Un colpo mirato, veloce, e soprattutto redditizio per chi lo ha messo a segno. È quanto accaduto lungo l’Autostrada del Sole Roma-Napoli, all’altezza del cavalcavia numero 373, al chilometro 605,900, in direzione Roma, a poca distanza dal casello di Anagni-Fiuggi. Protagonisti, ancora ignoti, alcuni ladri di rame che hanno preso di mira la centralina elettrica di pertinenza di un Pannello a Messaggio Variabile, il dispositivo luminoso che lungo le arterie autostradali fornisce agli automobilisti informazioni utili in tempo reale: dai tempi di percorrenza agli avvisi sulla viabilità, fino alle segnalazioni di incidenti.

Il colpo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato pianificato con una certa cura. I malviventi sarebbero giunti sul posto a bordo di una Fiat Bravo, risultata rubata nei giorni scorsi a Napoli, utilizzata evidentemente come mezzo di appoggio per raggiungere il tratto autostradale senza destare sospetti. Una volta arrivati, avrebbero tagliato la rete di recinzione che delimita la sede autostradale, per poi forzare le centraline elettriche e recidere i cavi al loro interno.

Da lì, il passaggio successivo: l’estrazione del rame, il metallo più ricercato dai topi d’asfalto per il suo valore di rivendita (sul mercato nero viene venduto – ad oggi – a circa 9–10 euro al chilo se completamente separato dalla guaina), abbandonando invece sul posto le componenti in plastica, ormai prive di interesse commerciale.

Al termine dell’operazione, l’utilitaria utilizzata per l’avvicinamento è stata abbandonata proprio nei pressi del cavalcavia. Un dettaglio che lascia intuire come il rame sottratto sia stato presumibilmente trasferito su un secondo veicolo, con cui i responsabili avrebbero fatto perdere le proprie tracce. Una modalità, quella dell’utilizzo di un’auto rubata come “mezzo sacrificabile“, che negli ultimi tempi torna spesso nelle cronache legate ai furti di metalli lungo le infrastrutture stradali e ferroviarie.

Le conseguenze del furto, tuttavia, non sono passate inosservate. Il taglio dei cavi ha infatti causato lo spegnimento del pannello luminoso, che a distanza di alcuni giorni dall’episodio risulta ancora fuori servizio, privando gli automobilisti in transito di un utile strumento di informazione sulla viabilità in un tratto autostradale particolarmente delicato.
Sul posto sono intervenuti i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Anagni, che hanno effettuato i rilievi del caso e avviato le indagini per risalire agli autori del furto. Le Forze dell’Ordine al momento non escludono alcuna pista, mentre proseguono gli accertamenti tecnici sui reperti lasciati sul posto, a partire dall’auto rubata.
Un episodio che si inserisce in una settimana particolarmente intensa sul fronte della sicurezza per il territorio anagnino. Solo la notte precedente, infatti, gli stessi Carabinieri erano riusciti a sventare un tentativo di furto ai danni di un’azienda della zona industriale, la Saxa Gres, dimostrando un livello di attenzione costante da parte dell’Arma su un comprensorio che, complice la presenza di importanti arterie di collegamento e insediamenti produttivi, resta particolarmente esposto a questo tipo di reati predatori.
Al momento non risultano indagati o persone identificate in relazione al furto di rame sul cavalcavia 373: le indagini, coordinate dai Carabinieri di Anagni, sono ancora nella fase iniziale e chiunque dovesse essere in futuro identificato come responsabile resterà presunto innocente fino a eventuale accertamento definitivo di responsabilità.




