VALLEPIETRA – Ci sono serate nelle quali non ci si limita a presentare un libro. Ci sono serate nelle quali, attraverso le pagine di un libro, si scopre una persona da una prospettiva più intima, più autentica. È accaduto proprio questo a Vallepietra, nella sala conferenze dell’Ostello del Pellegrino, dove il Museo dello Sport ha ospitato la presentazione del saggio di Diletta Nicastro dedicato a Gianluca Vialli, davanti a un pubblico numeroso e visibilmente coinvolto.

Una serata che è riuscita ad andare oltre il calcio e oltre i trofei, riportando al centro dell’attenzione il Vialli uomo: la sua personalità, i suoi legami più cari, le scelte di una vita e quella rara capacità di tenere ben separati il palcoscenico pubblico e gli affetti privati.
Diletta Nicastro, attraverso il proprio racconto, ha restituito al pubblico aneddoti e sfumature meno note dell’esistenza di Vialli, permettendo a tutti di conoscere un profilo diverso da quello a cui i media ci hanno abituato negli anni. Particolarmente toccante il passaggio dedicato al rapporto con Roberto Mancini: un’amicizia nata sui campi da gioco e cresciuta fino a diventare uno dei legami più profondi della vita del campione.
Due modi di raccontare lo sport: l’Italia e l’Inghilterra a confronto
La serata ha toccato anche un tema di grande attualità nel giornalismo sportivo: la differenza tra il modo italiano e quello inglese di raccontare i protagonisti dello sport. Da un lato un sistema mediatico nostrano spesso incline ad analizzare, giudicare e amplificare ogni singolo episodio, capace di trasformare una partita in un vero e proprio processo mediatico che dura giorni; dall’altro una cultura giornalistica britannica che ha saputo raccontare Vialli anche attraverso il prisma della sua carriera internazionale, dai trionfi da calciatore fino all’esperienza da allenatore al Chelsea, dove divenne uno dei primi grandi italiani capaci di affermarsi ai massimi livelli lontano dai confini nazionali.
È proprio in questo confronto che il libro trova il suo significato più profondo: un promemoria prezioso sul fatto che la persona raccontata dai media non sempre coincide con quella reale. Vialli aveva scelto di proteggere la propria famiglia e la propria sfera privata, mantenendo una grande riservatezza anche nei momenti più difficili della malattia, restando prima di tutto Gianluca: l’uomo, il marito, il padre, l’amico, oltre che il campione amato da milioni di persone.
Un ponte tra sport, cultura e territorio
La serata non si è fermata alla sola figura di Vialli. Significativo è stato anche il collegamento con il territorio di Vallepietra e con il Santuario della Santissima Trinità, che Diletta Nicastro ha avuto modo di visitare durante il suo soggiorno in paese. Il suo percorso professionale, legato alla valorizzazione del patrimonio culturale e UNESCO, ha offerto lo spunto per un confronto sulle potenzialità del Santuario e sull’importanza di proseguire il lavoro di promozione, anche in vista del percorso legato alla candidatura UNESCO.






Un’occasione, dunque, per intrecciare sport, cultura, memoria storica e identità territoriale in un’unica narrazione.
Il Museo dello Sport si conferma punto di riferimento
Per il Museo dello Sport di Vallepietra questa serata rappresenta un ulteriore tassello di un percorso che punta a costruire non solo uno spazio dedicato ai cimeli sportivi, ma un autentico luogo di incontro e divulgazione culturale. Portare a Vallepietra un’autrice come Diletta Nicastro, per raccontare una figura internazionale come Gianluca Vialli, dimostra come anche un piccolo borgo di montagna possa diventare protagonista di eventi di respiro nazionale.
E da questa serata potrebbe nascere anche una nuova idea: perché non istituire a Vallepietra un Premio Gianluca Vialli? Un riconoscimento annuale da assegnare a uno sportivo, di qualsiasi disciplina, distintosi non solo per i risultati raggiunti ma soprattutto per i valori umani, il comportamento e la capacità di essere esempio per gli altri: un premio capace di ricordare Vialli non solo come campione, ma come uomo.
I ringraziamenti
Il Museo dello Sport ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a Diletta Nicastro, per aver scelto Vallepietra per la presentazione del proprio saggio, e a tutto il suo entourage, in particolare Donatella e Luca, per la preziosa collaborazione. Un ringraziamento speciale è andato ad Alessia Salvatori, per aver messo a disposizione la sala conferenze dell’Ostello del Pellegrino, così come a Filippo Graziosi, all’Associazione Culturale Don Salvatore Mercuri e a Carlo Cogliandro, presidente dell’Associazione I Muntagnòli Vallepietra, insieme a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento.
Parlare di Gianluca Vialli a Vallepietra, in fondo, non ha significato soltanto parlare di calcio, ma di vita, amicizia, coraggio, riservatezza e valori umani. E ha dimostrato, ancora una volta, che anche un piccolo paese può avere una grande voce. Il Museo dello Sport annuncia già l’intenzione di proseguire su questa strada, con nuovi appuntamenti e nuove storie da raccontare: quella dedicata a Vialli, forse, è solo l’inizio.




