciato che verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre. L’Espresso
Con la scomparsa di Francesco Guccini l’Italia perde non solo un cantautore, ma una delle sue voci più autentiche e libere, capace per oltre mezzo secolo di raccontare il Paese con lo sguardo disincantato e mai banale che lo ha sempre contraddistinto.




