Si chiude, almeno per quanto riguarda la fase valutativa, la lunga partita amministrativa legata al futuro energetico dell’area dell’ex Polveriera di Anagni. Con la Determinazione n. 256 del Servizio Tecnico Lavori Pubblici e Patrimonio, firmata dal responsabile Antonio Salvatori ieri 11 agosto, il Comune di Anagni ha approvato l’istanza avanzata dalla società Free Energy S.r.l. per la concessione delle aree comunali destinate alla realizzazione di un impianto fotovoltaico da 99,9 MWp.
Al centro del provvedimento c’è un compendio immobiliare di circa 187 ettari, situato in prossimità dello scalo ferroviario cittadino, un tempo destinato a deposito militare e passato nella disponibilità del Comune dopo l’acquisizione dal Demanio dello Stato nel 2010. Un’area classificata dallo strumento urbanistico vigente come Zona Militare G1 e Area Agricola Vincolata E2, che l’Amministrazione punta da tempo a riconvertire nell’ottica della transizione energetica prevista dal Piano Energetico Ambientale Regionale e dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima.
La storia del progetto, però, è tutt’altro che lineare. Tutto nasce a dicembre 2024, quando una ATI composta da Free Energy S.r.l., capogruppo con sede a Milano, CONPAT S.c.a.r.l. di Roma e Zilio Environment S.r.l. di Cassola, presenta al Comune una proposta di partenariato pubblico privato per la progettazione, costruzione e gestione dell’impianto. Il Consiglio Comunale, con le delibere n. 21 e n. 30 del 2025, riconosce l’interesse pubblico dell’iniziativa e nomina la stessa Free Energy promotore ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici, avviando la procedura di gara con tanto di canone concessorio fissato a un minimo di 4.500 euro per ettaro l’anno per una concessione della durata di 35 anni.
A far saltare il tavolo, nella primavera di quest’anno, interviene però una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, datata 5 febbraio 2026, che dichiara illegittimo il diritto di prelazione riconosciuto al promotore di una finanza di progetto, ritenendolo in contrasto con la libertà di stabilimento sancita dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Una pronuncia che, unita a un successivo parere della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna e a una sentenza del TAR Campania, cambia le carte in tavola: Free Energy, non potendo più contare sulla prelazione, comunica al Comune di non voler rendere disponibili i propri dati progettuali per una gara priva di quella garanzia. L’Ufficio Tecnico è costretto così ad archiviare la procedura originaria.
L’interesse dell’Amministrazione per l’operazione, tuttavia, non viene meno. Facendo leva sul cosiddetto Decreto rinnovabili, il Comune di Anagni avvia un nuovo iter fondato su un regime concessorio differente, che consente a Free Energy di presentare a fine aprile una nuova istanza, questa volta pubblicata regolarmente all’Albo Pretorio, sul portale Amministrazione Trasparente e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Una scelta che il Consiglio Comunale ratifica con la delibera n. 22 del 31 luglio, confermando la volontà di portare a termine il progetto.
La novità di questa seconda fase è che alla procedura partecipa anche un secondo operatore economico, dando così vita a una vera e propria competizione tra proposte concorrenti. A valutarle viene chiamata un’apposita Commissione giudicatrice, che nella relazione tecnica istruttoria depositata lo scorso 30 luglio esprime un giudizio netto: la proposta di Free Energy S.r.l. risulta l’unica, tra quelle presentate, a soddisfare pienamente i requisiti sostanziali e a garantire una sostenibilità tecnica ed economico-finanziaria adeguata.
Sulla base di queste risultanze, la Determinazione firmata dal RUP Antonio Salvatori approva formalmente l’istanza di Free Energy, rinviando alla Giunta Comunale il successivo passaggio relativo allo schema di convenzione che dovrà disciplinare nel dettaglio la concessione. Un tassello che avvicina Anagni a un nuovo, importante investimento nelle energie rinnovabili, ma che lascia ancora aperti i capitoli relativi alla firma della convenzione e alle successive fasi autorizzative.




