Un’imponente infrastruttura verde si prepara a trasformare il volto ambientale del territorio di Città metropolitana di Roma Capitale. L’ente sovracomunale ha dato il via a un esteso programma di forestazione che vedrà la messa a dimora di ben 800mila nuove piante, tra alberi ed esemplari arbustivi rigorosamente autoctoni. Un’operazione di portata straordinaria che rappresenta da sola circa un quarto dell’intero target nazionale previsto dall’investimento 3.1 del PNRR, la misura dedicata specificamente alla tutela e alla valorizzazione del verde urbano ed extraurbano per le quattordici città metropolitane italiane.
Il progetto, avviato nel 2022, coprirà una superficie complessiva di oltre 800 ettari grazie alla realizzazione di 58 impianti forestali distribuiti all’interno di 15 macro-progetti. La mappa degli interventi tocca da vicino 19 Comuni del territorio metropolitano, inclusa la stessa Capitale, disegnando nuove aree boschive ad alta densità con circa mille piante per ogni ettaro. Dietro questa scelta non c’è una semplice piantumazione di facciata, ma la rigorosa applicazione del principio ecologico dell’albero giusto nel posto giusto. Ogni specie è stata infatti selezionata in base alle caratteristiche specifiche dei singoli contesti territoriali, proteggendo le giovani piantine dal calpestio e dalle incursioni della fauna selvatica attraverso opportune recinzioni di protezione installate per i primi anni di crescita.
Gli obiettivi strategici dell’iniziativa puntano al miglioramento concreto della qualità della vita dei cittadini. Con la nascita di questi nuovi polmoni verdi, Città metropolitana di Roma Capitale mira a contrastare l’inquinamento atmosferico, mitigare gli effetti devastanti delle bolle di calore estive, arginare la perdita progressiva di biodiversità e favorire la rigenerazione ecologica complessiva del paesaggio.
A rendere particolarmente solida l’operazione è la gestione del post-impianto. Consapevole delle insidie legate ai periodi di caldo anomalo ed eccessivo che sempre più frequentemente caratterizzano le stagioni estive, l’amministrazione ha introdotto una precisa clausola contrattuale a tutela delle risorse pubbliche. Gli interventi saranno seguiti da cinque anni di scrupoloso monitoraggio e manutenzione, che culmineranno nel collaudo finale.
Durante questo arco temporale, l’eventuale seccatura delle piante appena messe a dimora non ricadrà sui bilanci della collettività. Esclusa una soglia naturale di tolleranza fisiologica fissata al dieci per cento, tutti i costi necessari per rimpiazzare le piantumazioni che non hanno attecchito saranno interamente a carico e a spese delle ditte esecutrici. Nessun esborso aggiuntivo gravante sulle risorse del PNRR. Proprio in queste settimane di fine estate, dopo una prima attenta valutazione dello stato di salute di ciascun esemplare, prenderanno il via i controlli sul campo per individuare le fallanze causate dalla canicola e procedere con le necessarie sostituzioni.




