Un sistema di occultamento tanto ingegnoso quanto insolito è stato smascherato ieri, giovedì 27 agosto 2026, dagli agenti della Polizia di Stato all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, dove una cittadina cinese di 40 anni è stata sorpresa con oltre cinque chili di cocaina nascosti all’interno di bustine dorate riproducenti i celebri “fortune cookie”, i tradizionali biscotti della fortuna.
L’operazione rientra nei servizi ad alto impatto disposti per il contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e porta la firma della Squadra Mobile della Questura di Roma, che ha condotto una mirata attività info-investigativa con il supporto dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea. Il coordinamento delle indagini è stato affidato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia.
La donna, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stata intercettata poco prima dell’imbarco su un volo diretto a Taipei, mentre si trovava già nei pressi dei gate. Un dettaglio che, unito al profilo del viaggio, avrebbe insospettito gli agenti e fatto scattare i controlli approfonditi sui bagagli da stiva.
È lì che è emerso il cuore dell’operazione: 127 bustine dorate con la scritta “Fortune Cookie”, perfettamente in stile con i celebri dolcetti orientali, ma che all’apparenza ingannevole nascondevano confezioni termosaldate in cellophane contenenti cocaina. Ogni bustina conteneva mediamente circa 40,7 grammi di sostanza, per un quantitativo complessivo che ha sfiorato i 5,178 chilogrammi. Non solo: tra gli effetti personali della donna sono stati rinvenuti anche sette tubetti di dentifricio e tre confezioni di caffè, elementi che secondo gli inquirenti sarebbero stati utilizzati nel tentativo di depistare l’olfatto delle unità cinofile e superare indenni i controlli di sicurezza aeroportuali.
Un espediente che, seppur creativo, non è bastato a eludere l’esperienza e la professionalità delle Forze dell’Ordine impegnate nei controlli. Secondo le prime stime degli investigatori, il carico sequestrato avrebbe potuto fruttare oltre 500mila euro se immesso sul mercato al dettaglio italiano, cifra che sarebbe potuta lievitare fino a superare il milione di euro una volta rivenduto sui mercati orientali, dove il prezzo della cocaina raggiunge quotazioni ben più elevate rispetto a quello europeo.
Al termine delle formalità di rito, la donna è stata arrestata in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotta presso la Casa Circondariale di Civitavecchia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.




