di Gennaro Memoli
Gentilissimo Direttore, caro Ivan,
sinceramente non immaginavo che il mio caso, che tu hai voluto approfondire attraverso le colonne mediatiche della tua testata dopo averlo appreso da Il Giornale Nuovo, suscitasse tanto scalpore.
Mi ha fatto piacere ricevere la tua solidarietà, innanzitutto, a cui hanno
fatto seguito quelle di tanti colleghi e colleghe e so già che
prossimamente altri lo faranno.
Tra i tanti ho particolarmente apprezzato l’ottima disamina del collega
Paolo Carnevale, che ha ben inquadrato le difficoltà che incontra un
giornalista nello svolgimento della sua professione e il ritratto della mia
persona che ha fatto l’amica e collega Daniela Pesoli, con cui ho
condiviso i primi passi nel mondo dell’informazione davanti ai microfoni di Tele Radio Hernica nel lontano 1980.
Mi ha fatto piacere ricevere, anche al di fuori di anagnia.com, il
sostegno di tantissimi sportivi e di persone che avevo perso di vista da
tempo e che mi hanno davvero commosso con le loro parole di incoraggiamento.
Nell’impossibilità di farlo personalmente, perchè sono davvero tanti,
approfitto della tua testata per ringraziarli tutti, uno per uno, sperando di conservare il rapporto di fiducia tra giornalista e lettore che è uno
stimolo importante per far bene nella nostra professione , così come in
qualsiasi altro lavoro.
Tra tutto questo, però, c’è qualcosa che non ho assolutamente gradito e dalla quale intendo prendere decisamente le distanze, ossia il livore che
appare in alcuni commenti sulla pagina Facebook del tuo sito nei confronti del presidente del Città di Anagni Simone Pace e dei suoi collaboratori. Ti chiedo, pertanto, se possibile, di rimuovere i messaggi che racchiudono in essi contenuti di questo tenore* e desidero esternare al presidente Pace e ai suoi collaboratori tutta la mia solidarietà.
Agli autori dico semplicemente che sostenere una persona non significa dover andare contro qualcun altro e vorrei anche ricordare a tutti che, al di là di divergenze di vedute sul modo di interpretare la professione giornalistica che possono essere chiarite in un sereno e costruttivo confronto, Simone Pace, assieme ai suoi collaboratori, con la sua opera ha riportato il nome di Anagni a rifulgere in un contesto sportivo nazionale.
E questo è un merito che nessuno può disconoscere.
Dobbiamo tutti contribuire a difendere la serie D e i miei articoli sono
stati scritti proprio in funzione di questo scopo. Rileggeteli
attentamente, dal primo all’ultimo, e vedrete che è così. Voglio lanciare
attraverso anagnia.com un messaggio al gruppo organizzato dei tifosi dei Vecchi Leoni: continuate a sostenere la squadra come avete finora fatto e
applaudite i giocatori a fine gara se avranno onorato la casacca
biancorossa, quale che sia il risultato. Consideratemi uno di voi anche se non potrò essere allo stadio “Roberto Del Bianco” per i motivi che sapete e che, se e quando ci tornerò, dovrò farlo soltanto per rivestire il ruolo che mi compete in ossequio al rapporto professionale in essere e che continuerò comunque a svolgere. Forza, biancorossi!
*nota del direttore: Diversi commenti, caratterizzati da toni offensivi e da espressioni che travalicavano i legittimi confini del diritto di opinione e di critica, erano già stati rimossi dalla nostra redazione non appena ne abbiamo avuto contezza. La possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero è per noi un principio fondamentale, ma non può tradursi in insulti, attacchi personali o contenuti lesivi della dignità altrui. Per questa ragione, la redazione continuerà a monitorare i commenti e a intervenire, ove necessario, per garantire un confronto libero, ma al tempo stesso rispettoso delle persone e delle regole della civile convivenza.




